domenica 13 novembre 2011

Celebrità

(Questa volta, nel giornale, mi sono permessa un'autocitazione.  Perchè mi sento fortunata a fare il mio lavoro a scuola. Una persona a me cara, qualche giorno fa, mi ha detto che è fortunato il  lavoro ad avere me. Ma esagera perchè mi vuole bene)
 Nel mio quartiere, dove vivo da più di un quarto di secolo, mi capita spesso di essere riconosciuta: infatti, sono spesso additata dai negozianti come “la signora che rifiuta i sacchetti di plastica, perché li tiene nella sua borsa”. Alcuni vicini sanno poi che sono io la donna un po’ strana che annaffia e cura le fioriere abbandonate. E che raccatta le bottigliette da terra, riponendole  negli appositi contenitori.
Ancora, mi riconosce e saluta qualcuno dei miei tanti ragazzi difficili. Sì, perché nella scuola vicina mi occupo di dispersione scolastica e conosco per nome tutti gli alunni del quartiere: quelli bravi e soprattutto quelli che vanno male e a scuola non vorrebbero proprio venirci.  Ma che  per strada mi donano larghi sorrisi, conditi con l’immancabile “Buongiorno, professorè”. Incontrarli così, mi fa bene al cuore. E’ soprattutto per il loro sguardo affettuoso che vale ancora la pena, di fare la psicopedagogista…
Maria D’Asaro   (Pubblicato su “Centonove” l’11-11-2011)


8 commenti:

  1. Ma che problemi ti fai se quello che fai ti piace? Se gli altri ti credono stana in ogni caso sei da esempio... semmai sono loro gli stani e anche sozzoni...vale la pena sempre fare le cose in cui crediamo...non c'è rosa senza spine,non c'è lavoro senza difficoltà...

    RispondiElimina
  2. lavoro difficile; molto difficile!
    Però anche il più gratificante talvolta...
    Anche mia mamma insegnava in un contesto difficile come il tuo e quanti miracoli ho visto accadere grazie alla sua pazienza!!!
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  3. Che dire, tira dritto e non far caso a chi guarda perplesso, gli insegni più tu con i tuoi gesti di qualsiasi pubblicità-progresso! Non mollare!!

    RispondiElimina
  4. Posta tranquillamente la poesia, anzi sono contenta che venga conosciuta meglio, mi piace condividere :)

    RispondiElimina
  5. Lavoro che gratifica,ma molto impegnativo.
    E,per usare una frasw bandita dai vocabolari,grande senso civico.

    RispondiElimina
  6. @Pippicalzelunghe: grazie di esserci, Pippi. grazie della tua affettuosa spontaneità.
    @Calzino: anche tu sei bella bella sai? Ciao.
    @Luigi: grazie per la considerazione che hai per questo lavoro. Bisogna farlo per capire quanto sia stupendo e difficile. Ricambio fraternamente l'abbraccio.
    @Stanza: non mollerò. Anche se è dura. Ho postato la "tua" poesia. Grazie.
    @DOC/dr.Peter: al lavoro dò il meglio di me. Quando sono emotivamente coinvolta, sono meno brava. Rischio una bocciatura. Ciao.
    @Costantino: dici benissimo. Lavorare a scuola con un pò di umanità e senso civico è veramente impegnativo. Grazie della visita.

    RispondiElimina