martedì 4 marzo 2014

La ricerca della felicità e un saluto a Lucio

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Due sono i motivi per cui i filosofi hanno sostenuto, nel tempo, la tesi dell’inconoscibilità ed indefinibilità dell’uomo: il primo di ordine antropologico, il secondo di ordine storico. Il motivo di ordine antropologico ha a che fare con la consapevolezza, da parte dell’uomo, della propria mortalità. Allora, dice Grecchi, “proprio per l’angoscia che il tema della morte pone innanzi, l’uomo che non sa vivere in buona armonia con se stesso e col mondo tende a identificare con la morte, ed a temere, tutto ciò che si rapporta a lui come un limite, come una chiusura "; mentre, nella Grecia classica, i valori centrali erano quelli del limite e della misura. 
Purtroppo invece l’uomo odierno è imbruttito e inaridito: “privato sempre più di quelle relazioni sociali comunitarie che sole sono in grado di costituirgli un’anima, l’uomo bada da tempo sempre più al corpo (…) sopravvivenza materiale = massimo bene, morte materiale = massimo male.”
Quindi “la principale ragione per cui la quasi totalità del pensiero filosofico ha finora ritenuto che l’uomo non sia nella sua essenza definibile è l’originario timore della morte (motivo antropologico) che le modalità storiche di vita hanno nel tempo reso sempre più insopportabile (motivo storico).
L’autore poi (pag.31) sottolinea poi come le errate (o parziali o distorte) definizioni odierne dell’uomo siano, in sostanza, dei riduzionismi: ossia assolutizzazioni indebite di caratteristiche parziali dell’uomo: “secondo che la scienza considerata sia l’economia, la sociologia, la psicologia, la storia, la biologia, ci troveremo a forme di economicismo, sociologismo, psicologismo, storicismo, biologismo o altro (…) L’errore da cui nascono le varie definizioni riduzioniste è proprio quello che conduce le scienze, conoscenze parziali, ad occupare il posto della filosofia, conoscenza totale”.
A corredo della sua ipotesi, Grecchi (pag.34 e 35) ribadisce che: “Poiché l’uomo di oggi teme ogni contatto con le profondità simboliche della propria anima (…) per creare un ordine di significati determinati e non inquietanti, l’uomo ha frazionato la totalità dell’essere in parti controllabili. In questo processo le scienze hanno svolto il ruolo principale, creando però delle scissioni all’interno dell’uomo.” Inoltre i vari riduzionismi scientifici sarebbero funzionali al mantenimento delle attuali modalità sociali e ad un’errata (o parziale e distorta) ricerca della felicità che non tiene conto che l’uomo è, nella sua essenza, “ente non fisico, ma metafisico” in quanto non è appagato solo dal soddisfacimento dei propri bisogni fisici (emblematico il rifiuto socratico di fuggire dalla prigione per non tradire i suoi ideali). Per Luca Grecchi l’uomo è, nella sua essenza, un ente razionale, morale e simbolico: la razionalità è la componente più importante della natura umana (Grecchi utilizza i termini anima, natura umana ed essenza dell’uomo come sinomini) “in quanto essa sola sa attribuire alle altre due componenti, morale e simbolica, la loro corretta struttura. Solo la conoscenza consente infatti di porsi in armonia con se stessi e di realizzare compiutamente la propria essenza."
I contenuti della seconda caratteristica essenziale della natura umana, la moralità, sono l’affetto, la comunitarietà e l’amore: “nessuna moralità è possibile senza una trama relazionale affettiva (voler bene a se  stessi e a gli altri”, senza un approccio comunitario e senza una modalità di donazione verso gli altri. Dunque “la razionalità è la comprensione della propria umanità e del mondo, la moralità è l’incarnazione della necessaria cura della propria umanità e del mondo”(pag.44). Grecchi rivolge poi una critica alle attuali modalità sociali, tendenti a spegnere affetti e passioni, conseguenza questa della loro incapacità di incarnare modi di vivere conformi all’essenza dell’uomo. Emblematico, in questo senso, l’atteggiamento schizofrenico dell’Occidente nei confronti della morte per fame: viene ammessa la gravità della cosa, ma ci si comporta come se il problema non esistesse.
La terza componente che caratterizza la natura umana è la simbolicità, per cui le cose e la realtà rimangono aperte all’ambivalenza dei contenuti.
(continua …)
Infine un saluto a Lucio Dalla, che oggi avrebbe compiuto 71 anni. Ecco una sua splendida canzone: 


3 commenti:

  1. Brava Maruzza è molto bello ricordare Luccio con questo video.

    Essere o non essere questo è il problema.
    Il tema che hai proposto cara Mari è filosoficamente difficile da elaborare...
    Da quando esiste la filosofia si sono scritti infiniti libri, morale, infiniti filosofi hanno elaborato la loro infinita teoria...questo mi dice che l'argomento non finisce mai di essere trattato.
    La mia teoria è che," va bene che ci vogliono questi studiosi" ma, vivere la propria vita giorno per giorno amorevolmente con l'arcobaleno....però il bianco e il nero sono colori o non colori più usati...
    Arcobalenanti abbracci!!!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. @Pippi: grazie del commento! Ricambio cosmoabbracci arcobalenanti. Spero che tu stia meglio e che le bende sul viso non siano più necessarie..

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