mercoledì 30 aprile 2014

Chi




Chi
Saprà estrarre
La spina tenace
Che continua a straziarci?
Dio …  

lunedì 28 aprile 2014

La globetrotter dei numeri

Ornella Giambalvo, prof. ordinario di Statistica sociale, UniPa
Ornella Giambalvo: classe 1967, piglio e aspetto da ragazzina. Eccellente fotografa, viaggiatrice d’eccezione, impegno nel volontariato, un’amicizia speciale con Lucio Dalla. Per lei - nata a Palermo e  palermitana doc - un passato anche nelle baracche in un paese colpito dal terremoto del 1968: Santa Margherita Belice, dove trascorre un pezzo d’infanzia. Oggi è Docente di Statistica sociale all’Università di Palermo e da poco ha conseguito l’abilitazione ad ordinario. 
E allora, prof.ssa Giambalvo, cominciamo dando … i numeri: quante sono oggi le donne docenti Ordinarie all’Università di Palermo? Come sono distribuite nelle varie Facoltà? Quante in Sicilia e in Italia? 
A Palermo siamo 78, il 19%. Il grosso della presenza femminile è concentrato in quattro ex Facoltà: Psicologia (38% le Docenti Professore ordinario), Lettere (31%), Giurisprudenza (28%). Economia (21%). Nelle altre ex Facoltà palermitane i numeri “rosa” sono davvero esigui. Non va meglio a Catania, dove le Docenti con ruolo di ordinario sono appena il 16,2%; mentre a Messina la percentuale arriva al 23,6%. In Italia siamo il 18,8% su un totale di 3565 donne prof. ordinari.
(questo l'inizio della mia intervista alla prof.ssa Giambalvo: per continuare, leggete qui, pagg.34,35)


venerdì 25 aprile 2014

Una rosa per Sophie

Sophie Scholl
25 aprile 1945: per i ragazzi di oggi una data giurassica. Per chi invece la guerra l’ha vissuta o per chi ha imparato dai libri di Storia come può essere violenta e feroce una dittatura, il 25 aprile è data storica, festa di liberazione. Oggi un tributo va ai sei tedeschi, i 5 studenti Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell , Willi Graf che, assieme al prof. Kurt Huber, nel 1942/43 pubblicarono 6 opuscoli che incitavano i tedeschi a opporsi al regime nazista. Il gruppetto, che volle chiamarsi “La rosa bianca”, fu presto scoperto e i sei attivisti nonviolenti furono uccisi. “Beata la terra che non ha bisogno di eroi”, ci ammoniva Brecht. Comunque ai sei eroi, a 70 anni di distanza, va la nostra stima ammirata. Con l’augurio di poter avere anche noi, come auspicava Sophie Scholl, unica donna del gruppo: “Uno spirito forte, un cuore tenero”.
               
             Maria D’Asaro (“Centonove” n. 16 del 25.4.2014)

martedì 22 aprile 2014

Apprezzo





Apprezzo                          
Appena alzata
Il canto zelante
Di un merlo zonale.
Grazie.

domenica 20 aprile 2014

Buona Pasqua!






Vita:
evoluzione creatrice, 
lieve voluta celeste
su passettini di danza.
Pliè!                    

venerdì 18 aprile 2014

Sicilia, sorridi e risorgi

I siciliani, ai quali capita di varcare lo Stretto di Messina e trascorrere qualche periodo in Puglia, Calabria e Campania e stare a contatto con i conterranei “sudisti”, hanno modo di apprezzare similitudini e differenze. Le somiglianze: siamo tutti poco organizzati, caotici, abbiamo strade poco pulite e posteggiamo spesso in seconda fila. Però, oltre lo Stretto,  i calabresi, oltre che il salame piccante in tutte le salse, hanno una solarità e una capacità di sorriso maggiore di noi siciliani; così i campani e i pugliesi. Nei tratti antropologici dei siciliani – o almeno dei palermitani – si legge una cupezza di fondo, una ironia triste, uno sguardo più nero verso la vita. Il teologo Cosimo Scordato, citando anche Sciascia, dice che noi siciliani ci siamo fermati al venerdì santo e non immaginiamo una qualsiasi risurrezione. L’augurio è che anche gli isolani più pessimisti possano scorgere la luce di una Rinascita sempre possibile.
                                                     Maria D’Asaro  (“Centonove” n. 15 del 18.4.2014)



mercoledì 16 aprile 2014

Città per l’uomo

Arcosanti - Arizona (U.S.A.)
Qualcuno, in Sicilia, ricorderà Una città per l’uomo: il nome di un movimento che, negli anni ’80, gli anni della “primavera” di Palermo, cercò di smuovere le acque stagnanti della vita politica cittadina.  Città per l’uomo volevano essere le città costruite dal bioarchitetto Paolo Soleri, emigrato nel 1946 da Torino negli Stati Uniti. Lì, in Arizona, nel 1970 Soleri fonda Arcosanti, un prototipo di città per 5.000 persone, basata sui concetti dell'arcologia, una nuova disciplina che fonde architettura e ecologia. In nome dell’arcologia, l’architetto ha utilizzato risorse ed energia in modo misurato e ha cercato di ridurre al massimo l’inquinamento, i trasporti e gli sprechi di tempo e di spazio, a vantaggio di un rapporto con l’ambiente più organico e umano. Soleri è morto il 9 aprile 2013: ci sono rimasti i suoi progetti  urbani, che hanno qualcosa della magia creativa e della leggerezza delle città invisibili di Italo Calvino.
                                                Maria D’Asaro (“Centonove” n. 14 dell’11.4.2014)

martedì 15 aprile 2014

Ospite







Ospite
di passaggio,
sussurra alla vita
con tenera, delicata passione.
Scalza.




(Un Franco Battiato più giovane col compianto Manlio Sgalambro)

domenica 13 aprile 2014

La felicità: ti vengo a cercare, con Franco e Antonia ...

(In post precedenti ho sintetizzato il saggio di Luca Grecchi Conoscenza della felicità, Ed. Petite Plaisance, Pistoia, 2005, € 15.)

Nelle pagine finali del libro, Grecchi ci lascia con un po’ di amaro in bocca. Ci ripete che la felicità è la condizione che consegue da una armonica realizzazione dell’essenza dell’uomo, creatura razionale, morale e simbolica. Ci avverte però che due sono le condizioni che ne ostacolano la realizzazione, una strutturale ed una contingente. La prima è costituita da un eccessivo timore della morte; la seconda dalle attuali modalità sociali. (…) Mentre alla causa strutturale è possibile trovare rimedio grazie ad adeguate modalità di pensiero e di vita, alla causa contingente è assai più difficile trovare rimedio poiché lo si può fare compiutamente solo riuscendo a mutare le modalità di funzionamento del mondo.
Come se non bastasse, Grecchi aggiunge che l’infelicità è la condizione originaria di ogni uomo sia per motivi esistenziali che ontologici. I motivi esistenziali sono costituiti essenzialmente dal fatto che l’uomo si trova gettato su questa terra, senza aver potuto in merito prendere alcuna decisione (…) I motivi ontologici della infelicità sono invece costituiti dal fatto che la felicità è una condizione di armonica compiutezza, frutto di un percorso di conoscenza e di vita di cui le persone originariamente sono inconsapevoli ed incapaci.
Dopo questa doccia fredda, l’autore continua comunque a sostenere che la felicità rappresenta il necessario fine di ogni uomo e che la filosofia ci è di aiuto per conseguirla. Più calda e consolante la correlazione tra amore e felicità: assieme a Platone ed Aristotele, Grecchi  rimarca la stretta connessione tra felicità individuale e collettiva: non si può essere compiutamente felici quando le modalità sociali, intorno a noi, creano un vuoto di umanità così agghiacciante, lasciando nella sofferenza più atroce … miliardi di persone (…) Finché non sentiremo ogni uomo come fratello, non saremo in gradi di assaporare realmente la condizione sublime della felicità. 
E quindi, in conclusione: gli uomini si sentono felici (…) solo quando sono accolti ed amati da una o più persone, e sentono al contempo naturale comportarsi nella medesima maniera nei loro confronti. 


Rifugio (Antonia Pozzi)

Nebbie. E il tonfo dei sassi
dentro i canali. Voci d’acqua
giù dai nevai nella notte.

Tu stendi una coperta per me
sul pagliericcio:
con le mani dure
me l’avvolgi alle spalle, lievemente,
che non mi prenda 
il freddo.

Io penso
al grande mistero che vive
in te, oltre il tuo piano
gesto; al senso
di questa nostra fratellanza umana
senza parole, tra le immense rocce
dei monti.

E forse ci sono più stelle
e segreti e insondabili vie
tra noi, nel silenzio,
che in tutto il cielo disteso
al di la della nebbia.

giovedì 10 aprile 2014

Quattro colloqui e un funerale

L’avrò incontrata  quattro volte  ...  forse anche di più. Colloqui pieni di pathos e sostanza. Perché la storia di suo figlio era speciale. Come speciale, accidentato e complesso era stato il suo inserimento scolastico, costellato da una bocciatura in seconda media, voluta anche da lei. 
Lei era la madre di Francesco, nome fittizio per la salvaguardia della privacy. Una madre dolente e coraggiosa insieme, acciaccata ma sempre presente, con dubbi e rimorsi, ma determinata a svolgere con serena fermezza il suo ruolo materno. La signora non era affatto ricca. E aveva vari problemi di salute. Una volta, durante un colloquio, l’ho sentita parecchio giù, persino un tantino depressa. L’ho invitata a rifare la tintura ai capelli. – Me lo dice anche mio figlio – ammise con un mezzo sorriso. Qualche tempo dopo, l’ho rivista, con i capelli colorati e l’aria più curata. 
Ieri sono andata al suo funerale, con i compagni del figlio, ormai in terza media. Francesco non c’era. Era troppo straziato. Non so di che colore avesse adesso i capelli, la signora. Il suo cuore è rimasto comunque di un rosso acceso, pieno di amore per quel suo ragazzino speciale. Che avrà diritto, a scuola, a un supplemento di cura, adesso che sua madre potrà accarezzarlo solo da molto lontano. 

martedì 8 aprile 2014

Aprile





Aprile,
Musica Lieve,
Bocciolo di  brezza
In te stessa racchiusa.
Paloma.    

venerdì 4 aprile 2014

Ciao, maestro Sgalambro




(Ringrazio il blog di Slec che ha segnalato lo scritto) 

Ecco cosa scriveva sulla Sicilia il  filosofo e artista Manlio Sgalambro: “Là dove domina l’elemento insulare è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente di inabissarsi. Una teoria dell’isola è segnata da questa certezza. Un’isola può sempre sparire. Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull’instabile. Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio. Il sentimento insulare è un oscuro impulso verso l’estinzione. (…) La volontà di sparire è l’essenza esoterica della Sicilia. Poiché ogni isolano non avrebbe voluto nascere, egli vive come chi non vorrebbe vivere: la storia gli passa accanto con i suoi odiosi rumori ma dietro il tumulto dell’apparenza si cela una quiete profonda. Vanità delle vanità è ogni storia. La presenza della catastrofe nell’anima siciliana si esprime nei suoi ideali vegetali, nel suo taedium storico, fattispecie del nirvana. La Sicilia esiste solo come fenomeno estetico. Solo nel momento felice dell’arte quest’isola è vera.” 
                      Maria D’Asaro         (“Centonove” n. 13 del 4.4.2014)

giovedì 3 aprile 2014

L’ecologia spiegata a mia figlia

Quasi tutti sanno ormai che utilizzare in casa troppi disinfettanti crea, da un lato, un inquinamento chimico, dall’altro un danno alla salute del bambino, perché questa sorta di innaturale sterilizzazione impedisce la sua naturale produzione di anticorpi. Ma a Palermo molte mamme e nonne di mia conoscenza sono vestali del pulito a ogni costo: non accettano l’idea che tanto più usano a casa detersivi molto potenti, tanto maggiore è la possibilità di un’iper-sensibilità nei loro bambini, che toccano e respirano queste sostanze nocive. Magari però le stesse signore, che fanno la guerra ai granelli di polvere, si chiedono preoccupate perché oggi tanti bimbi siano asmatici e/o allergici. Vicino casa mia c’è un negozio di detersivi dal nome celestiale: Il Paradiso del pulito. Spero proprio che noi donne impariamo a guardare l’altra faccia della medaglia: a capire che dietro il decantato paradiso si cela un sicuro inferno di malessere sulla Terra.
                                       Maria D’Asaro (“Centonove” n. 12 del 28.3.2014)