lunedì 28 dicembre 2015

Dio esiste e vive a Bruxelles

      Capita a tutti di chiedersi se Dio esiste e, se sì, quale sia il suo vero volto … Il regista Jaco Van Dormael,  già nel titolo italiano del suo ultimo film, ci dice che Dio esiste e vive a Bruxelles.  Il Dio di Van Dormael non è però, come siamo abituati a pensare, un vecchio signore bonario con una lunga barba grigia, ma un uomo violento, irascibile e vendicativo, che manovra il mondo a suo piacimento attraverso un computer. Dio ha anche una famiglia: un figlio ben noto, JC (Jesus Christ), da tempo scappato di casa perché non va d’accordo col padre, una moglie succube e inetta, intenta solo a ricamare e a seguire le partite di baseball in TV, e una figlia di dieci anni, Ea. Ea è una ragazzina intelligente e ribelle, che non si rassegna alla prigione dispotica nella quale è rinchiusa e non sopporta i soprusi che il padre riserva al genere umano. Così un giorno anche lei fugge da casa cercando sei nuovi apostoli da aggiungere ai dodici già reclutati dal fratello maggiore. Prima di scappare manomette però il computer divino, comunicando con un sms a tutti gli uomini la data della loro morte. Dopo lo shock iniziale, l’umanità reagisce in modo positivo alla rivelazione, dando una sferzata creativa e gioiosa allo scampolo di esistenza ancora da vivere ed Ea, con l’aiuto di un barbone e dei sei nuovi discepoli, scrive un nuovo vangelo  …
     Nonostante la palese e talvolta pesante parodia, Dio esiste e vive a Bruxelles non risulta blasfemo: Jaco Van Dormael  riesce anzi a fornire allo spettatore preziosi elementi di riflessione sul senso dell’esistenza e delle relazioni umane, nella consueta cornice scenica surreale ed onirica, che rivela - come in Toto le héros e ne L’ottavo giorno - una suggestiva forza narrativa. Così, sebbene uscito a maggio scorso, Le Tout Nouveau Testament  - questo il titolo in lingua originale - risulta un film dal sapore quasi natalizio, la cui visione lascia agli spettatori un piacevole retrogusto di speranza: la buona novella di Ea invita infatti ad abbandonare le trappole del dominio, della ricchezza e dell’ipocrisia, le maschere sterili e vuote del perbenismo e della menzogna, per ritrovare la perla nascosta che ciascuno ha dentro di sé. Chissà, forse ci salverà davvero una dea bambina che, come Ea, ci restituirà alla nostra essenza più profonda attraverso uno sguardo nuovo su noi stessi e sul mondo. La meraviglia del suo sguardo sarà capace di evocare il bambino che è in noi e di metterci finalmente in contatto con la musica della nostra anima.



2 commenti:

  1. JC è scappato di casa e si è fermato a Eboli? I padri sono più stanziali...
    Scherzo! È un titolo che incuriosisce e ne avevo letto dall'amico comune Ismaele-Francesco che chiudeva con: "non lasciatevelo sfuggire".
    Mi piace andare un po' oltre le tue ultime parole e pensare che forse la musica ci salverà tutti.
    Mi hai fatto venire voglia di andare al cinema a ritrovarmi :)))

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  2. @Santa S: non è un capolavoro, ma - a mio avviso - vale la pena vederlo. Questo film ti fa trascorrere due ore lietamente e ti lascia un retrogusto gradevole. Un abbraccio!

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