mercoledì 6 luglio 2016

Noi lo sapevamo ...



         Ora, in un documento ufficiale composto da 2,6 milioni di parole, lo afferma anche una Commissione d’inchiesta britannica: la guerra in Iraq del 2003 è stata inadeguata, precipitosa e poteva essere evitata.
         Nel 2003, uscendo da casa, insieme ai miei figli contavo quante bandiere arcobaleno sventolassero da finestre e balconi. Erano tantissime, persino a Palermo. Sapevamo tutti che il presunto possesso delle armi di distruzione di massa era solo un pretesto per far fuori Saddam Hussein e ridisegnare, sotto l’egida di George Bush figlio, i rapporti di potere in Iraq e nei paesi arabi ricchi di petrolio. 
        La commissione presieduta da sir John Chilcot afferma che il Regno Unito scelse di prendere parte all’invasione dell’Iraq prima che tutte le opzioni pacifiche per il disarmo fossero state escluse e che  Blair fu messo in guardia circa la minaccia che le attività di al-Qaeda a seguito dell’invasione aumentassero.  Ancora una volta -  a distanza di pochi anni dal conflitto - si dimostra l’incongruenza, l’inutilità e il potenziale negativo di una guerra. 
Chi sono gli stupidi e gli illusi: i guerrafondai o i costruttori di pace?

 “Il rapporto Chilcot è un documento redatto da una commissione d’inchiesta pubblica presieduta da sir John Chilcot. L’inchiesta è stata voluta dall’ex primo ministro laburista Gordon Brown nel 2009 (...). Le indagini si sono rivelate più lunghe e complesse del previsto. Le udienze pubbliche si sono concluse nel 2011, ma da allora la redazione del documento è stata complicata da contrasti sulla pubblicazione di file governativi segreti e dai contatti tra Londra e Washington.  Al tempo dell’invasione dell’Iraq Blair, poi dimessosi nel 2007, sostenne che le informazioni di intelligence dimostrassero che Saddam Hussein fosse in possesso di armi di distruzione di massa, che non furono mai trovate. In Iraq sono morti 179 militari inglesi e in molti hanno accusato Tony Blair di essere il diretto responsabile. In un’intervista a Cnn, l’ottobre scorso, Blair si scusò per il fatto che le informazioni a disposizione prima della guerra fossero sbagliate e per gli errori nella pianificazione, ma non per l’operazione destinata a rimuovere Saddam Hussein dal potere. Ammise che la guerra ha avuto un ruolo nell’ascesa dello Stato islamico, sottolineando però come essa non sia stata l’unico fattore scatenante." 

Cosa dice il rapporto Chilcot: 

Le conclusioni dell’inchiesta sono costituite da un documento di 2,6 milioni di parole, circa tre volte più della Bibbia, e includono dettagli di oltre 130 comunicazioni. Ecco cosa c’è scritto in 5 punti:  
  1. Secondo il documento redatto dalla commissione «le circostante in cui fu deciso che c’era la base legale per l’azione militare britannica furono tutt’altro che soddisfacenti» e «non c’è traccia (nei documenti analizzati, ndr) di nessuna significativa discussione dell’argomento legale» da parte delle autorità.  
  2.  2. Il rapporto critica l’ex premier Tony Blair per la presentazione delle informazioni di intelligence ai cittadini, sostenendo che il parere espresso dalla Commissione congiunta di intelligence fu comunicato all’opinione pubblica con modifiche riconducibili alle convinzioni personali di Blair. 
  3.  Per il rapporto, il Regno Unito scelse di prendere parte all’invasione dell’Iraq prima che tutte le opzioni pacifiche per il disarmo fossero state escluse.  
  4.  Blair fu messo in guardia circa la minaccia che le attività di al-Qaeda a seguito dell’invasione aumentassero, secondo il rapporto.  
  5. Il rapporto critica l’assenza di una pianificazione post-conflitto del governo inglese. (da La Stampa)

2 commenti:

  1. Certo che lo sapevamo, e gliel'abbiamo detto in tutti i modi. E loro non ci hanno ascoltato, che siano per sempre maledetti.

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    1. Silvia: dovremmo far diventare la guerra un tabù. Siamo una specie stupida e malvagia.

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