giovedì 15 settembre 2016

Quando amare vuol dire patire ...

      Oggi a Palermo – e non solo – ricordiamo il 23° anniversario dell’assassinio di padre Pino Puglisi per mano di sicari mafiosi. Ecco di seguito una sintesi dell’omelia di don Cosimo Scordato (pronunciata a Palermo nella chiesa da san Francesco Saverio domenica 4 settembre 2016) che ricorda come il sacrificio, spesso, sia la conseguenza dell’amore coerente e coraggioso …

"Care sorelle e fratelli, è un brano del Vangelo che si presta facilmente ad essere equivocato anche perché ci ripetiamo a vicenda frasi del tipo: “Devi portare questa croce” o “La tua croce è questa”. E sembra che la croce ce l’abbia lasciata Gesù o il Signore e quindi quella croce è benedetta e abbiamo soltanto il compito di portarla, anche nostro malgrado. Per fugare alcune ambiguità è utile che noi comprendiamo letteralmente quello che ci dice il Vangelo: una folla numerosa stava seguendo Gesù per andare a Gerusalemme (…) lo stanno seguendo perché Gesù ha parlato del Regno di Dio e sono convinti che ormai il tempo è vicino e quindi, da lì a poco, giungendo a Gerusalemme, Gesù finalmente instaurerà il Regno di Dio, comanderà lui e loro potranno fruire dei benefici di questo regno, che Gesù va ad inaugurare a Gerusalemme. Gesù allora dice: Ma cosa avete capito? Siete convinti che questa è una passeggiata? Che andando a Gerusalemme  ci accoglieranno e ci faranno festa e io sarò esaltato, messo in trono? Allora sappiate che – Gesù qui ha un presentimento, una quasi certezza – purtroppo quello che mi aspetta e ci aspetta, se vorrete venire con me, è che saremo rifiutati. 
L’annuncio del Regno di Dio, questa parolina così orecchiata da noi, significa che non abbiamo nessun re sopra di noi, Noi riconosciamo soltanto a Dio ogni bene, ogni ricchezza. Dire che solo Dio è Dio significa dire che nessun potere politico, religioso, sociale si può arrogare questa potestà di potere dominare gli altri. Nessuno. Anche se per secoli noi abbiamo benedetto regni ed armi. 
Ebbene Gesù sente che questo annuncio di libertà che fa crollare tutti i poteri della terra – tutti liberi senza padroni, soltanto  relazionati a Dio come Padre – non è gradito a nessuno; rompe le uova nel paniere. E quindi dice: Guardate che io continuerò ad annunciare questo Vangelo di libertà, ma tutti i poteri si attrezzeranno per rifiutarci, per condannarci e per metterci in croce. Mi tirerò indietro sull’annuncio di libertà? Scappo? O mi sono espresso male? 
No, fino alla fine Gesù continuerà a dire il Regno di Dio è vicino ed è questo regno che dobbiamo avvicinare a noi mettendo in crisi tutti gli altri regni e tutte le altre forme di regalità e di potere che hanno sempre, o che rischiano sempre, di dominare le persone. Gesù sta dicendo: guardate che se volete venire con me dobbiamo attrezzarci a questo rifiuto. 
Gesù non sta cercando nessuna croce, la croce gliela imporranno perché i poteri costituiti si organizzeranno per buttarlo fuori, per calpestarlo. 
(…)Siamo per una relazione da figli a Padre nei confronti di Dio? Di Dio che vuole la nostra felicità, la nostra gioia, di Dio che ci vuole promuovere da ogni situazione che ci offende, che ci mortifica, che ci blocca, che impedisce la nostra crescita, la nostra piena realizzazione? … Allora, ci scontreremo con tutte quelle altre forme di resistenza che non accettano questa libertà, perché qualcuno vuole dominare sempre su qualche altro. Il vero peccato originante di tutto è il potere!  (…) L’impatto di questo annuncio di libertà e della regalità di Dio, che è una regalità di amore e di servizio, con tutte le false regalità di questo mondo è un impatto pesante, duro. Ma Gesù non fa un passo indietro, non si tira indietro, anzi porterà fino in fondo il suo annuncio, accettando  e mettendo in conto anche di subire un torto enorme. Lui annuncia libertà, gli altri lo inchioderanno in una croce e lo chiuderanno in un sepolcro. Noi non siamo per il sepolcro. Il Regno di Dio ci convoca a questa libertà, a questa gioia di esserci, una gioia da potere condividere e più la condividiamo più si arricchisce anche per noi.
Nel regno di Dio, solo ciò che doniamo è gradito al Signore. O quello che sappiamo accogliere anche dagli altri, umilmente, riconoscendoci anche bisognosi di quello che ci viene dagli altri. (…). 
Ci stiamo preparando a ricordare padre Pino Puglisi. È stato minacciato, ma non ha fatto un passo indietro, non è scappato. È rimasto lì portando avanti il suo annuncio. Vi ricordate che ha scritto il commento al Padre nostro opponendo, dall’altro lato, la figura del padrino nostro? Gli altri lo hanno capito bene, troppo bene. Credevano di poterlo mettere in silenzio, come hanno fatto altri nei confronti di Gesù. Ma noi vogliamo rialzarci continuamente, con il Vangelo nelle mani, e ... lasciarci attrarre da questa libertà che è amore, è festa, è gioia che il Signore ci vuole continuare ad offrire."

 (il testo non è stato rivisto dall’autore, Cosimo Scordato: eventuali errori o omissioni sono della scrivente, Ornella Giambalvo, che si assume pertanto la responsabilità delle imprecisioni e manchevolezze della trascrizione)

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