venerdì 22 gennaio 2021

La gattara

       Non la fermano i temporali. Né il freddo invernale. Nè lo scirocco e la deserta calura agostana. Né tantomeno la pandemia con vari DPCM a seguito.  
    Arriva ogni giorno, nelle prime ore del pomeriggio, col suo abbondante e prezioso carico di provviste. E’ la gattara del mio quartiere, che cura e nutre con ogni ben di Dio la numerosa e variopinta colonia di gatti che stazionano vicino la ferrovia. 
    Si chiama G.: d’inverno indossa un lungo cappotto beige su comodi pantaloni marrone. D’estate e d’inverno i lunghi capelli scuri mostrano una ricrescita bianca, inequivocabile segno di un’età non più giovane e della sua noncuranza di un look inappuntabile. I gatti hanno ormai imparato ad aspettarla, come se avessero un misterioso campanello interiore: all’ora del suo arrivo escono dai loro rifugi e si apprestano a gustare, fiduciosi, il cibo donato. 
    Chissà, forse G., nel vasto Universo, merita davvero un posto speciale…

Maria D’Asaro


4 commenti:

  1. Risposte
    1. @Rossana: grazie dell'apprezzamento. Buon fine settimana.

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  2. Un volontario animalista, e' sempre una persona speciale. Ha una luce propria. E' una persona che VEDE il sorriso di un animale, che ne sente la gioia, che assorbe la luce di un'anima pura. E' qualcosa di magico. E di questi tempi, credetemi e' una benedizione. Vogliate bene agli animali. La loro esistenza fa bella la nostra. E i volontari semplicemente sono schiavi della bellezza che gli animali, con la loro purezza , sanno diffondere. Siate gentili con ognuno di loro animali e volontari. Anche questi ultimi ogni tanto hanno bisogno di un po' di incoraggiamento. Grazie.

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