Palermo – Chi, come la scrivente, ha passato molte ore da docente in un’aula scolastica lo sa bene: la mancanza di un adeguato sistema di areazione e la presenza spesso di tanti studenti in uno spazio magari angusto rendono l’aria pesante, a volte irrespirabile, specie nelle ultime ore di lezione e nelle giornate più calde.
Ben vengano quindi le piante in classe, a ridurre l’anidride carbonica e ad assorbire le polveri sottili. Sembrerebbe davvero l’uovo di colombo, considerata la nota capacità del verde di neutralizzare, almeno in parte, le sostanze chimiche negative che saturano l’ambiente.
Per mettere in pratica questa soluzione così naturale c’è voluto invece il progetto sperimentale denominato proprio ‘Piante in classe’, il primo del genere, condotto dall'Istituto di Bio-Economia del Centro Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con Coldiretti,
Il progetto, partito da alcune scuole di Firenze, si sta estendendo ad altre scuole italiane che chiedono di unirsi al monitoraggio. La sua attuazione è molto semplice: i ricercatori posizionano in due classi di ogni scuola partecipante 40 piante di diverse specie, insieme ad alcune centraline per misurare la qualità dell'aria delle aule ‘verdi’ rispetto a quelle senza piante.
I primi risultati sono stati incoraggianti. “Abbiamo potuto verificare (continua su il Punto Quotidiano)
Maria D'Asaro, 7 giugno 2026, il Punto Quotidiano


