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| J.Sorolla: La hora del baño |
In certi giorni nostra signora era più stanca e sfiduciata del solito. Magari era il caldo, ma a volte le mancava il respiro. Le pareva che tutto andasse irrimediabilmente a ramengo: vicende personali, la sua città, il suo paese, il mondo intero. Tutto inghiottito in un vortice di cieco egoismo, di scelte insensate e sciagurate… tutto proteso verso un finale di morte fisica, spirituale, planetaria.
Eppure sapeva che, finché avesse avuto un grammo di salute e di energia, non si sarebbe arresa. Glielo impediva il suo essere madre, il sentimento di compassione verso chiunque. E s’illuminava leggendo una recensione nel suo giornale: “Perché ogni figlio nato sulla terra è il figlio di tutte e di tutti. Perché l’incontro fra esseri umani (seppur così diversi e lontani) ha la capacità di scardinare la solitudine e di far rinascere la speranza: «Questo fanno i bambini alle persone. Le sincronizzano sul tempo dell’amore».

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