lunedì 27 febbraio 2017

Giuseppe, Irene, Roberto …


          Giuseppe, Irene, Roberto, Giulia: questi, in bella vista nei monitor indicanti anche tipo di servizio erogato e numero dell’utente allo sportello, i nomi degli impiegati di un Ufficio Postale di Palermo. Presentarsi con un confidenziale “Sono Silvia” è l’efficace modalità di “vendita” da parte di chi telefona per una promozione: si cerca, tramite la falsa vicinanza empatica indotta dal presentarsi per nome, la “captatio benevolentiae” del consumatore. Si tratta di una forzatura respinta al mittente solo da chi è capace di riconoscere le blandizie di una “prossimità” fasulla. Siamo lontani anni luce da uno degli slogan della rivoluzione culturale del ’68: “Il pubblico è privato; il privato è pubblico”, il cui scopo - far capire alla gente che le scelte politiche riguardano sia la sfera personale che quella collettiva -  non ha niente a che fare col chiamare per nome l’impiegato delle Poste o l’addetto a una vendita promozionale.
                                                                            Maria D’Asaro, “100NOVE” n.8 del 23.2.2017

4 commenti:

  1. Le vie della persuasione sono infinite. Tanti, tanti... tanti anni fa lessi un libro che si chiama "Le armi della persuasione". Fu per me illuminante. Buon ultimo giorno di lavoro della settimana (domani).

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    1. Ciao, caro Aldo: chissà quante persone sole - magari anziane e sprovvedute - sono facili prede di tanta interessata prossimità. Menomale che domani è venerdì: sono davvero stanca. Il lavoro scolastico non finisce mai ...

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  2. Rossana Rolando2 marzo 2017 20:31

    E' così. La stessa cosa vale per l'uso del "tu" che anziché avvicinare crea, in alcune situazioni, distanza e imbarazzo(almeno per me...). Il tu è una conquista (senza esagerare con le formalità, in alcuni casi fastidiose a loro volta).

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    1. E' la falsa - o ambigua o interessata - prossimità a creare imbarazzo e fastidio, concordo. Buon fine settimana e cordiali saluti.

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