Palermo - Gli scienziati non hanno più dubbi: ormai c’è un cambiamento climatico causato dalle emissioni di combustibili fossili e dalle attività umane. Sentinel-3 è un satellite del Programma Copernicus dell’Agenzia spaziale europea con lo scopo, tra gli altri, di misurare con accuratezza la temperatura della superficie terrestre: nella tarda mattinata del 23 giugno ha registrato 48° a Madrid, 44° a Roma, 46° a Poitiers, certificando l’ondata di calore più estesa e più intensa mai osservata nell’Europa occidentale.
Il gran caldo provoca nelle persone uno stress termico, a cui generalmente in casa, nei negozi, negli ambienti chiusi, si reagisce accendendo i condizionatori.
Un rimedio peggiore del male, secondo il dottor Ferdinando Laghi, vice presidente di ISDE-Italia (International Society of Doctors for Environment), Medici per l’Ambiente: “Il paradosso del condizionatore è che serve a noi per stare più freschi, ma contribuisce in maniera sensibile al riscaldamento del pianeta - ha affermato il dottor Laghi al TG scientifico Leonardo il 26 giugno scorso – Si calcola che per l’energia elettrica necessaria da fonti fossili ci sia una percentuale di CO2 del 3,4%, che è enorme… In più, nelle città queste centinaia, migliaia di condizionatori contribuiscono pesantemente a creare quell’isola di calore urbana che è un pericolo aggiuntivo soprattutto per le fasce più deboli della popolazione”.
La giornalista Claudia Pregno ha poi sottolineato che, comunque, tenere all’interno delle case le temperature più fresche, soprattutto diminuire l’umidità, è utile per chi ha problemi di salute e serve per chi lavora a essere più attivo e produttivo.
Ma, in tutti i casi, l’aria condizionata va utilizzata con consapevolezza: per prima cosa, bisogna pulire i filtri a inizio stagione e poi ogni quindici giorni, per evitare la formazione di muffe, acari e funghi assai dannosi, che potremmo inalare.
Inoltre, non bisognerebbe mai mettersi nella linea di emissione diretta dell’aria fredda per evitare mialgie, torcicollo, colpo della strega. Inoltre, deumidificare troppo può causare secchezza e infiammazioni oculari. Infine, la temperatura andrebbe tenuta più bassa di soli 5, 6 gradi rispetto a quella esterna, non di più.
“Se infatti la temperatura di un ambiente interno è inferiore di più di cinque, sei gradi rispetto a quella esterna, il nostro organismo ha difficoltà soprattutto a termoregolare passando da un ambiente all’altro. Se poi la differenza è anche maggiore, si può avere un vero e proprio shock termico.
E un’altra cosa molto importante e poco conosciuta è il fatto che i condizionatori tengono in sospensione più a lungo le polveri sottili, le micro e nano-polveri che altrimenti si depositerebbero. Ne favoriscono invece l’inalazione, che può provocare allergie o altri tipi di problemi” – ha aggiunto ancora il vice presidente di Medici per l’Ambiente.
Allora, essere consapevoli degli ‘effetti collaterali negativi’ dell’utilizzo dei condizionatori su di noi, ma soprattutto sull’ambiente, dovrebbe indurci a farne un uso più parsimonioso e mirato. Purtroppo non si usa abbastanza la razionalità e, soprattutto, non si ha abbastanza a cuore il futuro di figli e nipoti…