Palermo – Al tempo dei Borboni e anche dopo l’unità d’Italia, a Ustica, isola nel mar Tirreno a circa 67 km. nord-ovest di Palermo, c’era un carcere per prigionieri politici. Durante il regime fascista vi furono imprigionati antifascisti illustri come Giuseppe Romita, Amadeo Bordiga, Nello Rosselli, Carlo Rosselli, Ferruccio Parri e Antonio Gramsci. La prigione fu smantellata all’inizio degli anni ’60; ma il 27 giugno 1980 Ustica divenne poi tristemente nota per il disastro aereo del volo Itavia 870, precipitato in mare a una certa distanza dall’isola, perché abbattuto da un missile (forse ‘amico’) rimasto misterioso.
Però ormai da quaranta anni le sue acque rispecchiano tutta un’altra storia: una storia di bellezza e di tutela ambientale, poiché nel novembre del 1986 proprio a Ustica è stata istituita la prima area marina protetta italiana.
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| I faraglioni |
I suoi fondali sono stati poi riconosciuti sito di interesse comunitario dalla Rete Natura 2000, creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie animali e vegetali.
‘Palinuro’, nave-scuola della Marina, è tornata a giugno nel mare di Ustica a festeggiare l’importante compleanno dell’area marina, in quanto proprio a bordo della ‘Palinuro’ ne fu sancita quarant’anni fa la sua istituzione.
Ha festeggiato l’evento Gianluca Montella, comandante di fregata della ‘Palinuro’: “La nostra nave è un po’ l’esempio di come il mare debba essere curato e rispettato. Infatti buona parte della nostra navigazione è ancora a vela… molto spesso abbiamo accanto balene e delfini che fanno piccole navigazioni con noi…” – ha dichiarato il comandante al TG regionale siciliano, intervistato da Agnese Licata.
“Questi quarant’anni sono stati caratterizzati da luci e ombre… Ma nell’ultimo periodo siamo riusciti a risalire la china – ha detto poi Davide Bruno, direttore dell’area marina protetta di Ustica – Grazie al coinvolgimento della comunità scientifica siamo riusciti a monitorare e ad avere consapevolezza dello stato di benessere delle nostre acque. I monitoraggi ambientali vengono fatti quotidianamente, anche grazie alla presenza di ISPRA, ARPA, di Stazione zoologica. E possiamo affermare davvero che lo stato di salute del mare di Ustica è davvero ottimale”.
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| Ustica: Scoglio del medico |
L’area marina protetta di Ustica – complessivamente 15.951 ettari in mare e 14,45 km di costa - è uno dei luoghi più amati dai sub, grazie alla preziosa ricchezza che offrono i suoi fondali marini. È suddivisa in tre aree: la zona A, di riserva integrale, che comprende il tratto di mare antistante Cala Sidoti, delimitato da cinque boe gialle luminose. Nella zona A è vietata la pesca, la navigazione, l'ormeggio e la sosta di ogni tipo di imbarcazione. Sono consentiti balneazione e il nuoto in superficie utilizzando la maschera subacquea e l'aeratore, con l'unico scopo di osservare fauna e fondali marini.
C’è poi la zona B, di riserva generale, che comprende il versante nord-occidentale dell'isola, da Punta Cavazzi a Punta Omo Morto. In questa area è vietato prendere qualsiasi forma di vita vegetale o animale, ma sono consentite la navigazione da diporto, la pesca sportiva con lenza da fermo e da traino e le attività subacquee, ad esclusione della pesca.
C’è infine la zona C, di riserva parziale, che comprende il versante sud-orientale. In questa zona sono consentite la navigazione e l'attracco, mentre la pesca è permessa solo ai pescatori locali autorizzati.
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| Punta Spalmatore |
Nei fondali marini di Ustica vivono numerose specie di pesci (cernia bruna, cernia da fondale, tonni, alalunga, ricciola, triglie, dentici, orate, totani, calamari, astici, aragosta mediterranea).
La posizione dell’isola è poi strategica perché, sia durante la migrazione primaverile che in quella autunnale, consente agli uccelli di fare una sosta per recuperare energie prima di raggiungere le coste europee o africane. A Ustica sono state censite oltre 230 specie, tra cui 18 specie di rapaci, la grande maggioranza delle quali sono migratorie primaverili e/o autunnali e solamente 18 sono nidificanti.
A completare la bellezza dell’isola la presenza di numerose grotte che si aprono lungo le coste alte e scoscese, così come numerosi scogli e secche tutt'intorno all'isola: degne di segnalazione la grotta Verde, grotta Azzurra, grotta della Pastizza, la grotta dell'Oro, quella delle Colonne e gli scogli del Medico e della Colombara.
Nel Mediterraneo colpito da inquinamento e cambiamenti climatici, Ustica rimane un’isola di biodiversità da preservare. Da Palermo, soprattutto d’estate, è facile da raggiungere in quanto servita sia da una nave che da un servizio di traghetti, con moderni catamarani e aliscafi.
Grotta verde