mercoledì 20 gennaio 2021

Zona rossa







Indossa
Il pullover pervinca
Gli orecchini sfiziosi
Collant privi di smagliature
Stivaletti col tacco.
Pronta.
Per depositare vetro, plastica e carta negli appositi contenitori.

lunedì 18 gennaio 2021

La Nazione delle Piante

Earthrise
      Nel corso della missione Apollo 8, alla vigilia di Natale del 1968,  William Anders scattava una foto che sarebbe diventata celebre: l’alba della Terra vista dall’orbita intorno alla Luna.: (…)un mondo azzurro e verde, con le nuvole bianche che ne intessono delicatamente l’intera superficie.   Quella foto, chiamata dal suo autore Earthrise e catalogata dalla Nasa con la meno poetica sigla AS8-14-2383HR, cambiò per sempre la nostra idea della Terra, rivelandoci un pianeta di maestosa bellezza, ma anche fragile e delicato. Un pianeta verde per la vegetazione, bianco per le nuvole e blu per l’acqua. Questi tre colori, che sono la firma del nostro pianeta, non esisterebbero senza le piante.  Sono loro a rendere la Terra ciò che conosciamo. (…)
     Eppure, di questi esseri che rappresentano la quasi totalità di tutto quello che è vivo (…) conosciamo pochissimo, quasi nulla. E’ un problema enorme, che ci impedisce di comprendere quanto le piante siano importanti per la vita sulla Terra e per la nostra personale, immediata, sopravvivenza. Percependo le piante come molto più prossime al mondo inorganico che alla pienezza della vita, commettiamo un fondamentale errore di prospettiva, che potrebbe costarci caro.
      Per cercare di ovviare alla scarsa consapevolezza e stima che abbiamo per il mondo vegetale (…) questo libro tratta le piante come se facessero parte di una nazione, ossia di una comunità di individui che condivide l’origine, i costumi, la storia, le organizzazioni e le finalità: la Nazione delle Piante. (…) La Nazione delle Piante, col suo tricolore verde, bianco e blu, rappresenta la più popolosa, importante e diffusa nazione della Terra (solo gli alberi sono 3000 miliardi). Costituita da ogni singolo essere vegetale presente sul pianeta, è la nazione da cui ogni altro organismo vivente dipende. 
     Credevate che le superpotenze fossero le vere padrone della Terrao pensavate di dipendere dai mercati di Stati Uniti, Cina o Unione Europea? Be’, vi sbagliate. la Nazione delle Piante è l’unica, vera ed eterna potenza planetaria. Senza le piante, gli animali non esisterebbero; la vita stessa sul pianeta, forse, non esisterebbe e, qualora esistesse, sarebbe qualcosa di terribilmente diverso.

Stefano Mancuso La Nazione delle Piante (Laterza, Bari/Roma, 2019, € 12): pagg.8,9


domenica 17 gennaio 2021

Da Washington a Biden: come si elegge il Presidente USA

    Palermo – Sarà la Storia a dire quanto inciderà sul futuro degli Stati Uniti d’America l’assalto di alcuni sostenitori di Trump al Campidoglio. Comunque, il democratico Joe Biden sarà dal 20 gennaio il 46° Presidente degli USA.
      Negli Usa, Repubblica presidenziale di tipo federale, il mandato del Presidente dura 4 anni e lo stesso Presidente può essere rieletto solo una volta. In caso di morte o dimissioni, gli subentra il Vicepresidente sino alla fine del mandato. Ma come funziona il sistema elettorale americano? (continua su: il Punto Quotidiano)


Maria D'Asaro, il Punto Quotidiano, 17.1.21

venerdì 15 gennaio 2021

Chiamata verticale

Etty Hillesum
Allora  di più dobbiamo slanciare
una chiamata verticale, che si perda la voce
fra cime, fra stelle, e l’orecchio
smagnetizzato oda l’indistinto esserci
del cielo dentro le parole, il gettito
dall’alto fin qui
alle solitudini terrestri.
A mia specie smemore di suo lato
d’immenso bagliore.

Mariangela Gualtieri, Bestia di gioia, Einaudi, Torino, 2010, pag.65

«In fondo, il nostro unico dovere morale è quello di dissodare in noi stessi vaste aree di tranquillità, di sempre maggior tranquillità, fintanto che si sia in grado d'irradiarla anche sugli altri. E più pace c'è nelle persone, più pace ci sarà in questo mondo agitato».

* Etty Hillesum - nata il 15 gennaio 1914. Scrittrice olandese di origini ebraiche, morta ad Auschwitz il 30 novembre del 1943.

Cominciò a sfogliare il libro. La pagina era bianca e anche la successiva e la seguente e l’altra ancora… Si raddrizzò sullo schienale, sfogliò velocemente il volume e non trovò che una sola frase, proprio all’ultima pagina: «Le storie andranno come noi decideremo di scriverle».

Adriana Saieva, Cos’è la mafia, Buk Buk, Trapani 2020, pp.  107


martedì 12 gennaio 2021

Docenti di tutto il mondo, connettetevi...


L’invito è rivolto non solo ai docenti (che si spera abbiano energie sufficienti per un ulteriore impegno on line, oltre la DAD) ma anche a genitori ed educatori.

La Scuola di formazione etico-politica "G. Falcone" di Palermo organizza un seminario di riflessione (on line)

 


  EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E ALLA LEGALITA’ DEMOCRATICA

a partire dal testo di Adriana Saieva, Cos’è la mafia? Tre giovani in cerca di risposte, illustrazioni di Roberta Santi  Buk Buk, Trapani 2020, pp.  109, euro 12,90)

Il seminario si svolgerà  Venerdì 15 GENNAIO 2021, dalle ore 17 alle ore 19

Parteciperà, insieme all’autrice del libro, Maria D’Asaro.  Introduce Rosalba Leone.  Modera Augusto Cavadi.

Chi volesse partecipare al seminario più attivamente (con considerazioni critiche sullo strumento didattico proposto, con racconti di esperienze effettuate, con suggerimenti di progetti futuri etc.) potrebbe procurarsi il volume in tutte le principali librerie on line e fisiche d’Italia (ad esempio, attraverso il sito di e-commerce www.sicilybybooks.com)

Il collegamento avverrà tramite il link: Join Zoom Meeting

https://us02web.zoom.us/j/9404946881?pwd=WENLdnJqOXBEZVppTXh5U2JleG4xdz09

Dovrebbe essere sufficiente cliccare sul link, ma se il sistema vi chiedesse altre credenziali:
Meeting ID: 940 494 6881  Passcode: 4FSaieva

Per avere comunque un'idea del testo, ecco i link ad alcune recensioni:

https://www.zerozeronews.it/la-scuola-sdradica-la-mafia-e-impedisce-che-si-riproduca/?fbclid=IwAR0ADpgKVLlBE3wqJBCJaDfUHcyRRqMQ1RyyeVamPTxvkQEyD1lknw74zHE

http://www.piolatorre.it/public/art/cos-la-mafia-come-si-sconfigge-tre-giovani-in-cerca-di-risposte-3187/


http://www.insegnareonline.com/rivista/oltre-lavagna/adriana-saieva-mafia


http://www.ilpuntoquotidiano.it/cose-la-mafia-manuale-per-i-ragazzi/


Adriana Saieva, la docente autrice del testo













domenica 10 gennaio 2021

Quando Capo d'Orlando seppe dire no al pizzo

      Palermo – Nel 1990 in Germania il muro di Berlino era caduto solo da un anno, a Palermo Libero Grassi denunciava in solitudine gli estortori e i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino combattevano eroicamente Cosa nostra. 
      Proprio in quell’anno, il 7 dicembre, nel salone parrocchiale della chiesa “Cristo Re” di Capo d’Orlando, una ridente cittadina sul mare in provincia di Messina, otto commercianti e imprenditori decidevano di non subire più violenze e ricatti da parte delle cosche mafiose dei Nebrodi e fondavano l’A.C.I.O., Associazione di Commercianti e Imprenditori di Capo d’Orlando, prima associazione antiracket italiana. 
     La notizia si impose allora nelle prime pagine dei giornali e portò sotto i riflettori il suo presidente, Tano Grasso, che non smetteva di ripetere che il taglieggiamento mafioso poteva essere sconfitto solo da una coraggiosa azione collettiva.
Il primo atto dell'associazione fu la costituzione di parte civile in un processo agli estortori mafiosi, processo che si tenne nel vicino tribunale di Patti. Arrivarono poi a 140 i commercianti e gli imprenditori che, dopo aver denunciato le pressioni subite dalla mafia dei Nebrodi, raccontarono in aula la loro esperienza. Fu un importante passo collettivo per combattere la mafia, scardinandone il controllo del territorio tramite le richieste del pizzo e minandone il consenso sociale.
Tano Grasso
     Qualche anno dopo sarebbero sorte altre importanti associazioni per contrastare il dominio mafioso sul territorio e sollecitare la società civile nella lotta alla criminalità organizzata: ricordiamo Libera, presieduta da don Luigi Ciotti, fondata nel 1995 su ispirazione di Luciano Violante e Saveria Antiochia, e Addiopizzo, che nacque a Palermo la notte tra il 28 e il 29 giugno 2004, quando un gruppo di giovani amici attaccarono un po’ dovunque in città centinaia di piccoli adesivi con la scritta: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.
Il movimento Addiopizzo fece scalpore perché fu portavoce di una vera e propria rivoluzione culturale contro la mafia. Ecco cosa scrivevano i coraggiosi fondatori del movimento: “Il nostro obiettivo è erodere il consenso di cui gode la mafia nell’estesa “zona grigia” della nostra società. Per l’esattezza, il nostro obiettivo critico è il beneplacito della popolazione di cui si avvantaggia il connivente della Cosa nostra degli assassini. Le nostre azioni vogliono porre un argine al silenzio, sono atti di ribellione alla sottocultura mafiosa e una forma di dissociazione attiva dall’indegno quietismo che si è consolidato soprattutto attorno al problema delle estorsioni mafiose.
     Oggi, a trent’anni di distanza, sono una sessantina le associazioni antiracket in tutto il Meridione. La costituzione dell’ACIO è stata commemorata a dicembre con un incontro in streaming a cui hanno partecipato, oltre ad alcuni fondatori dell’associazione, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, il procuratore di Messina Maurizio de Lucia, il commissario nazionale antiracket e antiusura Giovanna Castronovo, l’attuale presidente della Federazione Italiana Antiracket Luigi Ferrucci. 
   "Le associazioni sono nate e continuano a sorgere grazie al passaparola - ha detto Tano Grasso che ha esportato il modello Capo d'Orlando in tutta la Sicilia e poi in Campania, in Puglia e nel Lazio - ma il volontariato ha dei limiti e a un certo punto si ferma. Manca il salto di qualità che si potrebbe fare se si intestassero la battaglia contro il racket le grandi associazioni di categoria. Se non lo faranno, questa battaglia resterà confinata a una battaglia di avanguardia". 
     Anche il procuratore di Messina De Lucia ha sottolineato la necessità che l'associazionismo si sviluppi nel Nord Italia, dove le mafie sono pronte ad approfittare della crisi economica. Pericolo incombente ribadito dai membri fondatori dell’ACIO, che dichiarano: “Oggi serve una marcia in più. Con questa pandemia il rischio concreto è che la mafia si impossessi delle aziende di persone perbene e pulite che si trovano in difficoltà. A queste persone diciamo: Evitate di stare soli altrimenti siete esposti al rischio di perdere l’azienda.”
Tra i soci fondatori dell’ACIO c’è Sarino Damiano, vissuto per undici anni sotto scorta. In un’intervista, a chi gli chiede se nel 1990 avesse paura, ammette di essere stato molto preoccupato, ma di aver superato la paura perché ci teneva a lasciare ai figli un esempio di legalità. 
      Attualissime allora le parole dei fondatori di Addiopizzo: “Certo è che, se la società civile e la cittadinanza tutta assumessero un comportamento attivo di lotta e contrasto alla signoria di Cosa nostra, l’imprenditore reticente o compiacente avrebbe meno scusanti. Noi riteniamo quanto è nato dalla nostra iniziativa una delle espressioni di quella intelligenza e passione collettiva che, sebbene a fatica, si risveglia e si riorganizza; ci sentiamo parte di una storia popolare che lentamente si sta scrivendo dal basso, siamo parte di quella moltitudine di siciliani senza nome che in un precario equilibrio tra entusiasmo e disincanto in cuor loro sognano comunque una terra endemicamente ribelle ad ogni forma di sopruso: giusta, laboriosa e creativa.”

Maria D'Asaro, 10.1.21, il Punto Quotidiano

venerdì 8 gennaio 2021

La notte della democrazia americana

        Qualcuno ha paragonato l’assalto violento dei trumpisti a Capitol Hill all’11 settembre, quasi un 11 settembre interno. Esagerato? Sarà la Storia a dirlo. Sicuramente è stata varcata una soglia: il rispetto delle Istituzioni. “Le parole sono pietre”, il titolo di un libro di Carlo Levi, si può utilizzare per attribuire al Presidente uscente la responsabilità politica e morale dell’oltraggio al Congresso americano, del caos e della violenza. Trump infatti, da novembre a oggi, ha continuato a parlare di voti rubati, non riconoscendo la vittoria dei democratici e incitando i suoi elettori a continuare la lotta. Così, seguaci della setta complottista di Qanon, del movimento dei Boongaloo, aderenti ai “Proud Boys - gruppi organizzati di estrema destra da Trump definiti ‘bravi ragazzi’- sono entrati da barbari nel Campidoglio, con la polizia impreparata e un selfie di troppo. Si piangono 5 morti, tra cui un poliziotto. Gravemente ferita la democrazia. Si salverà?

Maria D’Asaro


mercoledì 6 gennaio 2021

L’Universo, misteriosa epifania della Vita

J,Mirò
  La tradizione occidentale greco-cristiana, filosofica e religiosa, è stata chiaramente dualista, intendendo il mondo, e soprattutto l’essere umano, come composto da due elementi: materia e spirito, la materia come massa inerte e lo spirito come autocoscienza indipendente dalla materia. 
     Le scienze, specialmente la fisica e la biologia, non permettono più di conservare questa visione dualistica ancora tanto radicata.
     Lo sguardo alla realtà nelle culture antiche, ancora vive in molte tradizioni, non era dualista. E’ noto il detto diffuso tra indù, tupi-guaranì e pellerossa: «Lo spirito dorme nella pietra, sogna nel fiore, sente nell’animale e sa di sentire nell’essere umano». La pietra non è inerte, immobile, fredda. E’ abitata. Ha anima, o spirito. Ma questo linguaggio continua a essere dualista. La ‘materia’ e lo ‘spirito’ non sono due. E non sono neppure uno. Forse sono due manifestazioni della stessa realtà. O forse due costruzioni della nostra immaginazione. La pietra e l’acqua e anche l’aria e la luce, apparentemente così immateriali, sono atomi e molecole, sono materia. 
     Ma cosa significa ‘materia’? La materia è energia, dice la fisica, ma allora domandiamo: cos’è l’energia, che abbiamo sempre immaginato come qualcosa di ben diverso da ciò che chiamiamo materia? Cos’è quest’energia invisibile, inaccessibile, intangibile? E perché c’è energia? Perché tutto si muove e gira ordinatamente? 
     E perché questa gravità che mantiene uniti, quasi amorosamente, l’atomo e le galassie? E come è possibile, allo stesso tempo, che l’Universo si espanda vertiginosamente? Perché tutto è come è? Cos’è? Perché è come è? 
     Non lo sappiamo; neppure le scienze lo sanno, ma quello che vediamo, sappiamo e ignoriamo ci riempie di meraviglia e di emozione.


Josè Arregi: Il credo dinanzi alle scienze, in AA.VV. Il cosmo come rivelazione 
(Il Segno dei Gabrielli, S.Pietro in Cariano, 2018, €17), pagg.58,59

lunedì 4 gennaio 2021

Ecco Garry Davis, cittadino del mondo

      Palermo – In un tempo di chiusura e arroccamento nelle proprie piccole o grandi patrie, sia per la pandemia, ma anche per populismi e sovranismi imperanti, la scelta controcorrente e speciale compiuta nel 1948 dal cittadino statunitense Garry Davis merita di essere conosciuta. 
     Nato il 27 luglio 1921 nello stato del Maine, nell’estremo nordest degli USA, durante la seconda guerra mondiale Davis si arruolò nell’esercito americano come pilota di caccia bombardieri B-17. L’esperienza militare segnò profondamente la sua vita: Garry infatti rimase sconvolto dalle atrocità viste e compiute. Intanto purtroppo i bombardamenti compiuti col suo aereo causarono tante vittime alla città tedesca di Brandeburgo, mentre suo fratello maggiore morì in guerra. L’utilizzo poi, nel 1945, della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaky gli fece infine temere che una guerra futura combattuta con questa terribile arma potesse annientare l’umanità intera.
     Tutto ciò fece maturare in lui una decisione clamorosa: la rinuncia alla cittadinanza americana, avvenuta pubblicamente a Parigi il 25 maggio 1948, con la conseguente assunzione dello status di “cittadino del mondo”. La sua scelta fu appoggiata in Francia dagli scrittori Albert Camus e André Gide, dall’Abbé Pierre e da Robert Sarrazac, ex leader della Resistenza francese. Sarrazac si unì a Davis nella fondazione di un movimento transnazionale pacifico e cosmopolita. Così il 19 novembre di quello stesso anno, a una sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Davis dichiarava: "Noi, il popolo, vogliamo la pace che solo un governo mondiale può dare … invece gli stati sovrani che dicono di rappresentarci ci dividono e ci conducono nell'abisso della guerra totale."  
     Nel gennaio 1949, sempre a Parigi, fondò poi il “Registro internazionale dei cittadini del mondo”, che nel tempo ha radunato tra i suoi iscritti oltre 750.000 persone.  Successivamente, il 4 settembre 1953, al registro internazionale ha fatto seguito l’Organizzazione del governo mondiale dei cittadini, con l'obiettivo  di promuovere dappertutto i diritti umani fondamentali; mentre nel 1954 è stata ufficializzata la “World Service Authority”, l’agenzia esecutiva e amministrativa del governo mondiale dei cittadini del mondo, incaricata di rilasciare passaporti e certificati  a coloro che chiedono di far parte della singolare associazione mondialista. 
      Negli anni novanta, Garry Davis si occupò anche di tutela della natura e partecipò nel 1992 a Rio de Janeiro al primo vertice mondiale sull’emergenza ambientale, avanzando interessanti proposte innovative. Fu in prima linea anche per nell’impegno per la libera circolazione delle notizie in tutto il pianeta e inviò nel 2012 a Julian Assange – fondatore di Wikileaks – il passaporto di cittadino del mondo. Nello stesso anno, ormai novantenne, aveva iniziato a trasmettere sulla Global Radio Alliance un programma radiofonico settimanale, il "World Citizen Radio".
    Garry Davis è morto a 91 anni, il 18 luglio 2013. E’ stato un pazzo? Un ingenuo? Un illuso? Sicuramente è riuscito a guardare più lontano di tanti suoi simili che trovano normale farsi la guerra e costruire armi capaci di distruggere sette Terre insieme. Forse è stato un visionario, un profeta che ha indicato un mondo migliore.

Maria D'Asaro, 3.1.21. il Punto Quotidano

sabato 2 gennaio 2021

Nell'arca

Renè Magritte: Beau Monde (1962)
Comincia a cadere una pioggia incessante. 
Nell'arca, e dove mai potreste andare: 
voi, poesie per una sola voce,
slanci privati,
talenti non indispensabili,
curiosità superflua, afflizioni e paure di modesta portata,
 e tu, voglia di guardare le cose da sei lati.


I fiumi s'ingrossano e straripano.
Nell'arca: voi, chiaroscuri e semitoni,
voi, capricci, ornamenti e dettagli,
stupide eccezioni,
segni dimenticati,
innumerevoli varianti del grigio,
il gioco per il gioco,
e tu, lacrima del riso.




A perdita d'occhio, acqua e l'orizzonte nella nebbia.
Nell'arca: piani per il lontano futuro,
gioia per le differenze,
ammirazione per i migliori,
scelta non limitata a uno dei due,
scrupoli antiquati,
tempo per riflettere,
e tu, fede che tutto ciò
un giorno potrà ancora servire. 

Per riguardo ai bambini
che continuiamo ad essere,
le favole sono a lieto fine. 

Anche qui non c'è altro finale che si addica.
Smetterà di piovere,
caleranno le onde,
nel cielo rischiarato
si apriranno le nuvole
e saranno di nuovo
come si addiceva alle nuvole sugli uomini:
elevate e leggere
nel loro somigliare
a isole felici,
pecorelle,
cavolfiori e pannolini
 - che si asciugano al sole.


Wislawa Szymborska, La gioia di scrivere - Tutte le poesie (1945-2009),
Adelphi Edizioni, Milano 2009, pag. 475 (trad. Pietro Marchesani

(Con l'augurio che ciascuno, nel futuro prossimo, possa trovare la sua arca.
 E abitarla per il tempo necessario.)