Visualizzazione post con etichetta Palermo in 150 parole. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Palermo in 150 parole. Mostra tutti i post

venerdì 10 luglio 2026

Plastic free

       Nostra signora ne è consapevole: ormai è diventato un impulso irrefrenabile. 
      Magari dall’esterno può apparire solo un’innocua mania, ma lei lo sa: il suo gesto rasenta forse l’ossessione patologica. Infatti, quando cammina nel suo quartiere o passeggia lungo la costa est di Palermo, con un apposito guanto si china a raccogliere i rifiuti di plastica:  bottiglie,  sacchetti vuoti, confezioni di merendine o qualsiasi cosa raccattabile. Se vicina alla battigia, prende più rifiuti che può e poi li deposita in un contenitore, meglio se deputato alla raccolta di plastica. 
       Sa  bene che il suo è un gesto vano, quasi inutile e molto patetico: la quantità di polimeri a inquinare e deturpare spiagge, marciapiedi e giardini, ovviamente rimane  invariata. 

       Eppure, mentre i potenti del mondo con le guerre orrende e il riarmo ci condannano all’inferno umano e ambientale, nostra signora per un istante è  lieta contemplando un pezzettino di terra plastic free


venerdì 22 maggio 2026

La magia della pozzanghera

      In un anfratto della stradina che collega casa sua alla vicina stazione metropolitana, quando piove si forma una consistente pozza d’acqua.   
       Pozzanghera che permane per giorni, specie in inverno, soprattutto se alimentata da piovaschi frequenti. A nostra signora quel minuscolo tratto di acqua stagnante fa simpatia. Per una strana alchimia di pensieri, le ricorda uno specchio descritto da Natalia Ginzburg “ho visto una volta passare per strada un carretto con sopra uno specchio, un grande specchio dalla cornice dorata. Vi era riflesso il cielo verde della sera, e io mi sono fermata a guardarlo mentre passava, con una grande felicità e il senso che avveniva qualcosa di importante…”
Cosa c’entrasse poi, la pozza liquida con Natalia e il suo specchio verde e splendente… Proprio niente.         Invece sì, qualcosa c’entrava: camminando per quella strada silenziosa e solitaria, nostra signora captava pensieri scintillanti ed onirici da trasformare in ruscelli di parole. Felici.

mercoledì 29 aprile 2026

L'abbraccio, tregua dal dolore del mondo

       “Cosa è l’intimità di coppia se non un nascondiglio, una tregua, un luogo di riparo dove due persone si danno appuntamento ogni volta che ne hanno bisogno, al riparo dallo sguardo indiscreto del mondo? 
       Quella è una casa che è soltanto loro. In fondo la sessualità non è la beatitudine… Sbaglierebbe chi cercasse nel sesso quella pienezza che inevitabilmente non potrà trovare, subendo poi il contraccolpo di una immancabile delusione.
     No: il sesso non è il punto in cui intravediamo il Paradiso perduto… 
Il sesso, più che la pienezza della beatitudine, è una tregua dal dolore del mondo, è una pausa che i due si prendono dall’ansia di una vita che non sempre è come vorremmo che fosse… Un tentativo di offrire l’uno un nascondiglio all’altro.
Fare l’amore significa nascondersi nel corpo dell’altro, trovare lì riparo, quiete, riposo. 
Forse è proprio nell’abbraccio dei corpi che può celebrarsi il riposo reciproco”.

Luciano Sesta, Professore associato Filosofia morale, Università di Palermo

(da un video postato dal professore Sesta su FB il 14.3.22: la scrivente si assume la responsabilità di eventuali errori o trascrizioni non corrette)

Pare che Leonardo da Vinci fosse proprio d'accordo...

giovedì 23 aprile 2026

Perdonaci, Amal...

       Era una giornalista, non italiana o inglese. Era libanese, inviata del giornale Al-Akhbar.
    Si chiamava Amal Khalil. Insieme a una fotoreporter freelance,  Zeinab Faraj, stava cercando di documentare le conseguenze di un precedente attacco sferrato da un drone israeliano nella città di al-Tiri, nel Libano, drone che aveva causato la morte di due civili. Dopo che il loro veicolo è stato preso di mira dall’esercito israeliano, le giornaliste hanno cercato rifugio in una casa vicina.
Questa casa è stata successivamente bombardata, intrappolando Khalil sotto le macerie. Per diverse ore, il fuoco israeliano ha impedito alla Croce Rossa libanese e all’esercito di raggiungere il luogo. Zeinab Faraj è stata infine soccorsa in gravi condizioni e trasportata in ospedale. Ore dopo, le squadre di soccorso hanno recuperato il corpo di Amal Khalil dalle macerie. Sebbene Amal significhi Speranza, Aspettativa fiduciosa un esercito dannato l’ha uccisa. 
Perdonaci, cara Amal: non abbiamo saputo proteggerti…

venerdì 17 aprile 2026

Eppure a Lolli era felice...

         Giorno dopo giorno nostra signora si sentiva sempre più fuori posto, disadattata. Una creatura aliena. Le ultime notizie davano più di duemila persone morte in Libano, chissà quante in Iran per i fuochi e i cappi contrapposti delle bombe statunitensi e della repressione del regime…La guerra in Ucraina che non finisce mai…  E in Sudan? E a Gaza? E il pianeta surriscaldato? “E quando ciò avverrà/non vi sarà più alcuno/che possa dire ad un altro/Ecco, ciò è avvenuto./Non vi sarà più un prima/né un poi./Perché non vi sarà nessuno/che possa misurare il tempo./Il mondo diventerà un cerchio/senza centro e senza fine/Le stelle continueranno a girare,/ma nessuno saprà che brillano./L'umanità non sarà più un ricordo,/perché non ci sarà più memoria./Ciò che abbiamo costruito con fatica/diventerà un silenzio che nessuno potrà ascoltare”… queste le toccanti parole di Günther Anders da "L'uomo è antiquato".
      Eppure nostra signora quando scendeva a Lolli era felice.








venerdì 27 marzo 2026

NO, non ci aveva creduto...

       Lo confessava nostra signora: era convinta che l’esito del referendum sarebbe stato diverso: che seppur di misura, avrebbe vinto il SI. Lei si era spesa un pochino, nel suo piccolo, per invitare amiche e conoscenti a votare e, se persuasi, votare NO a una riforma della Giustizia che, per quanto ne avesse capito, non serviva a migliorarla realmente. 
      Alla fine 53,24% i NO, 46,76% i SI: erano andati a votare  quasi il 59% degli aventi diritto. Nostra signora si era quindi auto-bocciata come analista politica e aveva invece plaudito all’amica Maria e al caro Giuseppe che avevano scommesso sul NO prevalente. Lei non aveva messo in conto il voto di protesta al Sud e il NO deciso della generazione zeta, della benedetta generazione Erasmus: giovani senza frontiere, che avevano le idee chiare. Ora poteva prepararsi a morire meno disperata. 
       Italia, forza! Forza ragazzi e ragazze di buona volontà! Forza Costituzione!

(Qui un'analisi da un giornale on line di orientamento cattolico, qui il sito Eligendo per chi volesse studiare i dati)

mercoledì 18 marzo 2026

Il cielo non è più blu...

          Aveva due grandi paure da piccola nostra signora: che i morti, venienti la notte tra l’1 e il 2 novembre a portare i doni ai bambini, le si manifestassero nel loro tremendo mistero; e che il rombo sordo degli aerei, udito all’improvviso talvolta nel silenzio del paesino di montagna, portasse qualcosa di maligno e di oscuro. Ora non ha più paura dei morti, perché sa che non verranno affatto a trovarla, né la prima notte di novembre né mai.
       Continua invece ad avere paura del rombo di qualcosa che vola nel cielo. E chissà quanta paura ne hanno ora le bambine iraniane, palestinesi, libanesi… e anche quelle israeliane… magari anche quelle dei tanti paesi arabi del medio Oriente… 
Uomini senz’anima comandano a missili, aerei o droni di colpire qualcuno e … puf… quelle persone, quel territorio sono in fiamme, colpiti a morte.
Il cielo è nero, non è più blu.


venerdì 6 marzo 2026

Svetlana e Daniela, grazie: la guerra non ha un volto di donna

      Nostra signora detestava i film dell’orrore. Si era sempre rifiutata di guardarli. Ora però  si rendeva conto che, in un certo senso, guardare un qualsiasi Tg equivaleva per lei a vedere un film orrorifico: le bambine morte in Iran per le bombe degli americani, la tragedia infinita di Gaza, le altre guerre dimenticate, compresa Ucraina e Sudan…  La crisi climatica acuita dalle bombe… Nostra signora non riusciva a dormire: un’angoscia sottile si era impadronita della sua mente e del suo cuore. E, ancora ancora, lei il film dell’orrore lo guardava dall’esterno, non c’era dentro, come milioni di suoi simili. 
  La sua cara amica Daniela, qualche settimana fa, le aveva chiesto di presentare il libro La guerra non ha un volto di donna di Svetlana Aleksievič. Oggi era arrivata all’ultima pagina di questo testo magnifico e tremendo: la guerra narrata dalle donne russe e bielorusse. Ecco la straziante, magnifica pagina finale: 


“Sa qual era il pensiero di tutti noi in guerra? Sognavamo: ‘Ragazzi, se ne usciamo vivi… che giorni felici trascorreremo dopo la guerra! Come sarà bella la nostra vita, come sarà felice. Gli uomini che hanno sopportato tanto, potranno compiangersi l’un l’altro. Amarsi. Saranno uomini diversi. Non avevamo il minimo dubbio al riguardo.
Mia carissima… Gli uomini continuano come prima a odiarsi reciprocamente. A uccidersi. È la cosa per me più incomprensibile… E chi lo fa… Noi… Noi…
Vicino a Stalingrado… Trascino due feriti. Uno, dopo averlo trascinato, lo abbandono per un momento per prendere l’altro. E li trascino a turno perché sono feriti molto gravemente e non posso abbandonarli. Entrambi, come posso spiegarle? Erano stati colpiti molto in alto alle gambe e stavano perdendo tutto il loro sangue. In questi casi ogni minuto è prezioso. E a un tratto, mentre mi allontano carponi dal campo di battaglia e il fumo si è fatto più rado, scopro di stare trascinando uno dei nostri carristi e un tedesco… Sono terrorizzata: là i nostri stanno morendo e io metto in salvo un tedesco… Sono in preda al panico… In mezzo al fumo non mi ero accorta… 
Osservo. Un uomo sta morendo, un altro sta gridando… Sono entrambi ustionati, carbonizzati. Sono uguali. Poi guardo meglio e scorgo una medaglietta diversa, un orologio diverso, è tutto diverso. Quella divisa maledetta. E cosa posso fare adesso? Trascino il corpo del nostro ferito e penso: ‘Devo tornare o no a riprendere il tedesco? Capivo che se l’avessi abbandonato, di lì a poco sarebbe morto. Per il sangue perso… E sono tornata a riprenderlo strisciando. Ho continuato a trascinare entrambi…
Accadeva a Stalingrado… Durante la più terribile delle battaglie. Stella mia, non si possono avere due cuori: uno destinato all’odio e l’altro all’amore. Una persona possiede un cuore solo e io ho sempre pensato a come salvare il mio… (…).
Tamara Stepanovna Umnjagina, sergente della Guardia,
istruttrice sanitaria

Svetlana Aleksievič La guerra non ha un volto di donna (trad. di Sergio Rapetti), Bompiani pagg.421,422




martedì 20 gennaio 2026

La casa, il pianeta e un Nobel mancato...

     Nostra signora aveva scoperto tante belle passioni: intanto per la scrittura, ma anche per la cura della casa. Ordinava i cassetti, rammendava le tende, puliva gli angoli delle stanze. A volte le case da accudire si moltiplicavano: quelle dei figli, in continente, quella della figlioletta, almeno la domenica. 
      Poi la questione si complicava perché lei considerava casa sua, in amministrazione fiduciaria, l’intera città. Così nascevano i problemi: bisognava, ad esempio, tenera sempre pulita l’aiuola vicino la fermata dell’autobus (risolvibile, togliendo ogni settimana a mano qualche rifiuto). Ma, allargando l’orizzonte, si scoraggiava: come fermare la febbre e l’inquinamento nel pianeta, casa comune? Come persuadere gli uomini roboanti che minacciavano nuove invasioni e continuavano le guerre, causando morte e gravi ferite alla casa comune?
     Era un pochino disperata… Ma nostra signora continuava comunque a prendersi cura delle sue case. E a macinare parole. Pazienza se non le avrebbero mai dato il Nobel…




"La lettera di Trump al presidente della Norvegia non sarebbe stata concepibile nemmeno dal più geniale sceneggiatore di film comici di tutti i tempi. Per dire: neanche Mel Brooks, neanche Monty Python. È un capolavoro di nonsense, una parodia feroce (quanto involontaria) della megalomania del potere, un esercizio di scuola sulla instabilità psichica che si attribuisce ai dittatori.
      Partiamo dalla forma: lamentarsi con il presidente della Norvegia per non avere ricevuto il Nobel per la Pace è come protestare con la Casa Bianca perché il proprio film non ha vinto l'Oscar. La Norvegia in quanto Stato c'entra zero con il comitato indipendente, e di composizione internazionale, che assegna i Nobel. Passando poi al contenuto, spero che abbia già fatto il giro del mondo per quanto è esilarante: siccome non mi avete dato il Nobel per la pace — dice quasi esplicitamente Trump, ma alla persona sbagliata — allora non potete pretendere che io non invada la Groenlandia. 
    Alla stessa stregua, gli scienziati non premiati dal Nobel potrebbero dire, per ripicca: siccome non mi avete dato il Nobel per la fisica, allora mi rimangio tutti i miei studi e vi dico che l'atomo non esiste e la materia è fatta di marzapane.
      Viene perfino il sospetto che Norvegia e Danimarca, nella mente rudimentale dell'attuale presidente degli Stati Uniti, in questo democraticamente simile a quella di molti suoi elettori, siano su per giù la stessa cosa: paesi molto freddi del Nord Europa, tutta roba che con la Groenlandia c'entra sicuramente.
So bene che cosa state pensando: il momento è gravissimo, cosa c'è da ridere? Che una persona di zero cultura e di smisurata prepotenza sia il padrone del mondo, dovremmo considerarla una cosa buffa? La risposta è sì. Il fatto che un buffone possa mettere in ginocchio il mondo non significa che non sia un buffone."

Michele Serra, La Repubblica, 20.1.26
(Grazie a Massimo Messina per la condivisione)

mercoledì 31 dicembre 2025

Il fruscìo lieve della cura...

Dipinto di Berthe Morisot
        Sebbene abitasse in un piano alto, mentre stendeva biancheria o annaffiava le piante, nostra signora percepiva il rumore di una ramazza che puliva un marciapiede sotto casa. 
      Dal modo e dall’intensità con cui veniva utilizzata la scopa, indovinava se chi spazzava fosse un uomo o una donna. Se donna, aveva infatti un tocco più lieve, ma ugualmente efficace. Infatti qualche volta aveva incontrato per strada l’operatrice ecologica… e si era complimentata con lei per la cura con cui svolgeva il suo prezioso lavoro.     
Stasera nostra signora si augura che tutte le donne – spazzine, politiche, biologhe, scienziate, poliziotte, commesse, docenti … - custodiscano nella mente e nel cuore una missione di cura, che non preveda prepotenza e violenza. 
      Scriveva Natalia Ginzburg: “Le donne forse erano venute al mondo per amare il futuro, per aspettare, generare, custodire e contemplare il futuro. Era questo che erano venute a fare…”
Ci proviamo ancora, insieme?

Maria D'Asaro

sabato 20 dicembre 2025

Cercasi Natale autentico, disperatamente...

 
(foto da Avvenire)
      A nostra signora sembrava che le luminarie natalizie (avvistate già il 21 ottobre) quest’anno si fossero moltiplicate: nei negozi e nelle strade, con enormi decorazioni pacchiane, quasi in ogni casa, con lucine intermittenti di ogni colore. 
      Anziché darle allegria, queste luci le ponevano tanti punti interrogativi. Il professore Enrico Greco, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell'Università di Trieste, su Radio Rai1 giovedì 17 dicembre snocciolava dati incontrovertibili su come l’accensione delle luminarie e l’aumento di consumi nel periodo natalizio si tramuti in un ulteriore colpo esiziale alla salute del nostro pianeta. 
      Noi comunque continuiamo imperterriti ad aumentare la febbre della nostra Terra. Intanto, continuiamo anche a utilizzare la guerra per ‘risolvere’ i nostri conflitti, provocando strazio, morti e distruzione dell’ambiente. Così a Gaza, in Sudan e altrove bambini e adulti muoiono di bombe e di stenti. Ma noi ce ne freghiamo, resi ciechi dalle nostre luci.

venerdì 7 novembre 2025

Nostra signora, tra frenesia e 'tampasiari'...

       A volte, nostra signora confessava a sé stessa indicibili verità: ad esempio che, dopo decenni di forsennato lavoro, non le dispiaceva fare la casalinga, almeno part time: stendere il bucato, sistemare i cassetti e farli odorare di lavanda, rammendare, dare una nuova illuminata disposizione a un tavolino, sentire il profumo delle tende lavate, cucinare una tantum torte o qualcosa di buono…  
    Ma, più che l'improvvisarsi angelo eretico e anarchico della casa, come Camilleri, nostra signora adorava tampasiari: gironzolare casa casa senza una direzione e uno scopo, sfogliare un libro, affacciarsi al balcone e contemplare le sue piantine, disegnare un segnalibro, scrivere torrenti di parole… Piu lentamente, più dolcemente, più in profondità: così esortava l’amato Alex Langer.
      Spesso però nostra signora deponeva questa sua inclinazione: trotterellava da nipoti, zie, da chi stava in prigione, a manifestare contro la guerra... rapita da un antico, radicato comando: salvare il mondo prima di cena.

(1) Maurilio Catalano: Isole

sabato 1 novembre 2025

All you need is love... and holiness

M.Chagall: Violini
        Nostra signora si era ormai definitivamente convinta che, al di là di ogni altra cosa, tutto quello di cui le persone hanno bisogno è amore e cura. Ma per attivare percorsi nutrienti e amorevoli verso tutte le creature è necessario esercitare la santità, intesa come capacità di non mettere il proprio io al centro, di avere il senso del limite… 
     Santità intesa come esercizio a essere gentili, equanimi, compassionevoli, a partecipare alle gioie degli altri. Nella sua accezione più universale e più ampia, la santità diventa la chiave di volta per ogni feconda collocazione esistenziale, sociale, politica, spirituale: sintesi tra cammino interiore e impegno civile, tra attenzione solidale al prossimo vicino e a quello in un altro continente, sinergia tra mezzi e fini, necessariamente entrambi benevoli, complementarietà tra la propria liberazione e quella degli altri.
      Siamo chiamati tutte/ a essere sante/i e a fare scelte conseguenti. Oggi, domani e sempre.

giovedì 23 ottobre 2025

21 ottobre: buona sera e buon Natale...

questa non è la peggiore...
        Mentre a Presa diretta, l’ottima trasmissione d’inchiesta condotta da Riccardo Iacona, la professoressa Giuliana Panieri dice che i ghiacciai del circolo Artico si sciolgono a un ritmo più accelerato del previsto… mentre la guerra in Ucraina non accenna a finire e in Palestina c’è  solo una fragile tregua e si continua a morire… mentre in Italia tanti non sanno come ‘campare’… mentre i nostri ragazzi sono sempre più distratti, persi dietro lo schermo del cell... A Palermo,  il 21 ottobre si anticipa lo spirito del Natale posizionando e accendendo luminarie natalizie assurde, ingombranti, prive di grazia e bellezza, in ogni quartiere cittadino. In barba a ogni decenza, al buon senso, allo scirocco che soffia ancora in città, in barba all’opportunità di evitare questo spreco fuori tempo al nostro pianeta gravemente malato.
     Siamo davvero degli idioti. Meriteremmo di estinguerci. Forse anche per questo si evita di mettere al mondo dei figli…

Maria D'Asaro

mercoledì 1 ottobre 2025

Forza Palermo e viva il congiuntivo!

        (Le affezionate lettrici e i cari lettori potrebbero ripetere: Ma comu ti spercia, con le tragedie che stiamo vivendo? Cerco di distrarmi, proprio per non morire di disperazione…)

   Nostra signora segue il calcio da sempre: negli anni ’70 ascoltava Tutto il calcio minuto per minuto, con il mitico Sandro Ciotti (scusa Ameri…) e adorava Gigi Riva. 
    Ora continua a interessarsene per amore dei nipotini Alessandro e Davide, che il calcio lo seguono e lo praticano anche. Così, si tiene al corrente sulle ingloriose vicende della nazionale, sulla Juve e sul Palermo, squadra di casa. Con un’attenzione speciale per il mister di turno: ad esempio, apprezzava Corini per la sua signorilità e perché… non sbagliava una concordanza verbale. Ora stima Pippo Inzaghi che, in una recente intervista, ha detto: “Totò Schillaci è stato il mio idolo… ho avuto modo di conoscerlo ed era assai piacevole andare a trovarlo. Mi sarebbe piaciuto che lui avesse visto che io sto allenando il Palermo…”. Allora, forza Palermo ed evviva Pippo, che porta avanti la nostra squadra ed azzecca persino l’uso del congiuntivo!

Maria D’Asaro

martedì 16 settembre 2025

Che si fa, caro Biagio?

Pinturicchio: Annunciazione, Cappella Baglioni, Spello
       Nostra signora bazzica giornalmente nei pressi della stazione centrale ferroviaria e lo scorge quasi sempre: dorme sull’asfalto, in via Tommaso Fazello, a ridosso del terminal degli autobus. Indossa una maglietta, dei pantaloncini sudici e assai logori, calzini scuri, più buchi che tessuto. Accanto ha un paio di sandali e, a volte, un pacchetto di quelle che noi palermitani chiamiamo ‘brioscine’. Magari anche un barattolo di Nutella. Ha lunghi capelli biondi, belle ciglia, un naso fine, lineamenti da angelo di un quadro del Pinturicchio o di Filippino Lippi.
       Quando gli passa accanto, a nostra signora fa male il cuore. Quel ragazzo, tra i 25 e i 30 anni, potrebbe essere suo figlio.  Se fosse ancora vivo Biagio Conte forse sarebbe diverso: forse le persone senza fissa dimora non dormirebbero per strada, sopra degli scalini, nell’anfratto di un marciapiede. Biagio magari l’avrebbe già portato alla Missione Speranza e Carità. Biagio, che facciamo?

Maria D'Asaro




lunedì 4 agosto 2025

Il partito della cura ...

J.Sorolla: Cosiendo la vela (1910)
         Nostra signora era cresciuta a pane e politica. Suo padre, nel dopoguerra, aveva amministrato con competenza e onestà un paesino dell’entroterra siciliano. Lei a quattro anni sapeva di guerra fredda, guardava comizi e TG, e la passione politica cresceva con lei. Ma oggi era triste e disorientata: alle elezioni, non sapeva che fare... Le ideologie possono essere gabbie inutili e sterili, lo sapeva… 
      Ma se la destra continuava a far sentire il suo peso, qual era oggi il progetto e il senso della sinistra?  In testa le frullavano tante riflessioni e nostra signora sognava nuove prospettive, in un rinnovato orizzonte di senso: e se fondassimo il partito della cura? Un’unione di persone che, anziché distruggere, arraffare, dividere, si propone di curare: il pianeta, i rapporti sociali e internazionali… che alimenti fraternità, gentilezza, nonviolenza, equità sociale, giustizia. Il partito della cura, anziché quello della distruzione. Forse solo di questo abbiamo bisogno.  

martedì 15 luglio 2025

Il mare di tutti...

       Forse c’è ancora, ovviamente inosservato, il divieto di balneazione. Dappertutto, cumuli di rifiuti: tutta la spiaggia è costellata da bottiglie, resti di cibo, piatti di plastica, sacchetti di immondizia. Ciò nonostante, specialmente di sabato, domenica e feste comandate, a Palermo il lungomare a est di sant’Erasmo è brulicante di gente: signore badanti in libertà, di tutte le lingue e di tutte le stazze; famiglie con nidiate di bambini dai nomi scontati (Christian, Ilary, Ivan, Morena); persone immigrate di varie etnie; le mogli dei musulmani osservanti che fanno il bagno completamente vestite; coppie di anziani che ballano al ritmo di sette ottavi
        Certo, a nostra signora mancava Malvarrosa, la meravigliosa distesa di sabbia valenciana… Ma si accontentava anche della spiaggia sporca a una manciata di km da casa: c’era comunque il respiro del mare e la magnifica vista di Monte Pellegrino, nel 1787 per Goethe il promontorio più bello del mondo...

venerdì 11 luglio 2025

E il ficus rimane a guardare...

      Il pomeriggio dei giorni feriali, sotto un tendone bianco improvvisato, all’ombra del grande ficus magnolioides che costeggia la stazione Lolli di Palermo, ce li trovi quasi sempre: una mezza dozzina di uomini, forse anche qualcuno di più, seduti su sedie che hanno visto luoghi e tempi migliori. Sono maschi dall’età indefinibile -  50? 60? - con abbigliamento dimesso e l’aria a metà tra l’essere disoccupati o pensionati, qualcuno un po’ alticcio, tutti un po’ persi… Impegnati a giocare rumorosamente a carte: scopone scientifico, più spesso briscola, mentre gli esclusi si limitano a guardare e a commentare le mosse dei giocatori. 
     La domenica, per una sorta di turnover non dichiarato, a occupare le vecchie sedie ci sono persone venute da altri mondi: nord africani che ascoltano musica ad alto volume, più spesso indiani, o giù di lì, che giocano a una sorta di dama. 
      E il ficus, imparziale, rimane a guardare...

Maria D'Asaro





sabato 28 giugno 2025

Disperse un giorno... e poi madri per sempre

P.Picasso. Madre con bambino (1921)
     Ora che essere prof. è un ricordo lontano, la consapevolezza è ancora più chiara: alunne/i in dispersione scolastica rischiano molto più degli altri un fallimento esistenziale. 
     Ma due ex alunne disperse pareva si fossero in qualche modo salvate: N., che aveva abbandonato per aiutare la madre incinta con minacce d’aborto, era madre di due bambini, dopo aver preso la licenza media a diciott’anni.  
      Giorni fa, la vecchia prof aveva poi visto sotto casa A., alunna dispersa con tanti chili, ora ancora più obesa ma con gli occhi brillanti di mammina felice: teneva per mano un bambinetto contento. C’era un uomo con lei, dallo sguardo semplice e buono.
     Disperse un giorno, “ma poi madri per sempre nella stagione che stagioni non sente”.