Nostra signora ne è consapevole: ormai è diventato un impulso irrefrenabile.
Magari dall’esterno può apparire solo un’innocua mania, ma lei lo sa: il suo gesto rasenta forse l’ossessione patologica. Infatti, quando cammina nel suo quartiere o passeggia lungo la costa est di Palermo, con un apposito guanto si china a raccogliere i rifiuti di plastica: bottiglie, sacchetti vuoti, confezioni di merendine o qualsiasi cosa raccattabile. Se vicina alla battigia, prende più rifiuti che può e poi li deposita in un contenitore, meglio se deputato alla raccolta di plastica.
Sa bene che il suo è un gesto vano, quasi inutile e molto patetico: la quantità di polimeri a inquinare e deturpare spiagge, marciapiedi e giardini, ovviamente rimane invariata.
Eppure, mentre i potenti del mondo con le guerre orrende e il riarmo ci condannano all’inferno umano e ambientale, nostra signora per un istante è lieta contemplando un pezzettino di terra plastic free.

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