martedì 7 luglio 2026

Onorevole Presidente del Consiglio...

       Le esprimo innanzitutto la mia piena solidarietà umana per la sofferenza che le hanno arrecato gli attacchi pubblici verso la sua persona e il suo ruolo da parte del presidente degli USA. Attacchi ignominiosi, volgari e, a mio sommesso avviso, anche sessisti.
    Non ho votato per lo schieramento che lei rappresenta, ho opinioni politiche, sociali e culturali diverse dalle sue. Ma una cosa ci accomuna: siamo entrambe donne.
Le propongo di riflettere sulla natura profonda degli attacchi che le sono stati rivolti dal presidente degli USA attraverso il pensiero di Carla Lonzi, una studiosa femminista che sto leggendo.
     Non sono una femminista (in genere detesto tutti gli ‘ismi’ in quanto a volte forieri di unilateralità e persino di fanatismo), tuttavia ritengo che proprio oggi il pensiero femminista ‘della differenza’ possa aprire squarci fecondi di riflessione pratica e creativa. Ecco cosa scriveva Carla Lonzi:
“La donna è l’altro rispetto all’uomo. L’uomo è l’altro rispetto alla donna. L’uguaglianza è un tentativo ideologico per asservire la donna a più alti livelli”.
“Liberarsi per la donna non vuol dire accettare la stessa vita dell’uomo perché è invivibile, ma esprimere il suo senso dell’esistenza”.
“La donna come soggetto non rifiuta l’uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto. Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario”.
“Riconosciamo il carattere mistificatorio di tutte le ideologie, perché attraverso le forme ragionate di potere (teologico, morale, filosofico, politico) hanno costretto l’umanità a una condizione inautentica, oppressa e consenziente.”
“Dietro ogni ideologia noi intravediamo la gerarchia dei sessi”.
“Non riconoscendoci nella cultura maschile, la donna le toglie l’illusione dell’universalità”.
“L’uomo ha sempre parlato a nome del genere umano, ma metà della popolazione terrestre lo accusa ora di aver sublimato una mutilazione”.
“Per uguaglianza della donna si intende il suo diritto a partecipare alla gestione del potere nella società mediante il riconoscimento che ella possiede capacità uguali a quelle dell’uomo. Ma il chiarimento che l’esperienza femminile più genuina di questi anni ha portato sta in un processo di svalutazione globale del mondo maschile. Ci siamo accorte che, sul piano della gestione del potere, non occorrono molte capacità, ma una particolare forma di alienazione molto efficace. Il porsi della donna non implica una partecipazione al potere maschile, ma una messa in questione del concetto di potere. È per sventare questo possibile attentato della donna che oggi ci viene riconosciuto l’inserimento a titolo di uguaglianza”.
“La donna non è in rapporto dialettico con il mondo maschile. Le esigenze che essa viene chiarendo non implicano un’antinomia, ma un muoversi su un altro piano. Questo è il punto su cui più difficilmente arriveremo a essere capite, ma è essenziale che non manchiamo di insistervi”.

Allora, noi donne dovremmo forse tentare di pensare e organizzare una società ‘altra’, che non contempli violenza, guerra e lotte di potere. Che c’entriamo noi con le guerre (uccisioni istituzionalizzate), con lo scempio dell’ambiente, con il dilapidare risorse preziose per fabbricare strumenti di morte, con l’interpretare la vita per avere più dominio e potere?
     
                                     Ci pensi, Giorgia. Un abbraccio.

(citazioni da: Carla Lonzi Sputiamo su Hegel e altri scritti
a cura di Annarosa Buttarelli. p.13, 14, 16, 19, 22, 54)

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