lunedì 28 giugno 2021

Forza Italia! Certamente, ma...

     Nostra signora lo sa: questo post potrebbe costarle la perdita di vari lettori e gentili lettrici. Però ‘Amicus  Plato, sed magis amica veritas’ : non la verità assoluta, ma quella provvisoria e autentica del suo sentire.
   Italia Austria 2 a 1. Abbiamo vinto, bene. Ma forse, anche se una carissima amica sottolinea che i nostri tiri in porta sono stati 23 e quelli avversari solo 11, abbiamo avuto un pizzico di fortuna in più...
    Ed ecco il pensiero inconfessabile: con i tifosi, italiani e non, che si muovono da uno stadio all’altro, come la mettiamo con l’eventuale diffusione della variante delta++ e il pericolo di re-innescare i contagi? Una partita di calcio val bene questo rischio? 
    Nostra signora quasi quasi ha vergogna della sua esternazione. Abbiatene compassione: è vecchia, ha nipotini, figli lontani. Ha il vizio di ruminare fonti scientifiche. E, ultimamente, non ha alcuna fede nel buon senso dell’umanità.

Maria D’Asaro


sabato 26 giugno 2021

Vuoto fertile

Claude Monet: Iris (1914-1917)


Silenzio

Vuoto fertile

Speciale soglia segreta  

Immensità di sentieri inesplorati

Tesoro



mercoledì 23 giugno 2021

Una montagna... di filosofia

(Come per ogni articolo che si rispetti, si procede col metodo delle 5 W)

Cosa/What:   "UNA MONTAGNA DI... FILOSOFIA" -  Festival delle Pratiche Filosofiche sulle Madonie
"Tre giorni di convivialità  tra filosofi e non-filosofi (di professione)"


Dove/WherePolizzi Generosa (Palermo)


Quando/When:  venerdi 16 - sabato 17 - domenica 18 - Luglio 2021

Perché/Why:  per un confronto aperto e plurale su pratiche filosofiche, ecologia, saggezza del taoismo, presunta ideologia gender, attualità ‘laica’ dei versi di Dante; in base a questo programma:

Venerdì 16 luglio
Ore 14,00 - 15,00: Arrivo e sistemazione nella struttura recettiva prescelta da ciascuno.
Ore 16,00 – 17,00: Passeggiata filosofica. Conduce Augusto Cavadi.
Appuntamento a Piazza Gramsci (qualche minuto prima delle 17,00).
Ore 18,00 - 20,00: "Cosa possiamo fare per fermare la corsa dell’umanità verso il suicidio globale?" - Conversazione con Maurizio Pallante. - Campetto via Santi Gagliardotto (partigiano).

Sabato 17 luglio
Ore  9,30 – 11,30: "Colazione col Filosofo"
• Colazione con Maurizio Pallante su “Ipotesi politiche per salvare il pianeta” - Ai Templari - Piazza Castello.
• Colazione con Giorgio Gagliano su "«Simili all'acqua»: perché il taoismo è ancora oggi una fonte di saggezza" - Da Tumasella - Piazza Gramsci.
• Colazione con Augusto Cavadi su “L’ideologia ‘gender’ sarebbe un disastro.  Se esistesse" - Pub Paradiso - Via Garibaldi, 50.
Ore 16,30 – 18,30: "Cosa dice Dante a me «laico»?" - Conversazione con Maurizio Muraglia -Campetto via Santi Gagliardotto (partigiano).
Ore 21,30: Momento musicale
Giorgio Gagliano, violino.

Domenica 18 luglio
Ore 10,30 – 12,30: “Lo salviamo il mondo dopo colazione e prima di cena?” -
Conversazione con Maria D'Asaro - Piazza Carmine.
Ore 16,00 – 18,00: Scambio dei doni immateriali
Assemblea conclusiva in cui chiunque abbia partecipato anche solo a un evento del Festival ha cinque/dieci minuti per socializzare un'intuizione o una riflessione che ha sperimentato in questi tre giorni.

Chi/Who: (relatori/facilitatori dello scambio comunicativo)

Augusto Cavadi è l’ideatore e direttore scientifico di “Una montagna di filosofia”. E’ filosofo-consulente (riconosciuto da “Phronesis” e, con la moglie Adriana Saieva, co-dirige a Palermo la “Casa dell’equità e della bellezza”. Gestisce anche un blog (nel quale si trovano anche le indicazioni delle sue pubblicazioni): www.augustocavadi.com
Maria D’Asaro, “filosofa di strada”, già docente di Lettere e psico-pedagogista, da pubblicista collabora stabilmente con "Il Punto Quotidiano" e gestisce il blog personale "Mari da solcare". Socia molto attiva della “Scuola di formazione etico-politica G. Falcone”, è autrice della Lettera a Peppino Impastato riedita, recentemente, nel volume di A. Cavadi, Peppino Impastato martire civile. Contro la mafia e contro i mafiosi, Di Girolamo, Trapani 2018.
Giorgio Gagliano è filosofo e violinista. Più volte relatore in iniziative di filosofia-in-pratica, ha contribuito a due volumi in cui sono stati raccolti contributi per le “Vacanze filosofiche per non... filosofi”: E. Rindone (a cura di), Abitare il mondo: con o senza Dio? La morale tra panteismo, teismo e ateismo, Diogene Multimedia, Bologna 2014; F. Dipalo (a cura di), Democrazia. Analisi storico-filosofica di un modello politico controverso, Diogene Multimedia, Bologna 2016. 
Maurizio Muraglia, insegnante di Lettere in un liceo di Palermo, formatore, collaboratore  di riviste pedagogiche e dell’edizione siciliana de “La Repubblica”. Sul sito www.casadellaequitaebellezza.blogspot.it sono disponibili le ‘meditazioni laiche’ su Dante Alighieri che, da due anni, tiene con Laura Mollica (la stessa collega con cui ha pubblicato, recentemente, il libro Dante parla ancora? Il messaggio della Commedia alle donne e agli uomini del terzo millennio, Di Girolamo, Trapani 2021). Ulteriori notizie sul suo blog: www.mauriziomuraglia.com.
Maurizio Pallante è il fondatore e il leader nazionale del “Movimento per la decrescita felice”. Tra le sue numerose pubblicazioni (cfr. www.decrescitafelice.it): La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal Pil, Edizioni per la decrescita felice, Roma 2009. Ha curato il volume a più voci Un programma politico per la decrescita, Edizioni per la decrescita felice, Roma 2008 e, più recentemente,  Sostenibilità Equità Solidarietà, Fondamentali 1.0 d’un progetto politico in costruzione, Lindau, Torino 2019.

Qui o qui i dettagli organizzativi e logistici.

domenica 20 giugno 2021

La pandemia: dove, quando e perchè?

    Palermo – A un anno e mezzo dal suo inizio, la pandemia da Covid-19 ha causato in tutto il mondo più di 177 milioni di contagi e circa 3 milioni e 850mila morti. In Europa, Gran Bretagna, Russia e Italia detengono il triste primato di morti per Covid.
     Grazie alle drastiche misure di contenimento e all’imponente campagna vaccinale, oggi la diffusione del virus nel nostro Paese è molto diminuita; l’auspicio è quello di lasciarsi alle spalle i vissuti di dolore e il disagio sociale causati dalla pandemia. Ma è prematuro cantare vittoria: infatti si sono diffuse nuove varianti del virus, note ora con le lettere dell’alfabeto greco – così ha deciso l’OMS - per non associare il dato negativo della variante alla nazione dove essa è stata originariamente individuata. Così, dopo le varianti alfa, beta e gamma (inglese, sudafricana e brasiliana), ora preoccupa la delta (indiana), già responsabile di una recrudescenza di contagi nel Regno Unito.
      Si ripropone allora la madre di tutte le domande: dove, quando e perché è iniziata la pandemia? 
Una ricerca dell'oncologo britannico Angus Dalgleish e del virologo norvegese Birger Sørensen - che sarà pubblicata dal Quarterly Review of Biophysics Discovery, anticipata dal giornale inglese Daily Mail - ripropone con argomentazioni circostanziate l’ipotesi della fuga del coronavirus dall’Istituto di virologia di Wuhan, in Cina, dove sarebbe stato sottoposto ad alcune manipolazioni. Dopo aver studiato per mesi - attraverso articoli ritrovati in database e archivi - gli esperimenti effettuati dal 2002 al 2019 nel laboratorio di Wuhan, i due scienziati sostengono che il coronavirus Sars-Cov-2 «oltre ogni ragionevole dubbio»  sia stato creato nel corso di esperimenti chiamati ‘guadagno di funzione’, o anche mutazioni attivanti, che consistono nell’alterare il genoma di parti del virus per ottenerne di più infettivi, al fine di sperimentare nuove cure; ricerche note anche negli USA, che in passato le hanno finanziate.
    Secondo i due studiosi, partendo da un coronavirus prelevato dai pipistrelli, a Wuhan gli scienziati cinesi avrebbero ottenuto la nuova proteina «spike» che ha trasformato il virus originario nel Sars-Cov-2 responsabile della pandemia, virus che, sottolineano i ricercatori, non ha «antenati naturali credibili». La catena di quattro amminoacidi con carica positiva nella «spike» del Sars-Cov-2, tramite cui il virus si lega in modo così efficace alle cellule umane, sarebbe la prova schiacciante della loro tesi: in natura infatti è assai raro trovare anche solo tre amminoacidi positivi legati insieme, visto che tendono a respingersi. Che un virus ne metta spontaneamente insieme ben quattro, sostengono Dalgleish e Sørensen. è davvero «decisamente improbabile».
Non è comunque del tutto ancora esclusa la tesi dello spillover: salto di specie di un coronavirus dai pipistrelli, suoi incubatori, all’uomo. 
    Nell’ipotesi dello spillover pipistrello-uomo, studiosi del Politecnico di Milano, dell’Università della California e della Mas University della Nuova Zelanda si sono chiesti quali zone del pianeta sarebbero in futuro a maggior rischio di eventuali nuovi focolai epidemici. A tal proposito, sono stati studiati con satelliti 30 milioni di kmq di territori tra Asia, Est Europa, Africa del nord e Australia, tracciando la distribuzione dei pipistrelli ‘a ferro di cavallo’ o Rhinolophus, potenziali diffusori di coronavirus.
Sovrapponendo mappe geografiche, satellitari e zoologiche, gli scienziati delle tre Università hanno pubblicato su ‘Nature Food’ un elenco dettagliato delle zone di diffusione potenziale dei coronavirus, zone che evidenziano la presenza di tre fattori di rischio ambientale: deforestazione, allevamenti intensivi, elevata quantità di insediamenti umani. Ѐ noto infatti da decenni il rischio di epidemie virali là dove non ci sono più filtri tra animali selvatici e attività umane. I territori più a rischio sono stati localizzati in Cina, Filippine, India, Australia nord-occidentale e in una parte della Spagna: territori già fortemente antropizzati e con progetti di deforestazione per far spazio a campi coltivati.
    Queste le considerazioni della professoressa Maria Cristina Rulli, docente di Sicurezza idrica e Alimentare, del Politecnico di Milano: "Il nostro lavoro è stato quello di cercare i luoghi con le caratteristiche più a rischio, in cui si potrebbero verificare eventuali spillover - il cosiddetto salto di specie - di altri coronavirus tipici dei pipistrelli verso l'uomo. Fattori di rischio sono anche gli allevamenti intensivi, che ospitano animali a volte immunodepressi per la tipologia di allevamento. Animali che possono quindi essere essi stessi infettati da eventuali patogeni e possono fungere da intermediari nella trasmissione del virus dall’ospite – come il pipistrello per il coronavirus – e l’uomo. Con questo tipo di dati sono possibili due azioni: da un lato guidare le autorità a un maggiore controllo dei punti pericolosi e introdurre politiche più sostenibili, con un migliore equilibrio tra le attività umane e le foreste, dall'altro agire per tempo nelle zone con un rischio ancora basso ma in cui i fattori di pericolo potrebbero presumibilmente aumentare".
   Che preservare gli habitat naturali, arrestare la deforestazione e ridurre, se non abolire, gli allevamenti intensivi, sia una necessità per gli ecosistemi lo predicano da anni gli scienziati ambientalisti. 
  Che nei laboratori – specie nei Paesi dove non c’è libertà per gli scienziati e nessuna possibilità di controllo - virus, genoma e DNA debbano essere maneggiati col principio di precauzione, con somma attenzione e con la massima trasparenza, lo chiedono da tempo scienziati e giornalisti. 
   Ora sappiamo con certezza che si tratta di imperativi categorici, se si vogliono evitare futuri disastri.

Maria D'Asaro, 20.6.21, il Punto Quotidiano

mercoledì 16 giugno 2021

C'era una volta... dalle stelle allo stallo

     C’era una volta… una fanciulla in un castello, dite? No. C’era una scuola felice, in una landa lontana di una qualche città dell’universo: la scuola ospitava tante classi e quasi 800 tra alunni e alunne, che studiavano sereni, educati sulla base di robusti orizzonti pedagogici, condivisi dalla comunità educante. Formata in primis da docenti appassionati, attenti alle esigenze del territorio, che collaboravano con genitori entusiasti e partecipi, mentre un/una dirigente, come un valente direttore d’orchestra, armonizzava il ruolo e la musica di ciascuno. 
   Poi un’improvvida riforma e l’arrivo di un/a  nuovo/a dirigente trasformò quella scuola in una caserma che si reggeva su un’autocrazia, su regole senza costrutto, su un clima di minacce, ricatti e terrore. Il Collegio docenti era allo stremo,  tanti si trasferivano in massa, le iscrizioni di alunni si riducevano del 50%, il patto educativo franava… Ci sarà una magia capace di resuscitare quella povera scuola ormai agonizzante?

domenica 13 giugno 2021

La rinascita di Nadia prendendo a calci un pallone

     Palermo – Nadia Nadim gioca a calcio ed è un’attaccante della nazionale danese. Proprio prendendo a calci un pallone, ha ottenuto il successo più importante della sua carriera conseguendo una non facile vittoria nella sua travagliata vicenda esistenziale.
    La storia di Nadia comincia in un paese molto lontano dall’Europa: a Kabul, capitale dell’Afghanistan, dove nasce il 2 gennaio 1988, in una famiglia benestante. Poi nel suo Paese le cose si complicano: vanno al potere i Talebani e la vita diventa dura per chi non accetta la loro ideologia e il loro potere. Il padre di Nadia, generale dell’esercito afgano, non è gradito al regime. Viene sequestrato e ucciso tra il 1998 e il 1999. Ci vorranno molti mesi perché la signora Hamida scopra l’orribile verità sulla scomparsa del marito. 
      Hamida comprende che in Afghanistan lei e le sue cinque figlie non hanno futuro. Nel 2000 riesce così a passare il confine e ad arrivare in Pakistan da dove ha inizio un viaggio lungo e difficile, nel retro di un camion. Hamida e le sue figlie fanno tappa in Italia e poi arrivano in Danimarca, in un campo per rifugiati. La vita lì non è facile per Nadia, perché tutto è nuovo e diverso: clima, abitudini, lingua. Ed è incredibile per lei vedere bambini e bambine giocare a calcio: in Afghanistan il pallone era una delle tante cose proibite alle donne. Nadia si sente attratta da quel gioco e inizia a prendere a calci una palla, dentro e fuori il campo profughi.
     Sente che il calcio per lei è più di un gioco: è una passione e una ragione di vita. Nadia ormai si allena costantemente e diventa sempre più brava. A sedici anni il suo talento calcistico viene notato: viene ingaggiata dall’Aalborg, poi nel 2012 dal Fortuna Hjørring con cui nella stagione 2013/14 vince la Eliteserien e partecipa alla UEFA Women’s Champions League. 
Intanto Nadia, che nel frattempo ha preso la cittadinanza danese, viene subito inserita nella Nazionale della Danimarca e diventa una delle calciatrici più apprezzate della squadra.
     Dal 2014 al 2017 va a giocare negli USA, nelle squadre dello Sky Blue e del Portland Thorns FC e disputa così la prestigiosa National Women’s Soccer League. Nel settembre del 2017 torna in Europa per giocare nel Manchester City 
    Oggi Nadia ha 33 anni, gioca nel Paris Saint-Germain, squadra della quale è capitana, e continua a mietere successi. Nel 2017 è stata eletta “danese dell’anno”. È stata anche nominata dall’UNESCO campione per l’educazione dei giovani, grazie al suo impegno nel promuovere l’uguaglianza e la parità tra generi.
     Nadia ha le idee chiare per il suo futuro: studia Medicina all’università di Aarhus ed è prossima alla laurea. Infatti, quando smetterà di giocare, vorrebbe lavorare per Medici Senza Frontiere.
     Perché – ha scritto Nadia in una biografia ancora non tradotta in italiano – è grata di essere stata accolta in un paese straniero che le ha offerto una nuova possibilità di vita. E lei vuole restituire al mondo il bene che ha ricevuto.


Maria D’Asaro, 12.6.21, il Punto Quotidiano

(Un grazie speciale a Santa Spanò, che mi ha fatto conoscere la storia speciale di Nadia)


venerdì 11 giugno 2021

Lo chiamano granello di sabbia

Auguste Renoir: La Grenouillere (1869)
Lo chiamiamo granello di sabbia. 
Ma lui non chiama se stesso né granello, né sabbia.
Fa a meno di nome 
generale, individuale, 
instabile, stabile, 
scorretto o corretto.

Non gli importa del nostro sguardo, del tocco 
Non si sente guardato e toccato. 
E che sia caduto sul davanzale 
è solo un'avventura nostra, non sua. 
Per lui è come cadere su una cosa qualunque, 
senza la certezza di essere già caduto 
o di cadere ancora.


Dalla finestra c'è una bella vista sul lago, 
ma quella vista, lei, non si vede. 
Senza colore e senza forma, 
senza voce, senza odore e dolore 
è il suo stare in questo mondo. 

Senza fondo lo stare del fondo del lago 
e senza sponde quello delle sponde. 
Né bagnato né asciutto quello della sua acqua. 

Né al singolare né al plurale quello delle onde, 
che mormorano sorde al proprio mormorio 
intorno a pietre non piccole, non grandi.

E il tutto sotto un cielo per natura senza cielo, 
dove il sole tramonta non tramontando affatto 
e si nasconde non nascondendosi dietro una nuvola ignara. 
Il vento la scompiglia senza altri motivi 
se non quello di soffiare. 

Passa un secondo. 
Un altro secondo. 
Un terzo secondo. 
Ma sono solo tre secondi nostri.
 
Il tempo passò come un messo con una notizia urgente. 
Ma è solo un paragone nostro. 
Inventato il personaggio, insinuata la fretta, 
e la notizia inumana.

Wislawa Szymborska: La gioia di scrivere, tutte le poesie (1945 – 2009)
traduzione di Pietro Marchesani - Adelphi Editore (pag.423)

mercoledì 9 giugno 2021

Ogni cosa è illuminata

Pierre Bonnard: Finestra aperta sulla Senna

Lieta

Ogni alba

Alzi lo sguardo:

Ogni cosa è illuminata

Miracolo                                         


domenica 6 giugno 2021

Le Giornate FAI di primavera aprono le porte alla bellezza

     Palermo – In leggero ritardo rispetto alle altre regioni italiane, poiché sino a fine maggio l’isola si trovava in zona arancione, sabato e domenica sei giugno sono tornate in Sicilia le Giornate FAI di Primavera, manifestazione culturale finalizzata a far conoscere al grande pubblico siti naturali e artistici poco conosciuti e di solito non accessibili.
      L’appuntamento con le Giornate FAI di Primavera - dal 1993 uno dei principali eventi dedicati all’arte, alla storia e alla natura del nostro Paese - è un significativo segnale di ripartenza, che avrà come propulsore l’interesse collettivo per la bellezza del patrimonio culturale e naturale di cui vantiamo il primato mondiale. 
    Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) - voluto nel 1975 da alcuni intellettuali, tra cui Giulia Maria Crespi, spinta nell’impegno fondativo anche da Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto Croce -  si ispira al National Trust, l’organizzazione per la tutela ambientale e artistica operante nel Regno Unito. Dal 1975 obiettivo del FAI è il tenace e concreto impegno nella salvaguardia e valorizzazione del maggior numero di siti artistici, storici e naturali del territorio italiano. Ѐ significativo ricordare che il FAI ha ricevuto il primo bene in donazione, nel 1977, proprio dalla Sicilia: Cala Junco, una caletta  di Panarea, nel paradiso delle isole Eolie.
     Il cinque e il sei giugno sono ben 44 i luoghi di interesse visitabili in Sicilia. Il numero dei visitatori sarà contingentato, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Le visite andranno quindi preferibilmente prenotate sul portale della Fondazione.
Ecco alcuni dei siti aperti al pubblico: ad Agrigento saranno fruibili il Giardino della Kolymbethra, il complesso di Santo Spirito, l’Officina delle Tradizioni popolari, la Biblioteca Comunale “La Rocca”, l’ex chiesa di Santa Barbara, la caserma dei carabinieri “Biagio Pistone”. Nell’isola di Pantelleria si avrà l’opportunità di visitare il Giardino Pantesco Donnafugata. A Messina si potrà visitare Forte Ogliastri, l’antica fortezza umbertina, ripulita dopo un decennio di abbandono. Forte Ogliastri offre splendidi spazi fruibili sia all’interno che all’esterno: per la sua posizione strategica, è uno dei luoghi più suggestivi della città; l’auspicio è che sia aperto e fruibile tutto l’anno.
     Nella zona del trapanese, a Castelvetrano saranno aperti al pubblico ben quattro siti: il teatro Selinus, la chiesa Collegiata di San Pietro e Paolo, la Chiesa Madre e l’aula consiliare di Palazzo Pignatelli. 
Numerosi anche i siti d’interesse visitabili nella Sicilia orientale: a Catania l'Orto Botanico, la Basilica di San Nicolò; l'Arena del Monastero dei Benedettini, la chiesa della Badia di sant’Agata e quella di santa Maria del Gesù; ad Acireale la chiesa di San Rocco e le antiche candelore, nonché la passeggiata con le Muse nello storico giardino Belvedere.
    Gioielli architettonici e naturalistici saranno visitabili anche a Palermo, Siracusa, Ragusa, Enna e persino nel paesino di Isnello, in provincia di Palermo, dove potrà essere percorso l’Iter Naturae, un interessante sentiero geologico urbano. 
    Sempre in provincia di Palermo, ci si potrà recare a Polizzi Generosa, nella splendida cornice delle Madonie, dove si potranno ammirare i preziosi esemplari di abeti dei Nebrodi, noti col nome scientifico di Abies nebrodensis La denominazione non deve indurre in errore riguardo alla localizzazione di tali alberi: infatti, i pochi esemplari naturali esistenti, unici al mondo, non crescono sui Nebrodi, ma sulle Madonie. L’equivoco deriva dal fatto che in passato il gruppo montuoso delle Madonie veniva identificato con quello dei Nebrodi. I circa 30 esemplari adulti di Abies nebrodensis si trovano ad un’altezza compresa tra i 1400 e i 1650 metri, sul versante settentrionale di Monte Scalone, a ridosso del Vallone Madonna degli Angeli, nel comune di Polizzi Generosa.
    L’abete dei Nebrodi, prima ritenuto una specie originatasi dall’abete bianco, oggi viene considerato un esemplare a sé presente in Sicilia sin dal Terziario, ancor prima dell’arrivo dell’abete bianco, che si fa risalire all’ultima glaciazione.
   Le giornate FAI di Primavera, giunte ormai alla ventinovesima edizione, hanno avuto l’onore del conferimento della Targa del Presidente della Repubblica.  


Maria D’Asaro, 6.6.21, il Punto Quotidiano

venerdì 4 giugno 2021

150 parole per Patrick e Giulio

      Sarà perché Patrick ha la stessa età di suo figlio. Sarà perché il suo sorriso intelligente le richiama quello di Giulio, orribilmente spento in quello stesso Paese. Sarà che non accetta che un giovane uomo possa essere imprigionato, ormai dal 7 febbraio 2020, solo perché ha criticato l’operato del governo egiziano. L’ingiusta, lunghissima e feroce detenzione di Patrick è diventata per nostra signora l’emblema di tutta l’assurda violenza del mondo. 
      Vorrebbe un sussulto di umanità e dignità nelle forze politiche del suo paese: anche solo un interrompere urbanamente i contatti, come si fa quando la persona che pratichiamo sta facendo del male.  Teme però che la ragion di Stato non muoverà un dito. 
     E allora sogna che, ad abbattere la porta di quella prigione, ci siano tutte le donne italiane. Madri, zie, nonne, sorelle: ci inventiamo qualcosa perché Giulio abbia giustizia e il sorriso di Patrick non muoia per sempre?

Maria D’Asaro


martedì 1 giugno 2021

Sorrisi, secondo Wislawa

Matisse: Donna con cappello (1905)
Il mondo vuol vedere la speranza sul viso.
Per gli statisti diventa d'obbligo il sorriso.
Sorridere vuol dire non darsi allo sconforto.
Anche se il gioco è complesso, l'esito incerto,
gli interessi contrastanti - è sempre consolante
che la dentatura sia bianca e ben smagliante.

Devono mostrare una fronte rasserenata
sulla pista e nella sala delle conferenze.
Un'andatura svelta, un'espressione distesa.
Quello dà il benvenuto, quest'altro si accomiata.
È quanto mai necessario un volto sorridente
per gli obiettivi e tutta la gente lì in attesa.

La stomatologia in forza alla diplomazia
garantisce sempre un risultato impressionante.
Canini di buona volontà e incisivi lieti
non possono mancare quando l'aria è pesante.
I nostri tempi non sono ancora così allegri
perché sui visi traspaia la malinconia.

Un'umanità fraterna, dicono i sognatori,
trasformerà la terra nel paese del sorriso.
Ho qualche dubbio. Gli statisti, se fosse vero,
non dovrebbero sorridere il giorno intero.
Solo a volte: perché è primavera, tanti i fiori,
non c'è fretta alcuna, né tensione in viso.
Gli esseri umani sono tristi per natura.
È quanto mi aspetto, e non è poi così dura.

Wislawa Szymborska: La gioia di scrivere, tutte le poesie (1945 – 2009)
traduzione di Pietro Marchesani - Adelphi Editore (pag.361)