mercoledì 29 luglio 2026

Elisir di giovinezza

J.Sorolla: Buscando mariscos, playa de Valencia
       Capitava a nostra signora, nel suo girovagare nel quartiere, di incontrare dopo molto tempo un conoscente: il padre di un compagno di un suo figlio, il genero della signora del I piano, il tizio un po’ matto che stazionava vicino ai negozi. 
      Succedeva allora che lo sguardo implacabile di nostra signora decretasse che il conoscente in questione, qualunque fosse l’età, avesse iniziato a percorrere la china irreversibile della vecchiaia. Cosa facesse scattare in lei quell’inappellabile giudizio di ‘vecchiaia incipiente’ non era definibile. Non si trattava dell’ingrigirsi del crine, o di qualche ruga di troppo. Era qualcosa di impalpabile: uno sguardo ormai spento, un atteggiamento incurvato, una rassegnazione senza nome.
             Di contro, c’era qualche eccezione: M., che lei aveva conosciuto ventenne e ora, dopo tre decenni, ne mostrava sì e no quasi trenta. Quale il suo segreto? Forse la vecchiaia ha bisogno di un consenso interiore, che M. rifiuta di tributarle. 

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