Palermo – “Spesso in Sicilia non si tratta di semplici incendi, ma quasi di attentati. Nel 2020 c’è stato il vastissimo incendio del bosco della Moarda che ha interessato circa 850 ettari… Incendio strategicamente ideato con il piazzamento di ben otto inneschi che hanno preso fuoco contemporaneamente, dando vita a fiamme incontrollabili. Dopo tutti questi anni non sono stati trovati i colpevoli. Restano le macerie per terra, tanta desolazione e la mancanza di vita…” - Al telegiornale regionale siciliano del cinque agosto scorso, nell’intervista a cura della giornalista Laura Buonasera, queste le parole di Rossella Calascibetta, che vive proprio nel lembo di terra martoriato tempo fa dagli incendi, vicino al paese di Altofonte, distante meno di 15 Km. da Palermo.
Rossella si occupa dell’azienda agricola ‘Caseificio delle Scale’, in contrada Rebuttone, nei pressi di Altofonte, e dopo lo scempio degli incendi non si è arresa allo sfacelo. Assieme a lei, il Collettivo Rewild Sicily, l’associazione WOWnature e la Pro Loco di Altofonte hanno ideato e avviato un piano di rimboschimento per ricostituire, almeno in parte, il Bosco dei Sette Cieli, progettato per ripristinare i cicli naturali, per arricchire il suolo di materia organica, per aumentare la biodiversità e per creare un microclima più mite. In un’area oggi così povera e degradata, le nuove piante costituiranno un valido corridoio ecologico, capace di rafforzare la biodiversità e migliorare il paesaggio.
Non si tratta di un semplice rimboschimento, ma della creazione di un vero e proprio ecosistema agroforestale: l’obiettivo è infatti quello di dar vita a una food-forest, con la messa a dimora di quasi duemila alberi e arbusti autoctoni, distribuiti secondo sette strati vegetazionali, che comprendono alberi alti, alberi bassi, cespugli, piante erbacee, tappezzanti, bulbose e rampicanti. I vari esemplari di alberi e arbusti offriranno cibo per la fauna selvatica: uccelli, insetti impollinatori, piccoli mammiferi: infatti gli animali del territorio troveranno rifugio e ristori grazie ai frutti, ai semi e a tutto ciò che offriranno le nuove specie vegetali messe a dimora.
Un altro aspetto fondamentale del progetto riguarda la prevenzione degli incendi. La barriera di arbusti che si creerà lungo i margini della food-forest sarà efficace per offrire protezione da eventuali nuovi incendi o almeno rallentarne l’avanzata, ad esempio attraverso siepi frangivento e pascolo controllato
Il Bosco dei Sette Cieli deve il suo nome suggestivo (continua su il Punto Quotidiano)
Maria D'Asaro, 6 settembre 2026, il Punto Quotidiano


Ottima notizia.
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