sabato 5 settembre 2026

Viva, viva gli sposi...

        Che vada in carcere come volontaria, chi scrive lo ha già da qualche parte raccontato. 
     Ieri la sua presenza in prigione aveva una ragione particolare: a lei e a un altro volontario era stato chiesto di fare da testimoni al matrimonio di un uomo detenuto. 
     Anche se la scrivente testimone di nozze lo era stata molto tempo fa, per una sua cara amica, qui era tutta un’altra storia: la location della cerimonia era un’angusta saletta carceraria, con due donne delegate dal Comune e quattro testimoni, due signore, parenti degli sposi, ammesse dall’esterno insieme alla sposa, più i due volontari. E ovviamente gli sposi.
   La cerimonia è stata essenziale: lettura degli articoli del Codice civile e scambio degli anelli. Ma nella stanzetta c’era una luce speciale, emanata dagli occhi degli sposi: lui, in carcere da decenni, con un impeccabile vestito azzurro, la sposa, un po’ più giovane, con un completo bianco, giacca e pantaloni, e un diadema nei bei lunghi capelli.
   “Le nostre anime sono unite da sempre”, ha detto la sposa con gli occhi scintillanti, esprimendo ai presenti la sua gioia, nel giustificarsi con la signora funzionario del Comune che le aveva fatto bonariamente notare di aver pronunciato il suo sì prima della fine della lettura della formula rituale….
“Ma pure se vivrò fino alla fine del tempo, io sempre serberò il ricordo contento… Viva, viva gli sposi”