domenica 13 settembre 2026

Cara Sally

          A volte ci penso, sai…  A come sarebbero stati questi anni se ci fossi stata tu. 
       Tu, zia affettuosa e impareggiabile, accanto ai nipoti: uno, il piccolino, che si dispiace di ricordarti appena; una che non ha mai smesso di rimpiangerti e volerti bene; l’altro che la getta lì, e mi dice “Zia Sally sì che conosceva Fisica e  Chimica… lei le ha studiate, oltre alla Biologia e a tutto quello che le serviva da medico… con lei si che avrei potuto discutere  di scienza e di tutto (e sottintende, bonariamente, non con te che non capisci quasi niente, con la tua laurea inconsistente in Filosofia...).
     Sarebbe stato bello invecchiare insieme. Bello, confortante, nutriente. E invece, no. I ragazzi cresciuti senza il tuo sguardo intelligente, sagace e affettuoso. Io senza di te, elemosinando una sorella in giro, tra le amiche, un giorno sì e l’altro pure.
È andata così. Non ce l’ho con nessuno, sai. Ormai lo so, con Spinoza, con altri che hanno capito senza veli… la vita è cieca e insensata: dona e toglie, fa soffrire e fa gioire, come capita, al momento, senza un perché. Enza ha perso suo figlio, il meraviglioso Giuseppe. Camilla ha perso Giorgina… Tanti hanno lutti e ferite profonde. Anche più tremende delle mie. 
       Però mi manca il tuo abbraccio, sorellina. Non smetto di pensarti e volerti bene. Perchè a tenerci in vita sono le relazioni affettuose. A volte mi immergo nel sogno magico della tua presenza. Ti immagino. 
       E, per un istante, sorrido.

2 commenti:

  1. Ho letto con partecipazione. Mi ha fatto pensare anche a ciò che per me ha significato l’incontro con Spinoza: non tanto trovare un perché al dolore, quanto cambiare atteggiamento davanti a ciò che accade e a ciò che non accade. Smettere di confrontare il reale con ciò che avrebbe potuto essere, accettando la necessità di ciò che è. La consapevolezza del necessario svolgersi dell’esistenza, proprio così come si svolge, può paradossalmente renderci più liberi. È un cambiamento interiore, per me difficile da spiegare, ma potente. E naturalmente non toglie nulla all’amore né alla mancanza.

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  2. @Bruno: "Smettere di confrontare il reale con ciò che avrebbe potuto essere, accettando la necessità di ciò che è." Anche se non commento, leggo e medito quanto vai scrivendo nel tuo blog. Il riferimento a Spinoza lo devo alle tue riflessioni, che mi trovo a condividere. Tutto ciò, comunque " non toglie nulla all’amore né alla mancanza".
    Sono contenta di condividere con te il ricordo di mia sorella...

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