mercoledì 1 luglio 2026

Che c’entra Lucio Dalla con Futuro Nazionale?

        Ecco le ottime considerazioni della professoressa Ornella Giambalvo, ordinaria di Statistica sociale all’Università di Palermo, pubblicate oggi su “La Sicilia” nell' articolo titolato: Le parole di Dalla per contrastare Vannacci.

 “La soverchieria indica l'abuso della propria superiorità, forza o autorità per prevaricare e offendere i diritti altrui. Si manifesta spesso come un atto di violenza commesso contro chi non ha la possibilità di difendersi”. È quanto fatto dall’uso, ancorché regolarmente pagato, della musica e del testo della canzone “Futura” di Lucio Dalla durante la convention di Futuro Nazionale. 
Ma, seppur pagato, ha senso “usare” Futura come sottofondo di un evento che promuove un partito? Un partito come Futuro Nazionale? 
Lucio Dalla non ha certamente bisogno di difese. È vero, non ha più una voce e non può intervenire, ma ci ha lasciato un patrimonio di valori, idee, profezie. Basterebbe leggere le sue parole musicate e cantate con passione per vedere trasparire la sua visione della vita, dell’umanità e della storia (il miscuglio, come amava dire, di passato e futuro) per capire che Lucio Dalla e Futuro Nazionale sono due rette parallele destinate a non incontrarsi mai. 
Le sue canzoni sono una dichiarazione d’amore nei confronti dell’umanità, libera, senza distinzione di sesso, religione, appartenenza politica, portafoglio. Un’umanità luminosa come la sua “Stella di mare” che parla di uguaglianza con il suo Tu come me… Altro che remigrazione! Altro che ricette a buon mercato a favore di taluni contro altri! 
E così mi sono immaginata delle puntualizzazioni di Lucio, facendo esprimere i suoi testi. 
Contro il metodo di Futuro Nazionale, lontano da negoziazioni, dialogo, compromesso, Lucio dice Che una sola verità non c'è è già una verità (…) Abbiam paura di stare insieme, abbiam paura di restare soli (La strada e la stella). Ma, nonostante la paura Lucio canta un’umanità ultima, varia, sofferente: 
canto l'uomo che è morto, non il Dio che è risorto. Canto l'uomo infangato, non il Dio che è lavato. Canto l'uomo impazzito, non il Dio rinsavito. Canto l'uomo ficcato dentro il chiodo ed il legno, un uomo che è tutta una croce, un uomo senza più voce, un uomo intirizzito, l'uomo nudo, straziato, l'uomo seppellito. Canto la rabbia e l'amore dell'uomo che è stato vinto, canto l'uomo respinto, non l'uomo vincitore. Canto l'uomo perduto, l'uomo che chiede aiuto (…) canto l'uomo salvato, non l'uomo sacrificato. (Comunista). 
anta un uomo che esprime il suo disagio avendo la lucidità della soluzione: Io me ne vado via, dove chiudendo gli occhi, sento i cani abbaiare. (...) Dove puoi trovare un Dio nelle mani di un uomo che lavora e puoi rinunciare a una gioia, per una sottile tenerezza (…) E correre insieme agli altri ad incontrare il tuo futuro che oggi è proprio tuo e non andar più via” (E non andar più via). 
Gli altri, sono la sua chiave di lettura per l’umanità. Non esiste solo l’IO ma il NOI, la gente, gli altri… i loro bisogni, le loro richieste. Il mondo. Un mondo dove… c'è gente con gli stessi tuoi problemi, per poi fondare un circolo serale, per pazzi sprasolati e un poco scemi (Quale Allegria).
E se non puoi andare via allora Vieni, angelo benedetto (…) Ecco il mistero: sotto un cielo di ferro e di gesso, l'uomo riesce a amare lo stesso. E ama davvero, senza nessuna certezza che commozione che tenerezza (Balla balla ballerino). 
Se tutto ciò ancora non bastasse per capire la lontananza del mondo di Lucio da Vannacci e la sua compagine, analizziamo le due parole chiave del suo partito: Futuro e Nazione. Cosa sono il futuro e la nazione per Lucio Dalla? 
        Il futuro è visto come tempo che passa: Anche se il tempo passa, noi la vita la annusiamo in tutti i posti (…) tu non sei mai la stessa (vita), la voglia che ho di te non l’ho mai persa e se ogni istante ci cambia se ogni cosa è diversa c’è amore e resterà nella mia testa (…), vivrò per tutto il tempo che resta anche un ultimo sguardo, il tempo di una carezza (…) per provare a stare ancora insieme per volersi ancora bene (Anche se il tempo passa). Un futuro che si avvicina! Con un salto siamo nel duemila, alle porte dell'universo. L'importante è non arrivarci in fila, ma tutti quanti in modo diverso. Ognuno con i suoi mezzi, magari arrivando a pezzi (Telefonami tra vent’anni).
       Un futuro legato al presente che non dimentica il passato: Il passato è un ragazzo che diventa uomo; il presente è un aratro che scava dentro al cuore in fretta (…) Il presente vola e nessuno può dire se è migliore o peggiore come molti credono, perché la libertà è difficile e fa soffrire. (Passato e presente). 
Un futuro impastato dalla speranza dell’Amore che fa immaginare una scena: Sopra il prato è passata mezzanotte: Karl e Jesus han finito di mangiare. Di mangiare pane e vino e han finito di parlare. (…) Tutti e due coi blue jeans e un giacchettone dicono che nessuno ha più ragione. Concludono che religione e ideologia saranno mescolate nei problemi (il 2000, un gatto e il re). 
Un futuro che, a proposito di confini e di difesa del territorio, è un frammento di profezia e spazio universale. Lucio canta: si va a vivere o a dormire da Las Vegas a Piacenza (Emilia), dove Milano vicino l’Europa, (…) a portata di mano ti fa una domanda in tedesco e ti risponde in siciliano (Milano). E a proposito di Siciliano … sono siciliano, mezzo africano, un po' norvegese, un po' americano (…) e tra un greco, un normanno, un bizantino (…) Carmelo è biondo (…) si sente già europeo, europeo palermitano (…) Sono siciliano, un po' saraceno, un po' finlandese, ma più catanese (Siciliano). 
Il mondo, un’unica nazione, dove tutti insieme cercando anche noi, come voi, qualche piccolo motivo, in fondo, qualche piccolo trucco per un mondo, per un mondo, che a noi, come a voi, piace sempre di meno. Un mondo che piove senza nuvole, che piove anche quando è sereno (Noi come voi). 
Il mondo che vorrebbe 'Futuro Nazionale' è quello che a Lucio e a noi piace sempre di meno. Se dovesse realizzarsi allora realmente possiamo urlare… chissà, chissà domani su che cosa metteremo le mani. (Futura)". 
                                                                                                                         Ornella Giambalvo
Ordinaria di Statistica sociale all’Università di Palermo



Qui due pezzi che ci danno l’idea di quanto la professoressa Giambalvo sia competente riguardo alla musica e al pensiero dell’immenso Lucio Dalla: