venerdì 19 giugno 2026

Il Cantico delle creature: inno alla vita

Giuseppe Conte: 10 incisioni all'acquaforte ispirate al Cantico delle creature 
           “Il Cantico delle creature - o più correttamente Laudes creaturarum o Cantico di frate sole - ha da poco compiuto ottocento anni. Il testo poetico più antico della letteratura italiana è un salmo di lode alla creazione, una preghiera, un inno alla vita e, allo stesso tempo, un manuale pratico – il primo, in effetti, - sulla vita del nostro pianeta. Francesco canta la vita attraverso gli elementi necessari all’emergenza di questo fenomeno unico. (…) 
San Francesco individua lo schema che rende possibile la vita, e con le sue strofe propone una sequenza di passaggi che è sia una lista degli elementi della realtà cosmica come la si concepiva ai suoi tempi, sia l’enumerazione dei fondamenti necessari alla vita. (…)
È difficile leggere un testo più preciso e musicale del Cantico ed è ancora più difficile, direi impossibile, trovare un qualsiasi altro testo (…) che dimostri in ogni suo verso, parola dopo parola, un così incondizionato amore per l’argomento di cui tratta.
Basterebbe la qualità poetica del Cantico per renderlo un’opera senza uguali. 
Ma non è, davvero, tutto qui, c’è molto di più. C’è la sua sovrannaturale capacità di raccontare in pochi versi la sequenza necessaria a creare la vita. Non serve davvero conoscere l’esatta sequenza di tutti i nomi di Dio o altre astruse pratiche esoteriche per ricreare un mondo. Quello che serve, ci dice san Francesco, sono: l’energia del sole, l’atmosfera, l’acqua, il fuoco, il suolo, gli esseri viventi: le piante; quindi quelli che perdonano e amano e, infine, la morte, quella scandalosa sorella nostra morte corporale senza la quale il ciclo non potrebbe mai funzionare.
Il Cantico delle creature, riconoscendo la necessità che ognuno di questi fattori esista, sovverte ogni rappresentazione gerarchica della realtà che, da Aristotele in poi, ha visto succedersi in una scala ascendente pietre, pianti, animali, e quindi l’essere perfetto: l’uomo, all’apice della piramide.
La rivoluzione del lessico francescano di chiamare fratello o sorella ciascuno degli elementi della vita, sia esso animato o inanimato, è legato alla chiara percezione che l’intera realtà sia unitaria. (…) Una rete di pari, che Francesco contempla e loda perché sono un esempio di obbedienza al volere di Dio o – è la stessa cosa – alle leggi della natura. È l’osservazione della loro indescrivibile bellezza e incomprensibile complessità che spinge alla lode. L’origine comune della realtà, che Francesco vede nella creazione divina, impone che tutta la creazione (…) sia da considerare in rapporto di fratellanza/sorellanza.
Scrive Bonaventura da Bagnoregio nella Legenda Minor: «Inoltre, nella considerazione della prima origine di tutte le cose, chiamava tutte le creature, per quanto modeste, con il nome di fratello o di sorella, considerando che, insieme con lui, provenivano da un unico Principio.» 
È per questo motivo che la conversione – qualunque conversione, da quella religiosa a quella ecologica – dovrebbe avere come conseguenza la restaurazione di un rapporto di fiducia e di affetto reciproco fra gli uomini e ogni altra forma di vita.”

Stefano Mancuso Il Cantico della terra (Laterza, 2025) prologo, pp.8,9,10

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