Palermo – Teorizzata e messa in pratica inizialmente negli U.S.A., a Portland, in Oregon, la pratica del depaving (letteralmente ‘de-pavimentare’) consiste nel ridurre il cemento e l’asfalto nelle aree urbane e ri-naturalizzare il suolo, lasciando spazio alla vegetazione più adatta al contesto cittadino.
La rimozione dell’asfalto ha varie ricadute positive: assorbe calore perché contrasta l’effetto ‘isola di calore urbano’ e abbassa quindi la temperatura; permette all’acqua piovana di filtrare nel suolo, riducendo il rischio di allagamenti urbani; aumenta la biodiversità, poiché la piantumazione vegetale favorisce l’habitat di uccelli e piccoli animali; promuove infine la salute dei cittadini poiché la presenza di spazi verdi migliora la qualità della vita e riduce lo stress.
In Europa, alcune città hanno iniziato a praticare il depaving come parte delle strategie di adattamento climatico: Amsterdam, con il progetto Amsterdam Rainproof, che si prefigge di migliorare la capacità della città di assorbire le piogge intense, e il progetto Tegelwippen ("togliere le mattonelle"), che incentiva i cittadini a rimuovere le lastre di cemento dai giardini per fare spazio al verde e ridurre l’impermeabilizzazione; Anversa, in Belgio, dove vari quartieri vengono ‘liberati’ dall'asfalto per creare superfici permeabili e dove è stata intrapresa una de-pavimentazione su larga scale nelle scuole e negli spazi pubblici; sempre in Belgio, la città di Lovanio ha rimosso in alcuni quartieri ampie aree asfaltate; Berlino, con il progetto ‘Kiezblocks’, mira alla creazione di quartieri a traffico limitato e all’espansione di aree verdi per ridurre l'asfalto nelle zone residenziali: Parigi, dove il governo ha stanziato somme cospicue per interventi di rinverdimento urbano, tra cui il depaving e l’installazione di tetti e pareti verdi, per migliorare così la resilienza della città alle sempre più frequenti ondate di calore estive.
E in Italia? Le città più attive nel togliere strati di asfalto e cemento da parcheggi e grandi spazi urbani sono (continua su il Punto Quotidiano)
Maria D'Asaro, 14 giugno 2026, il Punto Quotidiano

Che bell'articolo. Che bello che ci si muova in questa direzione, anche se ancora troppo timidamente, visto che è esperienza comune di quanto un piazzale asfaltato ci rimandi il caldo che assorbe.
RispondiEliminaUn saluto
@Alberto: grazie dell'apprezzamento. Spero che i Comuni italiani abbiano la volontà politico-ecologica (e le risorse economiche) per attuare il depaving... Buon fine settimana.
RispondiElimina