«(…) In rapido crescendo si produce falsa ricchezza per sfuggire a false povertà. Di tale falsa ricchezza si può anche perire, come di sovrappeso, sovra-medicazione, surriscaldamento, etc. Falso benessere come liberazione da supposta indigenza è la nostra malattia del secolo, nella parte industrializzata e ‘sviluppata’ del pianeta.
Ci si è liberati da tanto lavoro manuale, avversità naturali, malattie, fatiche, debolezze – forse tra poco anche della morte naturale – in cambio abbiamo radiazioni nucleari, montagne di rifiuti, consunzione della fantasia e dei desideri. Tutto è diventato fattibile ed acquistabile, ma è venuto a mancare ogni equilibrio.
Non solo l’apprendista stregone è il personaggio-simbolo del nostro tempo. L’antico re Mida – che ottenne il compimento del suo desiderio che ogni cosa che toccava si trasformasse in oro – ci appare come il vero patrono dei culti del progresso e dello sviluppo, l'attualissimo predecessore dei benefici della nostra civiltà. (...)
Allarmi catastrofisti, lamenti, boicottaggi, raccolte di firme… - tutto ciò ha aiutato a riconoscere l’emergenza: le malattie sono state diagnosticate, le possibilità di guarigione studiate e discusse – terapie complessive non sono state ancora attuate. E soprattutto: appare tutt’altro che assicurata la volontà di guarigione, che, se ci fosse, produrrebbe azioni e segnali ben più determinati. Visto però che le cause dell’emergenza ecologica non risalgono ad una cricca dittatoriale di assetati di profitto e di distruzione, bensì ricevono quotidianamente un massiccio e pressoché plebiscitario consenso di popolo, la svolta appare più difficile. Malfattori e vittime coincidono in larga misura. (…)
Si dovrà cercare la chiave per una politica ecologica, ed inevitabilmente ci si dovrà sottoporre alla fatica dell’intreccio assai complicato tra aspetti e misure sociali, culturali, economici, legislativi, amministrativi, scientifici ed ambientali. Non esiste il colpo grosso, l’atto liberatorio tutto d’un pezzo che possa aprire la via verso la conversione ecologica: i passi dovranno essere molti, il lavoro di persuasione da compiere enorme e paziente (…)».
Alex Langer, intervento ai Colloqui di Dobbiaco 94 su Benessere ecologico, 8-10 settembre 1994


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