domenica 9 agosto 2026

“Gibellina Photoroad”, primo festival open air

         Palermo – A Gibellina, capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2026, è iniziato il 4 luglio e si concluderà il 6 settembre prossimo il festival Gibellina Photoroad, il primo e sinora unico festival italiano ‘open air’, interamente dedicato alla fotografia contemporanea e alle arti visive, e uno dei pochi esistenti al mondo. 
    La manifestazione, organizzata dall’associazione On Image, realizzata per la prima volta dieci anni fa e dal 2016 sempre curata da Arianna Catania, trasforma ancora una volta la città siciliana in un percorso espositivo a cielo aperto, con mostre, interventi e installazioni che mettono in dialogo fotografia contemporanea, architettura, memoria e paesaggio urbano. Gibellina Photoroad, in questo decennio, ha sviluppato un modello originale di fruizione dell’immagine: le opere si confrontano direttamente con il contesto urbano, sociale e culturale che le ospita, trasformando la città in uno spazio di ricerca e partecipazione. 
      L’edizione 2026 del Gibellina Photoroad riunisce progetti legati alla memoria, all’identità, al paesaggio e alle trasformazioni sociali e ambientali contemporanee. 
    Tra le varie installazioni, il festival ospita l’inedita ‘Ruins of Renewal’ dell’artista olandese Erik Kessels, uno degli esponenti più influenti della fotografia contemporanea internazionale: realizzata con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi e Mondriaan Fonds, l’installazione ha raccolto le fotografie degli album di famiglie degli abitanti di Gibellina, tirandole fuori da cassetti, memorie private e archivi civici e trasformandole in una costellazione visiva. 
Le foto raccontano la ricostruzione della cittadina dopo il terremoto del 1968 e la sua rinascita attraverso l’arte con il lavoro e le speranze di abitanti e lavoratori artigiani, a fianco di artisti e architetti impegnati a dare nuova linfa vitale al tessuto urbano. Concepita come una ‘nuova piazza’, l’installazione di Kessels si trasforma in uno spazio di incontro, in mezzo alle immagini della ricostruzione della città tra gli anni Settanta e Novanta. Kessels trasforma la memoria privata in esperienza collettiva, restituendo alla fotografia una funzione sociale e civile.
    Suggestive anche le altre installazioni: (continua su il Punto Quotidiano)

Maria D'Asaro, 9 agosto 2026, il Punto Quotidiano

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