venerdì 30 ottobre 2020

La luna bambina

E adesso a chi la diamo
questa luna bambina
che vola in un “amen”
dal Polo Nord alla Cina?

Se la diamo a un generale,
povera luna trottola,
la vorrà sparare
come una pallottola.

Se la diamo a un avaro
corre a metterla in banca:
non la vediamo più
nè rossa nè bianca.

Se la diamo a un calciatore,
la luna pallone,
vorrà una paga lunare:
ogni calcio un trilione.

Il meglio da fare
è di darla ai bambini,
che non si fanno pagare
a giocare coi palloncini:

se ci salgono a cavalcioni
chissà che festa;
se la luna va in fretta,
non gli gira la testa,

anzi la sproneranno
la bella luna a dondolo,
lanciando grida di gioia
dall’uno all’altro mondo.

Della luna ippogrifo
reggendo le briglie,
faranno il giro del cielo
a caccia di meraviglie.

La luna al guinzaglio



Con te la luna è buona,
mia savia bambina:
se cammini, cammina
e se ti fermi tu
si ferma anche la luna
ubbidiente lassù.

È un piccolo cane bianco
che tu tieni al guinzaglio,
è un docile palloncino
che tieni per il filo:
andando a dormire
lo leghi al cuscino,
la luna tutta notte
sta appesa sul tuo lettino.


Gianni Rodari: Filastrocche in cielo e in terra

mercoledì 28 ottobre 2020

Nel parco


– Ehi! – si stupisce il ragazzino –
– e chi è questa signora?

– È il monumento alla Misericordia,
o a qualcosa di simile –
gli risponde la mamma.

– Ma perché questa signora
è così ma... ma... ma... malridotta?

– Non lo so, da quando ricordo
è sempre stata così.
Il Comune dovrebbe decidersi a provvedere.
O disfarsene, o restaurarla.
Su, dai, andiamo.

 


Wislawa Szymborska: La gioia di scrivere - Tutte le poesie,
traduzione di Pietro Marchesani, Adelphi, Milano 2009, pag. 599

 


domenica 25 ottobre 2020

La fantasia in cattedra, grazie Gianni Rodari

       Palermo - “Signor maestro, che le salta in mente? Questo problema è un’astruseria, non ci si capisce niente: trovate il perimetro dell’allegria, la superficie della libertà, il volume della felicità. Quest’altro poi è un po’ troppo difficile per noi: quanto pesa una corsa in mezzo ai prati? Saremo certo bocciati”. Ma il maestro che ci vede sconsolati: “Son semplici problemi di stagione. Durante le vacanze troverete la soluzione”. In questa filastrocca si riconosce la firma inconfondibile di Gianni Rodari: scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, ma innanzitutto maestro speciale, verso il quale milioni di scolari, genitori ed educatori hanno un perenne debito di gratitudine. 
       Gianni Rodari, oltre che autore di centinaia di pubblicazioni per bambini e ragazzi, è stato l’ideatore di quella “Grammatica della Fantasia” che ha reso le lezioni scolastiche più allegre e divertenti, ma non per questo meno fruttuose ed efficaci.  Dalle parole di Rodari - nella prefazione della prima edizione dell’opera pubblicata nel 1973 - ecco la genesi di questa “grammatica” così creativa e originale: (continua su il Punto Quotidiano)

Maria D'Asaro, 25.10.2020, il Punto Quotidiano

sabato 24 ottobre 2020

La carica dei 101...

Cara zia Lillia, 
          ligi all’ultimo DPCM del 18 ottobre, oggi nipoti, pronipoti, pro-pronipotini e pro-pronipotine tutte - compresa la splendida Alma Rose, l’ultima sinora in ordine di arrivo – purtroppo non possiamo festeggiare insieme i tuoi 101 anni con la gioia e con l’affetto che meriti.
         Meno male che lo scorso anno il Covid 19 non c’era e abbiamo potuto organizzare in ogni dove – a casa tua, nella seconda ‘casa’: la parrocchia francescana di Sant’Antonino a Palermo, nel paese natio, Chiusa Sclafani - festeggiamenti adeguati al centesimo compleanno! Con tanto di benedizione del vescovo Lorefice e di papa Francesco! Il 24 ottobre dello scorso anno c’eravamo davvero tutti, comprese Anna Rita e Gabriella. E gli assenti erano presenti col cuore.
       Ci dispiace davvero non potere essere insieme ad abbracciarti. Ci consoliamo sperando di rifarci alla fine della pandemia… Pandemia che tu hai affrontato e affronti con la tua solita saggezza, con tanta pazienza e lungimiranza. Confinata a casa, come tutti, a marzo e aprile scorso, alla fine del lockdown primaverile, pur con la necessaria prudenza, la partecipazione alla messa è stata di nuovo quasi quotidiana. E non sono mancati i due mesi di villeggiatura a Chiusa Sclafani, in compagnia dell’impareggiabile zia Ninì, coccolata da Maria e Francesca
      Ora, mi raccomando, cara zia, tieniti forte: continua a sorridere, a leggere, a tenerti informata, ad ascoltare i TG (sebbene la zia Ninì brontoli per il volume elevato della televisione), a chiedere con premura notizie aggiornate dello stuolo di pronipotini/e, a curare le amate piantine, ad abbrustolire le mandorle nel tuo modo speciale, a dispensare insegnamenti e consigli (“attenzione alle correnti d’aria”… “copritevi che c’è freschetto”… “state attenti”…”forza: bisogna andare con coraggio”).
      E speriamo che tu possa ancora per tanto tempo continuare a darci lezioni di vita, all’insegna della tua fede incrollabile, della tua saggezza, del tuo perenne buonumore.
       Grazie di esserci, e un brindisi speciale ai 101 anni splendidamente portati.









mercoledì 21 ottobre 2020

I rapporti umani

        […] E adesso siamo veramente adulti, pensiamo, e ci sentiamo stupiti che essere adulti sia questo, non davvero tutto quello che da ragazzi avevamo creduto […]. Siamo adulti perché abbiamo alle spalle la presenza muta delle persone morte, a cui chiediamo un giudizio sul nostro comportamento attuale, a cui chiediamo perdono delle passate offese: vorremmo strappare dal nostro passato tante nostre parole crudeli, tanti gesti crudeli che abbiamo compiuto quando pure temevamo la morte ma non sapevamo, non avevamo capito com'era irreparabile, senza rimedio la morte: siamo adulti per tutte le mute risposte, per tutto il muto perdono dei morti che portiamo dentro di noi.
      Siamo adulti per quel breve momento che un giorno ci è toccato di vivere, quando abbiamo guardato come per l'ultima volta tutte le cose della terra, e abbiamo rinunciato a possederle, le abbiamo restituite alla volontà di Dio: e d'un tratto le cose della terra ci sono apparse al loro giusto posto sotto il cielo, e così anche gli esseri umani, e noi stessi sospesi a guardare dall'unico posto giusto che ci sia dato: esseri umani, cose e memorie, tutto ci è apparso al suo posto giusto sotto il cielo. In quel breve momento abbiamo trovato un equilibrio alla nostra vita oscillante: e ci sembra che potremo sempre ritrovare quel momento segreto, ricercare là le parole per il nostro mestiere, le nostre parole per il prossimo; guardare il prossimo con uno sguardo sempre giusto e libero, non lo sguardo timoroso o sprezzante di chi sempre si chiede, in presenza del prossimo, se sarà suo padrone o suo servo. Noi tutta la vita non abbiamo saputo essere che padroni o servi: ma in quel nostro momento segreto, in quel momento di pieno equilibrio, abbiamo saputo che non c'è vera padronanza né vera servitù sulla terra.
       Così adesso, tornando a quel nostro momento segreto, cercheremo negli altri se già è toccato loro di vivere un momento identico, o se ancora ne sono lontani: è questo che importa sapere. Nella vita d'un essere umano, è il momento più alto: ed è necessario che stiamo con gli altri tenendo gli occhi al momento più alto del loro destino.[…] 
      E la storia dei rapporti umani non è mai finita in noi: perché a poco a poco succede che ci diventano fin troppo facili, fin troppo naturali e spontanei i rapporti umani: così spontanei, così senza fatica che non sono più ricchezza, né scoperta, né scelta: sono solo abitudine e compiacimento, ubriacamento di naturalezza. Noi crediamo sempre di poter tornare a quel nostro momento segreto, di poter sempre attingerci giuste parole: ma non è vero che ci possiamo sempre tornare, tante volte i nostri sono falsi ritorni: accendiamo di falsa luce i nostri occhi, simuliamo sollecitudine e calore al prossimo e siamo in realtà di nuovo contratti, rannicchiati e gelati sul buio del nostro cuore. I rapporti umani si devono riscoprire e re-inventare ogni giorno. Ci dobbiamo sempre ricordare che ogni specie d'incontro col prossimo, è un'azione umana e dunque è sempre male o bene, verità o menzogna, carità o peccato.  
       Noi siamo ora così adulti, che i nostri figli adolescenti già prendono a guardarci con occhi di pietra: ne soffriamo, pur sapendo bene che cos'è quello sguardo: pur ricordando bene d'avere avuto un identico sguardo. Ne soffriamo e ci lamentiamo, bisbigliamo domande sospettose, pur sapendo ormai così bene come si svolge la lunga catena dei rapporti umani, la sua lunga parabola necessaria, tutta la lunga strada che ci tocca percorrere per arrivare ad avere un po’ di misericordia.

Natalia Ginzburg, dal libro “Le piccole virtù”: I rapporti umani 

domenica 18 ottobre 2020

"Cos'è la mafia?": come parlarne ai ragazzi

    Palermo – Oltre che su salute, socialità ed economia, la pandemia da Covid 19 sta causando effetti collaterali negativi, seppure meno visibili, in altri settori. A scuola, ad esempio, è necessario dare priorità a misure organizzative, di controllo igienico-sanitario e ai contenuti didattici ordinari, in sofferenza durante il lock-down. Così, nell’emergenza attuale, per molti docenti può risultare difficile occuparsi di educazione alla pace, alla nonviolenza, di educazione antimafia e alla legalità: temi cruciali per la formazione degli alunni e costitutivi per l’educazione civica, disciplina per fortuna quest’anno ‘resuscitata’. Nella speranza di poter tornare presto alla normale agenda educativa, per spiegare agli alunni dai dieci ai quattordici/quindici anni che cosa è la mafia e come è possibile contrastarla, ottimo ausilio è il libretto Cos’è la mafia? (Buk Buk Trapani, 2020, €12,90) di Adriana Saieva, che... (continua su: il Punto Quotidiano)

Maria D'Asaro, 18.10.2020, il Punto Quotidiano

venerdì 16 ottobre 2020

Quello che deve starci a cuore...

       Quello che deve starci a cuore, nell'educazione, è che nei nostri figli non venga mai meno l'amore alla vita. […]
      E che cos'è la vocazione d'un essere umano, se non la più alta espressione del suo amore per la vita? Noi dobbiamo allora aspettare, accanto a lui, che la sua vocazione si svegli, e prenda corpo. Il suo atteggiamento può assomigliare a quello della talpa o della lucertola, che se ne sta immobile, fingendosi morta: ma in realtà fiuta e spia la traccia dell'insetto, sul quale si getterà con un balzo. Accanto a lui, ma in silenzio e un poco in disparte, noi dobbiamo aspettare lo scatto del suo spirito. 
      Non dobbiamo pretendere nulla: non dobbiamo chiedere o sperare che sia un genio, un artista, un eroe o un santo; eppure dobbiamo essere disposti a tutto; la nostra attesa e la nostra pazienza deve contenere la possibilità del più alto e del più modesto destino. […]
     Una vocazione è l'unica vera salute e ricchezza dell'uomo. Quali possibilità abbiamo noi di svegliare e stimolare, nei nostri figli, la nascita e lo sviluppo d'una vocazione? Non ne abbiamo molte: e tuttavia ne abbiamo forse qualcuna. La nascita e lo sviluppo d'una vocazione richiede spazio: spazio e silenzio: il libero silenzio dello spazio. Il rapporto che intercorre fra noi e i nostri figli, dev'essere uno scambio vivo di pensieri e di sentimenti, e tuttavia deve comprendere anche profonde zone di silenzio; dev'essere un rapporto intimo, e tuttavia non mescolarsi violentemente alla loro intimità; dev'essere un giusto equilibrio fra silenzio e parole. 
         Noi dobbiamo essere importanti, per i nostri figli, e tuttavia non troppo importanti: dobbiamo piacergli un poco, e tuttavia non piacergli troppo: perché non gli salti in testa di diventare identici a noi, di copiarci nel mestiere che facciamo, di cercare, nei compagni che si scelgono per la vita, la nostra immagine. […]
   E dobbiamo essere là per soccorso, se un soccorso sia necessario; essi debbono sapere che non ci appartengono, ma noi sì apparteniamo a loro, sempre disponibili, presenti nella stanza vicina, pronti a rispondere come sappiamo ad ogni interrogazione possibile, ad ogni richiesta. 
     E se abbiamo una vocazione noi stessi, se non l'abbiamo tradita, se abbiamo continuato attraverso gli anni ad amarla, a servirla con passione, possiamo tener lontano dal nostro cuore, nell'amore che portiamo ai nostri figli, il senso della proprietà. 
      Se invece una vocazione non l'abbiamo, o se l'abbiamo abbandonata e tradita, per cinismo o per paura di vivere, o per un malinteso amor paterno, o per qualche piccola virtù che si è installata in noi, allora ci aggrappiamo ai nostri figli come un naufrago al tronco dell'albero, pretendiamo vivacemente da loro che ci restituiscano tutto quanto gli abbiamo dato, che siano assolutamente e senza scampo quali noi li vogliamo, che ottengano dalla vita tutto quanto a noi è mancato; finiamo col chiedere a loro tutto quanto può darci soltanto la nostra vocazione stessa: vogliamo che siano in tutto opera nostra, come se, per averli una volta procreati, potessimo continuare a procrearli lungo la vita intera. Vogliamo che siano in tutto opera nostra, come se si trattasse non di esseri umani, ma di opera dello spirito. 
      Ma se abbiamo noi stessi una vocazione, se non l'abbiamo rinnegata e tradita, allora possiamo lasciarli germogliare quietamente fuori di noi, circondati dell'ombra e dello spazio che richiede il germoglio d'una vocazione, il germoglio d'un essere. Questa è forse l'unica reale possibilità che abbiamo di riuscir loro di qualche aiuto nella ricerca di una vocazione, avere una vocazione noi stessi, conoscerla, amarla e servirla con passione: perché l'amore alla vita genera amore alla vita.

Natalia Ginzburg: dal libro “Le piccole virtù”.


mercoledì 14 ottobre 2020

La mafia spiegata ai ragazzi...

         E’ stato presentato oggi a Palermo, nello spazio inter-etnico “Moltivolti, il libro di Adriana Saieva, illustrato da Roberta Santi:  Cos’è la mafia? Tre giovani in cerca di risposte (Edizioni Buk Buk, Trapani 2020, pp. 112, euro 12,90)

Con l’autrice hanno dialogato Anna Bucca e Fausto Melluso (ARCI - Palermo)

Fausto Melluso: “Uno dei tanti pregi di questo testo è che si rivolge a un target chiaro: ragazzini e adolescenti […] Prendiamo atto purtroppo che non siamo ancora riusciti in questa città a costruire una coscienza civica che vada oltre il tabù della mafia. Questo libretto didattico, col suo felice escamotage narrativo, è capace di fornire alle agenzie educative gli strumenti per collegare l’impegno antimafia all’educazione alla cittadinanza attiva.

Anna Bucca: “Sono contenta di presentare questo libro in un territorio dove l’ARCI vuole essere presente con gli strumenti della cultura e dell’intercultura. Ogni lavoro educativo e associativo o si radica in un territorio o non va da nessuna parte …

Cos’è la mafia è un percorso di educazione alla cittadinanza a tutto tondo, che smonta con gentilezza pregiudizi e atteggiamenti sbagliati; un testo capace di spiegare contenuti seri e importanti utilizzando il linguaggio degli adolescenti. Attraverso il vissuto quotidiano di alcuni ragazzi si offrono contenuti importanti con intelligenza e grazia”.

(Tra qualche giorno, la mia recensione)





lunedì 12 ottobre 2020

Scheletro di dinosauro



     Ha battuto ogni record, lo scheletro di Stan - 188 ossa, altezza 12 metri, lunghezza 4 metri, coda compresa - un Tyrannosaurus Rex vissuto sulla terra 66 milioni di anni fa.
     Il suo scheletro quasi perfetto è stato venduto per 31,8 milioni di dollari a un'asta da Christie' s, a New York, il 6 ottobre scorso. Sinora nessun fossile di dinosauro è arrivato a valere tanto.






Scheletro di dinosauro

Diletti Fratelli,
ecco un esempio di proporzioni sbagliate:
di fronte a noi si erge uno scheletro di dinosauro -

Cari Amici,
a sinistra la coda verso un infinito,
a destra il collo verso un altro -

Egregi Compagni,
nel mezzo quattro zampe che affondarono nella melma
sotto il dosso del tronco -

Gentili Cittadini,
la natura non sbaglia, ma ama gli scherzi:
vogliate notare questa ridicola testolina -

Signore, Signori,
una testolina così nulla poteva prevedere,
e per questo è la testolina di un rettile estinto -

Rispettabili Convenuti,
un cervello troppo piccolo, un appetito troppo grande,
più stupido sonno che assennato timore -

Illustri Ospiti,
in questo senso noi siamo assai più in forma,
la vita è bella e la terra ci appartiene -

Esimi Delegati,
il cielo stellato sopra la canna pensante,
la legge morale dentro di lei -

Onorevole Commissione.
è andata bene una volta
e forse soltanto sotto quest'unico sole -

Altissimo Consiglio,
che mani abili,
che labbra eloquenti,
quanta testa sulle spalle -

Suprema Corte,
che responsabilità al posto di una coda –


Wislawa Szymborska: La gioia di scrivere – Traduzione di Pietro Marchesani

domenica 11 ottobre 2020

Dalla Sicilia la sfida del Giro al Covid 19

  Palermo – Il 103° Giro d’Italia, programmato per il 9 maggio e poi rimandato a causa del Covid-19, ha preso il via sabato 3 ottobre dalla Sicilia, con la prima tappa a cronometro da Monreale a Palermo.  
      Il percorso di 15,1 km - caratterizzato dal passaggio vicino ai capolavori siciliani dell’arte arabo-normanna, dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità – si è concluso in viale della Libertà a Palermo, con la vittoria del piemontese Filippo Ganna, prima maglia rosa del Giro, che ha tagliato il traguardo in 15 minuti e 24 secondi. La tappa, (continua su: il Punto Quotidiano)

Maria D'Asaro, 11.10.2020, il Punto Quotidiano