lunedì 26 giugno 2017

Per Alessandro

Dedicato a un ex alunno della mia scuola, morto a 16 anni, dopo un lungo calvario.
Un abbraccio speciale a Gabriella, splendida Madre coraggio.

Berthe Morisot, La culla (1872)






Battito
Di ciglia
La tua presenza:
Dolente fessura di vita.
Alessandro.                            

venerdì 23 giugno 2017

Scuola: un club di nonne

           Per l’aumento dell’età pensionabile, l’età media dei dipendenti pubblici italiani è passata dai 43,5 anni del 2001 ai 49,2 del 2014. L’età media più alta, quasi 51 anni, si registra nella scuola, che ha i docenti più vecchi d’Europa: secondo dati OCSE, nella primaria il 57% delle maestre ha già 50 anni e il 13% più di 60.  Il dott. Vittorio Lodolo D’Oria, autore di studi sul burnout dei docenti, afferma che tenere in servizio insegnanti sempre più vecchi farà aumentare il loro stress a scapito della qualità dell’offerta formativa: "La grande differenza tra la professione del docente e gli altri lavori è nella tipologia del rapporto con l’utenza (…). E’ la natura stessa del rapporto tra adulto e minore che crea conflitti; e gestirli in età avanzata diventa sempre più problematico”. Caro Governo, per favore, consenti alle tante docenti nonne di rendersi diversamente utili curando a casa i nipotini! 

                                                                         Maria D’Asaro, “100NOVE” n.25 del 22.6.2017 

mercoledì 21 giugno 2017

Fuoco ... su Camicette bianche

Grenfell Tower, Londra: un incendio in un grattacielo di 24 piani, divampato nella notte tra il 13 e il 14 giugno 2017, uccide 121 persone (43 vittime accertate, 78 dispersi: (fonte:wikipedia).

Tra sabato 17 e domenica 18 giugno un enorme incendio, causato forse accidentalmente da un fulmine, devasta il Portogallo, a 200 km. da Lisbona: tra 60 e 70  le vittime del rogo.

A proposito di incendi, ecco un primo assaggio del saggio di Ester Rizzo, Camicette bianche (Navarra Editore, Marsala, Riediz. 2016, €10)

"Le origini della “Giornata Internazionale della donna” sono controverse e per tanti anni si è attribuita la ricorrenza a un incendio scoppiato nel 1908 nella fabbrica “Cotton” di New York (…). Oggi è stato provato che non è mai esistita né la fabbrica “Cotton” né di conseguenza quell’incendio. L’8 marzo è in realtà una data convenzionale che ricorda vari eventi tutti collegati alle lotte per l’emancipazione delle donne (…).
Tra questi eventi, vera e documentata è la storia delle 129 operaie morte nel rogo della Triangle Shirtwaist Company di New York, il 25 marzo 1911. 
Da questo evento tragico inizia la mia ricerca, per dare soprattutto voce e anima a quelle vittime. Le loro piccole storie s’intrecciano alle storie più grandi dell’emigrazione e delle lotte per le conquiste dei diritti dei lavoratori. (…)
Camicette bianche è soprattutto la storia di queste donne migranti di un secolo fa, e ricostruire  le loro identità, le loro origini, i loro nuclei familiari, è stato il mio obiettivo primario. (pag.9)
(…)
Non erano balle preziose di stoffa quelle che i passanti videro volare dall’Asch Building.
Erano i corpi delle operaie della Triangle Shirtwaist Company.
Cadevano giù a decine, alcune con i vestiti e i capelli in fiamme.
Dissero che somigliavano alle comete.
Ma non erano certamente nate sotto una buona  le centoventinove giovani donne che persero la vita in quello che ancora oggi è il peggiore incendio scoppiato in una fabbrica nella storia dell’America capitalista."  (pag.13)

domenica 18 giugno 2017

Gusta




Gusta
Ogni goccia
Con nuova gratitudine:
Vivere ti sarà lieve.
Sorridi.                              

venerdì 16 giugno 2017

Come sta, sig.Gange?

        Con sentenza della Corte suprema dello stato dell’Uttarakhand, il Gange e l’affluente Yamuna, fra i fiumi più inquinati del pianeta, avranno lo status «di personalità giuridica»: se qualcuno li danneggia, sarà punito come se avesse ferito o ucciso un essere umano. Spostiamoci dai fiumi sacri dell’India all’Italia: il rapporto Censis 2016 ci dice che nel 2015, nel territorio nazionale, si sono verificati ben 5.442 incendi, che hanno colpito 41.511 ettari; molti di questi in Sicilia, con danni ingenti per la vegetazione dell’isola. E se conferissimo anche ai nostri alberi la personalità giuridica, raddoppiando la pena per chi li danneggia? La giurista Valérie Cabanes si batte da anni  per il riconoscimento di diritti agli elementi della natura perché la si possa “difendere” meglio quando si tratta di predazione o di catastrofe ambientale. “Solo così - afferma la giurista – possiamo preservare i diritti delle generazioni future sulla natura e (…) sulla vita”.

                                                                          Maria D’Asaro, “100NOVE” n.24 del 15.6.2017 


mercoledì 14 giugno 2017

Io a Rosy voglio bene ...

Non ho mai fatto mistero della simpatia che nutro per Rosy Bindi.
Riporto di seguito un post di Nando Dalla Chiesa che parla di lei, del sig. Salvatore Riina e del prof. Paolo Giaccone, la cui memoria non dovremo mai stancarci di onorare.

"Rosy Bindi ha fatto l’unica cosa che una autorità dovesse fare di fronte alle teorie in libertà sulle condizioni di Totò Riina. Senza annunciarsi con fragor di trombe e telegiornali è andata a vedere sul posto a Parma, portandosi i due vicepresidenti della Commissione parlamentare antimafia. 
Così ha scoperto che Riina non è affatto sepolto in carcere ma viene curato fuori in strutture ospedaliere specializzate. Che è su sedia a rotelle ma autonomo nelle altre funzioni, lucido e in grado di intendere e volere. E ha ribadito che non esiste legge che preveda per alcun ergastolano il diritto di trascorrere l’ultima parte della vita fuori dal carcere. Tanto meno se è ancora il capo di Cosa Nostra. Davvero il diritto vola dove vuole lui, e si fa grande dipingendo realtà inesistenti… 
E a proposito di perizie, e di rapporti tra mafia, giustizia e medicina, vi racconto qui sotto una storia istruttiva, quella del medico palermitano Paolo Giaccone. 
Leggetela….
Dott. Prof. Paolo Giaccone


Attenzione, questa è una favola vera. C’era una volta un signore che in gioventù aveva pensato di dedicare la propria vita a un nobile ideale. Si era interrogato se fare il missionario in continenti lontani o il maestro in paesi di montagna o il difensore della legge in mezzo ai prepotenti. Aveva scelto invece di fare il medico ... (da qui).

lunedì 12 giugno 2017

Titani





Vite
A metà
Il nostro destino
Ma non la meta.

Titani.

domenica 11 giugno 2017

Una compostiera ci salverà

     Il dott. Luigi Pasotti, agronomo, dirigente presso la Regione Siciliana all’Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari, tempo fa, in un suo intervento presso la Comunità dell’Arca di Belpasso, ha affermato una verità semplice e immediata: la prima azione da fare per diminuire la quantità dei rifiuti è separare gli scarti vegetali, il cosiddetto ”umido”, dal resto. Infatti, gli scarti di frutta e verdura – che costituiscono circa il 30% di tutti i rifiuti – aumentano in discarica la produzione di “percolato” (acqua di rifiuto inquinata), mentre la componente umida non ne consiglia il conferimento in un inceneritore. Il rifiuto organico va riportato nei campi. Chiediamo dunque al prossimo Sindaco di Palermo di promuovere subito la raccolta differenziata dell’umido in tutta la città, raccolta che adesso purtroppo è avviata solo in alcuni quartieri. Una compostiera in ogni condominio: ci salverà dall’emergenza rifiuti e restituirà alla Terra quello che lei ci ha generosamente donato.
                                                                           Maria D’Asaro, “100NOVE” n.23 dell’8.6.2017

giovedì 8 giugno 2017

Sicilia: terra d'a-mare ... con filosofia

Castellammare del Golfo, 1-4 giugno 2017: 4° festival di "filosofia d'-amare".






Augusto Cavadi  lo ha magistralmente riassunto qui, nel suo blog.













Ecco una sintesi della felice narrazione cavadiana, corredata da mie foto e da un video:

"La Quarta edizione della Filosofia d’a-Mare a Castellammare del Golfo dal 1 al 4 giugno (...) è andata bene, anzi benissimo. Addirittura meglio dell’anno scorso e la soddisfazione espressa da tantissimi partecipanti mi ha reso felice. (...)


Il “buongiorno” si è visto già al “mattino”, anzi – per essere precisi – al tramonto: la passeggiata filosofica inaugurale delle 18,30 del primo giorno ha ancora una volta attestato il miracolo della fioritura di tanti bei pensieri socializzati da uomini e donne che non sono del mestiere e che spesso non sono neppure inclini a intervenire in pubblico. Avevo, in pochi minuti, suggerito di meditare sul mare (che si stendeva, calmo e luminoso, ai nostri piedi nella piazzetta antistante l’hotel): e ben presto nelle due soste successive i semini gettati hanno suscitato un’abbondante raccolta di considerazione sul tema.


Il giorno dopo si sono svolti tre laboratori di con-filosofia.

Giorgio Gagliano ha condotto un seminario assai suggestivo sulla teoria platonica del Bello assoluto (…): una teoria che, a suo parere, consente di leggere in profondità il film di Sorrentino su “La grande bellezza”. Luigi Lombardi Vallauri ha esposto, col rigore intellettuale e la verve umoristica ben noti, le sue tesi “animalistiche”, illustrando con efficacia le ragioni etiche per un rispetto dei nostri fratellini senzienti minori che possa arrivare alla scelta del vegetarianesimo o, addirittura, del veganesimo. Un interesse straordinario ha poi suscitato la riflessione di Orlando Franceschelli sulla spiritualità, sobria ma ben solida, di un ateo o piuttosto (come ha preferito autodefinirsi in positivo) di un “naturalista” che ritiene di avere una interpretazione “plausibile” (se non “vera” del mondo) e di essere disposto a dialogare con chiunque sia portatore di visioni-del-mondo altrettanto “plausibili” (cioè non in contrasto con le certezze scientifiche e costruite con una coerenza logica minimale).

Giorgio Gagliano già la sera stessa di venerdì 2 ha tenuto una conversazione su J. S. Bach al Teatro comunale di Castellammare, conversazione preceduta e seguita da sue esecuzioni musicali davvero toccanti sia con il pianoforte che con il violino.


video



Un’altra assemblea plenaria (…) nella splendida cornice del castello normanno che dà il nome alla città che ci ha ospitato), è stata convocata per sperimentare un’altra ‘pratica’ filosofica: la “disputa a due”, il confronto dialettico.  Tema del “contendere”: cosa rende simili, e cosa irriducibilmente dissimili, il mestiere dello psicoterapeuta dal mestiere del consulente filosofico. Marta Mancini (attuale presidente nazionale di “Phronesis”) è stata molto brava nel marcare il territorio della consulenza filosofica diradando ogni equivoco su presunti intenti terapeutici: il filosofo non fa diagnosi e tanto meno prescrive cure, ma si offre come specchio per chi voglia dialogare con qualcuno che lo aiuti a riflettere da altri punti di vista sui grovigli esistenziali che sta (eventualmente) attraversando. Ma Pippo La Face non è stato meno bravo nel de-costruire l’immagine diffusa (e non sempre  a torto) dello psicologo come “a metà fra lo sciamano e l’ortopedico”, rivendicando per la sua professione uno sguardo olistico che non trascuri il contesto socio-culturale nel quale in paziente si trova a vivere e a soffrire.



Luigi Lombardi ha allargato lo sguardo meditativo dal regno animale al paesaggio marino nel corso della meditazione prevista il mattino dopo;


Una meditazione in contemporanea con la meditazione di Orlando Franceschelli (a partire da “La ginestra” di Giacomo Leopardi) nella quale egli ha potuto per così dire esemplificare in una testimonianza storico-esistenziale ciò che può essere la spiritualità di un “laico “.


Davide Miccione ha tenuto, in plenaria, una davvero brillante conversazione su che cosa sta succedendo (…) in molti filoni della filosofia contemporanea. A partire dal suo denso “Ascetica da tavolo. Pensare dopo la svolta pratica” (Ipoc, Milano), egli ha mostrato le ragioni per cui va maturando un’insofferenza crescente non verso il modo accademico di fare filosofia (che è pur un modo necessario e legittimo), ma verso la pretesa accademica di avere il monopolio esclusivo del modo di fare filosofia. Molto in sintesi, Miccione ha evidenziato il passaggio dalla filosofia (come sostantivo che segna orti privati gelosamente circoscritti) al filosofare (come verbo, come processo, che indica un movimento rispetto a cui tutti e tutte, indipendentemente dalla nostra collocazione sociale e professionale, siamo titolari di diritti e di doveri).

Domenica 4 la maggior parte degli iscritti si è concessa una gita molto bella (…) alla Riserva naturale dello Zingaro.







Con ammirevole coraggio, dopo sette ore di sole e di mare, i nostri eroi hanno avuto la forza di partecipare alla tavola rotonda che ha concluso – potremmo dire a meraviglia – questo festival. Come ha ben spiegato nell’introduzione Francesco Seminara, leader del “Gruppo noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”, ci si proponeva di analizzare la violenza sulle donne da angolazioni disciplinari differenti per averne un quadro descrittivo e interpretativo quanto meno incompleto possibile. Ha iniziato Stefano Ciccone, fondatore del movimento nazionale “Maschile plurale”, che – riprendendo in parte i temi da lui esposti magistralmente nella conferenza tenuta nel Castello al secondo giorno del Festival  sulla possibilità di essere maschi senza essere maschilisti – ha mostrato con grande efficacia la necessità di risalire dagli episodi di cronaca quotidiana ai “modelli culturali” (condivisi da tutti e da tutte, non solo dagli uomini maltrattanti) secondo i quali il maschio è tale in quanto protegge, e per ciò stesso controlla e domina, la donna. 


Con la lectio magistralis di venerdì che nella tavola rotonda di domenica Stefano ha avuto la possibilità di offrire non solo una splendida testimonianza di vita ma anche una sintesi fluida e fruibile del suo importante (anche se per molti lettori troppo impegnativo) volume “Essere maschi tra potere e libertà”.                                                                                          Augusto Cavadi

(A seguire,  ottimi spunti di riflessione di Chiara Zanella, Aurora Mineo, Augusto Cavadi, Giuseppe Burgio. Ricordo che la sintesi del convegno è tratta dal blog del prof. Cavadi dove può essere letta per intero).



lunedì 5 giugno 2017

Panormus







Fragranza
di zagara:
espandi, addolcisci, rallegri
il respiro dell’anima.
Panormus.                                          

venerdì 2 giugno 2017

Cultura batte calcio 2 a 0


Chiesa di San Cataldo - Palermo

La squadra di calcio del Palermo, la cui proprietà è passata dal padron Maurizio Zamparini al gruppo Integritas Capital di Paul Baccaglini, è retrocessa in serie B già il 7 maggio scorso, dopo una stagione deludente per errori tattici e di mercato. Che dire? I tifosi se ne faranno una ragione. Ma, per fortuna, alla retrocessione calcistica si accompagna l’ascesa del capoluogo su un podio diverso e prestigioso: la città infatti è stata designata per il 2018 capitale italiana della cultura. Titolo che segue la proclamazione nel 2015, da parte dell’Unesco, del complesso monumentale arabo-normanno di Palermo, con le cattedrali di Cefalù e Monreale, a patrimonio dell’umanità. Si spera allora che nuovo Consiglio comunale, Sindaco e Giunta in testa, insieme a imprenditori e operatori culturali, siano capaci di cogliere le opportunità delle meritate investiture. Dipenderà comunque da tutti i palermitani trasformare quest’evento nell’inizio del rinascimento civile e politico della città.
Maria D’Asaro, “100NOVE” n.22 dell’1.6.2017


lunedì 29 maggio 2017

Donna al volante …

     
      Dati Istat ci dicono che nel 2015 sulle strade italiane ci sono stati 3.149 morti e 246.050 feriti e che distrazione, uso del cellulare e eccessiva velocità sono le più frequenti cause di incidenti. Anche se le donne guidano meno degli uomini, più in città e poche utilizzano mezzi pesanti, disaggregando i dati per sesso, comunque le donne al volante provocano meno incidenti degli uomini: infatti, secondo una ricerca condotta dalla compagnia di assicurazioni Direct Line, il 60% delle automobiliste non è mai rimasto coinvolto in incidenti. Inoltre, secondo dati del 2011, le donne pirata sono appena il 10,4% del totale: su 550 pirati della strada, si contano solo 57 donne. Eppure a Palermo a una donna che guida vengono spesso indirizzati risolini sarcastici, clacson di troppo e magari anche pesanti improperi. Quanto ci metterà l’immaginario collettivo a convertire l’ormai logoro vecchio proverbio, nel nuovo “Donna al volante, sicurezza costante”?!



                                                                             Maria D’Asaro,  “100NOVE” n.21 del 25.5.2017

sabato 27 maggio 2017

Buon compleanno Irene!

Buon compleanno a una figlia speciale!







Buona, brava e bella.











E anche:

Allegra
Ballerina
Curiosa
Determinata
Elegante
Fedele
Generosa
Hermosa
Imbattibile
Luminosa
Mammina!
Nutellosa
Operosa
Passionale
Quadrata
Rompiscatole
Smart!
Teologa
Umami
Veloce
Zelante

giovedì 25 maggio 2017

Melania? Ivanka? Meglio Antigone ...



    Durante la visita ufficiale a Roma di suo marito, il presidente degli USA Donald Trump, Melania Trump fa visita ai malati all’Ospedale Bambin Gesù e disegna con i bimbi nella ludoteca.

Intanto negli USA:

Trend dei trasferimenti internazionali di armi
19 aprile 2010 - Rossana De Simone - Fonte: Sipri - 19 aprile 2010
THE SIPRI TOP 100 ARMS-PRODUCING COMPANIES 2008 
Lista delle principali 100 aziende produttrici di armi.
Con le vendite di armi che raggiungono 32.4 miliardi di dollari nel 2008, BAE diviene la prima azienda produttrice di armi al mondo. Nel 2008 le più grandi aziende di produzione hanno raggiunto 385 miliardi di dollari, un aumento di 39 miliardi di dollari rispetto 2007. Tre volte in più dell'aiuto per lo sviluppo totale dei paesi dell'OCSE nel 2008 (120 miliardi di dollari). Le vendite dei sistemi BAE sono raddoppiate (da $7 miliardi - $12 miliardi) in gran parte dovute alle vendite al governo degli Stati Uniti (veicoli MRAP) per le guerre in Afghanistan e in Irak.
(...)



(...) Gli USA rimangono il più grande esportatore del mondo di apparecchiature militari con il 30 per cento delle esportazioni di armi globali per il periodo 2005-2009. Durante questo periodo, il 39 per cento delle consegne degli Stati Uniti sono andate in Asia ed Oceania e il 36 per cento a Medio Oriente. Le consegne dei velivoli da combattimento durante il 2005-2009 hanno rappresentato il 39 per cento del volume di consegne degli Stati Uniti (fra le armi convenzionali importanti), e il 40 per cento delle consegne russe.
Prime cinque nazioni esportatrici e relative nazioni acquirenti
United States 30 South Korea (14%) Israel (11%) UAE (11%) 
Russia 23 China (35%) India (24%) Algeria (11%) 
Germany 11 Turkey (14%) Greece (13%) South Africa (12%) 
France 8 UAE (25%) Singapore (21%) Greece (12%) 
United Kingdom 4 United States (23%) India (15%) Saudi Arabia (10%). (da peacelink)

Tra gli altri, Donald Trump incontra Papa Francesco; il papa gli regala l'ulivo della pace e l'enciclica sull'ambiente
"Le emissioni di anidride carbonica? Non incidono sul cambiamento climatico".  Che Scott Pruitt, il nuovo capo della Environmental Protection Agency (Epa, l'agenzia federale per l'ambiente), fosse uno 'scettico' sulle tematiche ambientaliste era risaputo, Donald Trump lo aveva scelto proprio per questo. Nessuno si aspettava però una dichiarazione pubblica come quella fatta giovedì (su un canale della Nbc) che nega la convinzione praticamente unanime della comunità scientifica mondiale.  
  "Credo che misurare con precisione l'impatto dell'attività degli uomini sul clima sia qualcosa di molto difficile. Sul livello di questo impatto mi sembra che esista un immenso disaccordo, io direi che le emissioni di CO2 non incidono, non sono d'accordo che si tratti di un fattore primario nel riscaldamento globale". Scott Pruitt non è uno scienziato, è un avvocato di 48 anni che ha fatto carriera politica in Oklahoma (di cui è stato anche Attorney General) grazie alle sue battaglie contro l'aborto, i matrimoni gay, la riforma sanitaria di Obama e soprattutto contro le 'regole' ambientali ). (da: La Repubblica)



Le donne partoriscono, curano i bambini.
Gli uomini producono armi, si ammazzano tra di loro, se è il caso ammazzano anche i bambini  e avvelenano il pianeta. Alcuni uomini religiosi pregano altri uomini di non fare la guerra. Ma tanto le guerre si fanno lo stesso.
A che gioco giochiamo?
                                      Ivanka (figlia di TrumpI e Melania, in udienza dal papa

Care Melania e Ivanka, siete poco utili ai bambini e alla società. Servono donne come Antigone ... :

La storia di Antigone, protagonista dell’omonima tragedia di Sofocle, è nota: Antigone, contravvenendo alla volontà di Creonte, re di Tebe, dà sepoltura al cadavere del fratello Polinice. (...). Su Antigone, emblema del coraggio e della necessità di ribellarsi alle leggi ingiuste e inumane, hanno scritto autori del calibro di Brecht, poeti come Mario Luzi, stimati giuristi contemporanei come Gustavo Zagrebelsky. (...) Il contributo originale del saggio di Giovanni Salonia  La Grazia dell’Audacia (...) consiste (...) nell’analizzarne cioè la vicenda anche con le lenti della Psicologia della Gestalt. Sin dalle sue origini, con Paul Goodman la Gestalt Therapy ci invita a rifiutare ogni potere tronfio e arbitrario, perchè l’autorità esercitata al di fuori delle relazioni è fonte di infelicità e smarrimento. Infatti, come sottolinea nella prefazione Antonio Sichera: “Solo se condivisa e costituita nel contatto, l’autorità esercita un potere riconosciuto e liberante”. La Gestalt Therapy, continua Sichera, si oppone “ad una configurazione della politica (…) quale mondo vitale in cui si imponga la legge del più forte e la creatività sia colpevolmente conculcata”; ”a un fondamento del potere (…)che fa dell’altro un territorio di conquista e lo deforma, lo blocca fino a ridurlo ad una cosa inerte, privandolo cioè del moto della vita e dell’anima vivificante”.
In quest’ottica, nelle pagine intense e vibranti dedicate alla vicenda di Antigone (...) lo psicoterapeuta Giovanni Salonia (...) ci offre intuizioni preziose per fondare una società finalizzata alla realizzazione e custodia dell’ordo amoris. L’autore si chiede intanto se la hybris di Creonte, la sua arroganza cieca e ostinata, non sia anche un problema di genere: citando Hanna Arendt e Adriana Cavarero, ribadisce che “la comunità ha bisogno della donna per una polis nella quale sia affermato il carattere relazionale dell’esistere, del con-vivere; poiché “la separazione fra donna/casa e maschio/città, nella storia e nel pensiero occidentale, si è declinata come demarcazione tra la donna che dà la vita e il maschio che genera morte”. Allora la straordinaria modernità di Antigone “sta nell’aver compiuto il passo dalla casa alla città”:  perché, come Sofocle aveva intuito, una società senza donne “è come un corpo senza utero, incapace di accogliere la vita e quindi orientato verso la morte e la barbarie” (...).
 Salonia offre dunque la chiave per affrontare radicalmente la questione femminile (e maschile!) e, suggerendo un’autentica e feconda comunione tra ‘registri’ maschili e femminili, ci fa sognare un futuro diverso, più luminoso e creativo, caratterizzato dalla presenza paritaria di uomini e donne nell’oikos e nella polis: “Si tratta (…) di cambiare radicalmente le forme del vivere insieme tra donna e uomo nella città e nella casa: si tratta di avviarsi verso un reciproco, rispettoso, costitutivo e interessato ascolto dell’altro.” (...).
Allora, conclude profeticamente Salonia:L’ordo amoris richiede di ripensare la donna nella città e l’uomo nella casa. Quando la città, le civiltà saranno pensate (…) al ‘femminile-maschile’ scopriremo possibilità inedite di risposta alle domande della polis: come coniugare gli interessi degli uni con quelli degli altri? E’ ovvio che questo richiede che la presenza della donna non sia episodica o aggiuntiva, ma venga percepita come costitutiva del pensiero politico.” Perchè“non è la donna ad avere bisogno di andare nella polis per realizzare pienamente se stessa, ma è la polis che ha necessità della donna per diventare (più) umana.” 
(recensione pubblicata su: Centonove del 21.04.2016.)  

                                                                                                             


martedì 23 maggio 2017

Palermo: libri e panelle


      Nello scorso mese di Aprile, a Palermo si sono svolte due iniziative - la prima gastronomica, la seconda culturale - in via Roma e via Vittorio Emanuele: in via Roma, lo “Street Food”, il Festival internazionale del cibo di strada; mentre via Vittorio Emanuele, asse viario più antico della città, conosciuta anche come “Il Cassaro” (dall’arabo, via fortificata) ha ospitato la seconda edizione de "La via dei librai”, con più di 70 eventi culturali, grazie alla sinergia di librai, editori, scuole, università, biblioteche e associazioni. Eccezionale presenza di visitatori per entrambe le iniziative: boom di assaggi durante lo “Street Food”, boom di presenze e di vendite di libri al Cassaro. Dedichiamo il successo delle manifestazioni a Giovanni Falcone, che ha dato la vita per una Palermo libera dalla nefasta violenza mafiosa. Impegniamoci, anche in sua memoria, per una città onesta, colta e gustosa, restituita alla gioia di abitanti e visitatori.
                                                                           Maria D’Asaro,  “100NOVE” n.20 del 18.5.2017

sabato 20 maggio 2017

Balenio





Balenio
Scintille fragili
Di mille volti
Lungo regalo di luce
Soli                                        

giovedì 18 maggio 2017

Noi, opere d'arte incompiute ...

don Cosimo Scordato - chiesa s.Francesco Saverio, Palermo
           C’è molta stringatezza in questa pagina del Vangelo di Giovanni, che ci viene incontro per dispiegarci il volto del Padre e farcelo scoprire molto più bello, più fascinoso (...). Ciascuno secondo la strada che percorre, secondo la ricerca che vive. E così Gesù ci mostra il volto del Padre, in un primo momento proprio come via: ognuno di noi è una via verso Dio, perché Dio ci attrae tutti a sé come il cuore di un Padre o di una madre, che non possono che desiderare di avere presso di sé le proprie creature. Non per imporsi, ma perché ne sentono in qualche modo il bisogno, per amore.
         Ogni persona umana vive con strade e modalità diverse quest'attrazione: chi cerca la bellezza, chi cerca la giustizia, chi cerca la bontà, chi la verità … Tutto in nome di Dio, dicevano gli antichi. E quindi tutte strade percorribili verso Dio. Le strade che portano a Dio non sono soltanto cinque, ma sono tante quante sono gli esseri umani. Ognuno di noi è una via verso Dio ed è una via che Dio percorre verso di noi. Per cui ognuno di noi è prezioso ai suoi occhi, perché abbiamo qualcosa da far fruttificare della sua presenza immensa, grande, meravigliosa …
       Ed è Gesù ad annunziarci questo, quando dice di sé (...), che bisogna percorrere la strada, essere alla ricerca, non ritenerci mai conclusi, opere compiute. Al contrario siamo tutti opere incompiute, nel senso artistico della parola, come quando diciamo “l’incompiuta di", l’ultima opera di Michelangelo, la sinfonia incompiuta di Mozart, magari la messa da requiem che aveva scritto per se stesso … L’uomo come incompiutezza perché soltanto Dio può portare a compimento quell’immensità di cui sentiamo nostalgia. Quindi l’atteggiamento di ricerca e di dialogo e di reciproca attenzione è costitutivo del nostro rapporto con Dio. Mentre tante volte il rapporto con Dio come accaparramento è diventato invece presa di possesso e volontà di disporre anche degli altri.
           “Io sono la via” unisce la via di Gesù con tutti gli uomini; l’altra affermazione di Gesù è “Io sono la verità”; attenzione che la verità di cui parla Gesù non è una dottrina, è una persona. La persona umana è il luogo della verità, dove noi sperimentiamo cosa vorremmo essere, cosa tentiamo di diventare. E Gesù, con la sua persona, ci mostra il Padre, in lui il Padre ha voluto rivelare particolarmente, in maniera privilegiata, che tipo di Dio è per noi: Padre di Gesù e quindi anche padre nostro.
        E perché non restassimo nel vago, questa verità Gesù la chiama in causa, citando le opere: “Se non credete in me, credeteci almeno per le opere". Cosa sono queste opere di Gesù? Quello che ha fatto col suo sguardo, con le sue mani, con la sua parola, col suo contatto fisico. Le opere di Gesù sono le opere del Padre, quelle che diventano un criterio di valutazione se stiamo agendo per davvero onorando il Signore e onorando la nostra umanità. L’infedeltà a Dio è l’infedeltà alla nostra umanità. (...).
     Il terzo momento: Io sono la vita,  dice Gesù, prendiamolo sul serio. Fare la vita noi lo intendiamo in un altro senso, nel senso di divertirci. Invece la diversità che noi dobbiamo essere capace di annunziare, è quella di una vita che sia bella per essere vissuta da noi e da tutti gli altri. “Io sono vita”, dice Gesù: se non lo incontriamo sulla strada della vita, abbiamo sbagliato strada. Uccidere nel nome di Dio è quanto di più blasfemo possa avvenire. Sulla strada della vita e delle opere che la coltivano, noi possiamo essere incontrati dal Signore e incontrarlo, a nostra volta, e gioire di tutto questo. Gesù stesso ci ricorda: “Voglio che abbiano la vita e che l’abbiano in abbondanza!”. Non siamo qui a coltivare privazioni o tagli … Siamo qui a coltivare, a cercare la pienezza. (...).
       E allora, care sorelle e fratelli, lasciamoci coinvolgere in quest’annuncio del Vangelo. La ricerca, la persona nella sua concretezza, che deve realizzarsi,  e la vita che dobbiamo comunicarci a vicenda non togliercela, non impoverirla, non strapparcela … Questo è quello che il Signore vuole per tutti noi (...) il punto privilegiato con cui riusciamo a intravedere il volto del Padre e a intravedere anche il volto più bello di noi stessi.

(il testo, pronunciato a Palermo il 14 maggio 2017 nella chiesa di san Francesco Saverio, non è stato rivisto dall’autore, don Cosimo Scordato: eventuali errori o omissioni sono della scrivente, Maria D’Asaro, che si assume pertanto la responsabilità delle imprecisioni e manchevolezze della trascrizione)