venerdì 21 luglio 2017

Se la salute va in fumo

Antonio Gramsci
         Il 31 maggio scorso è stata celebrata la giornata mondiale contro il fumo, per ribadire i suoi effetti nocivi sulla salute. I dati riguardanti l’Italia ci dicono che, nel nostro paese, i fumatori sono circa il 22% e che, purtroppo, aumentano le donne fumatrici. In Italia, il fumo è la prima causa di morte: ogni anno sono circa 80.000 le vittime del tabacco. Gramsci sosteneva che le “mode” sociali nascono tra i ricchi, per poi diffondersi “a cascata” in tutte le classi. A conferma di ciò, a Palermo i docenti notano che, oggi, fumatori precoci sono soprattutto i ragazzi più poveri, provenienti da contesti sociali disagiati. Bisogna allora aumentare le campagne di prevenzione nelle scuole per convincere i ragazzi della pericolosità di questa dipendenza; agli educatori l’impegno di offrire a tutti gli alunni elementi di riflessione consapevole perché capiscano che fumare è un’abitudine insalubre che non  serve a diventare grandi.
                                                                               Maria D’Asaro, “100NOVE” n.29 del 20.7.2017

3 commenti:

  1. Rossana Rolando25 luglio 2017 18:34

    Giudizio (di Gramsci) e analisi (della scuola) pienamente condivisibili. Anche camminando nelle grandi periferie delle città italiane (nelle zone più povere) si può notare la stessa cosa… Un caro saluto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. @Rossana: sicuramente noi insegnanti non possiamo imporre niente, ma possiamo far riflettere e gettare dei semi di riflessione, sperando che germoglino ...

      Elimina