domenica 11 novembre 2018

Camilleri racconta la cecità di Tiresia ...

      “Conversazione su Tiresia” - lo spettacolo scritto e interpretato da Andrea Camilleri, andato in scena al Teatro Greco di Siracusa lo scorso 11 giugno nell’ambito delle rappresentazioni classiche promosse dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico - è diventato anche un film, proiettato il 5, 6 e 7 novembre in varie sale cinematografiche italiane.
      Al cinema “Rouge et noir” di Palermo, la pellicola ha riscosso un grande successo di pubblico, affascinato dall’intrigante monologo dello scrittore siciliano che, a giugno scorso, aveva già ricevuto una lunga standing ovation a Siracusa. Grazie al film, realizzato da Roberto Andò, il pubblico in sala ha potuto vedere e ascoltare, dalla voce inconfondibile del ‘papà’ di Montalbano, il racconto magistrale delle peripezie del tebano Tiresia, costretto a diventare donna per una ripicca degli dei, per poi tornare uomo, a prezzo però della cecità e della condanna a predire il futuro. Nella città di Tebe, fu infatti l’indovino  a dover svelare ad Edipo la terribile verità che lo inchiodava come patricida e marito inconsapevole della madre Giocasta. Camilleri, negli incalzanti 85 minuti di ininterrotto monologo, narra infatti l’intricata vicenda mitologica di Tiresia, dando voce alle parole e ai versi immortali dei grandi della letteratura: Omero, Sofocle, Seneca, Orazio; Dante, Milton; Apollinaire e Virginia Woolf; sino ai quasi contemporanei Borges, Eliot, Pound, Pavese, Pasolini, Primo Levi.
  “Da quando io non ci vedo più, vedo le cose assai più chiaramente”, afferma lo scrittore/attore, che gioca in scena con l’analogia tra la propria condizione esistenziale e quella del celebre indovino: “Chiamatemi Tiresia: sono qui di persona personalmente”, esordisce, con un accenno ironico al suo celebre commissario. E afferma, verso la fine della suggestiva narrazione: “E, dopo secoli, persona e personaggio, si sono finalmente ricongiunti.” Per concludere infine con una confessione accorata: “Ho scritto più di cento romanzi; un mio personaggio, Montalbano, percorre felicemente il mondo. Poteva bastarmi, no? No. Non mi è bastato. Perché a 90 anni, diventato cieco, mi è venuta una curiosità immane (…) di intuire cosa sia l’eternità, quell’eternità che sento così vicina a me. E allora ho pensato che venendo qui, in questo teatro, tra queste pietre veramente eterne, sarei riuscito ad averne almeno un’intuizione …
Grazie allora a Camilleri, ultranovantenne geniale, che mostra quanta grazia e quanta saggezza possano albergare in un uomo innamorato della poesia.  E che, anche ad occhi spenti, sa tenere accesa la luce della cultura e la passione per la vita.  
Maria D’Asaro, Il Punto Quotidiano, 11.11.2018



2 commenti:

  1. Questo a dimostrare che Camilleri per fortuna non è solo Montalbano...

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  2. @Daniele: a mio avviso Camilleri è un grande uomo di cultura, oltre che un magnifico scrittore.

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