mercoledì 19 gennaio 2011

Questo è un uomo: Marek Edelman


Il 27 gennaio, anniversario dell’entrata dei soldati russi ad Auschwitz, celebriamo la giornata della memoria. La memoria di quella 'sospensione dell’umano' che è stata, a mio avviso, la Shoah.
In questi giorni, voglio onorare la memoria di uomini e donne che hanno fatto qualcosa, contro questa indicibile e assurda barbarie.
[Dal sito del Comitato per la foresta dei Giusti (www.gariwo.it)

"Marek Edelman (1919-2009) nasce nel 1919 a Homel, nell'attuale Bielorussia, da una famiglia di ebrei. Giovanissimo, si iscrive al Bund, il partito socialista ebraico di Russia, Lituania e Polonia, e diventa un noto attivista politico. Vicecomandante della rivolta del Ghetto di Varsavia nel 1943, si distingue per coraggio e determinazione nella battaglia impari contro le truppe naziste dopo quattro mesi di assedio e di strenua resistenza degli ebrei rinchiusi nel ghetto. Riesce a sfuggire alla retata delle SS passando attraverso le fognature nella parte ariana della citta' insieme ai pochi sopravvissuti delle squadre di combattimento. Di quell'esperienza ricorda: 'Ero giovane, avevo un mitra in pugno, difendevo il ghetto dalle SS. O noi o loro, non c'era tempo per i sentimenti. C'era solo la certezza che contro una dittatura si puo' sempre e solo lottare. Io penso sempre che quando la vittima e' oppressa bisogna stare dalla sua parte. Bisogna darle riparo, nasconderla, senza paura e sempre opponendosi a coloro che vogliono schiacciarla'.
Un anno dopo, nell'agosto del 1944, partecipa con i suoi uomini all'insurrezione di Varsavia. Dopo la guerra si laurea in medicina e diventa un noto cardiologo. Si riconosce in un socialismo dal volto umano, distante dalle logiche staliniste, e sogna un'Europa democratica in cui regni la fratellanza dei popoli. Dopo essere stato braccato dai nazisti per le sue origini, viene perseguitato dai comunisti sia perche' ebreo che per i suoi ideali. Nel 1968, nel quadro dell'odiosa campagna "antisionista" del partito guidato da Gomulka, Edelman perde il posto di lavoro in ospedale.
Negli anni Settanta la sua autonomia e liberta' di pensiero lo spingono a partecipare all'attivita' di Solidarnosc, scelta che nel 1981, con l'introduzione della "legge marziale" del generale Jaruzelski, gli costera' l'arresto insieme a molti altri leader del movimento. Nel 1989, alla caduta del regime, viene eletto deputato alla Dieta, il Parlamento nazionale, e resta in carica fino al 1993. Durante l'assedio serbo, negli Anni Novanta, si schiera al fianco della popolazione di Sarajevo.
Si e' spento a Varsavia il 2 ottobre 2009.

6 commenti:

  1. Grazie e grande rispetto per questo post....

    "Prova anche tu,
    una volta che ti senti solo
    o infelice o triste,
    a guardare fuori dalla soffitta
    quando il tempo è così bello.
    Non le case o i tetti, ma il cielo.
    Finché potrai guardare
    il cielo senza timori,
    sarai sicuro
    di essere puro dentro
    e tornerai
    ad essere Felice."

    Anna Frank

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Non riesco a trovare le parole giuste per commentare... le migliori le ha trovare Valerio: quei versi di Anna Frank sono struggenti.

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  4. @Grazie a te, Valerio, per la tua attenzione e per lo splendido scritto di Anna Frank.
    @Vele: hai ragione, le parole di Anna Frank sono veramente struggenti…
    Se volete(vi avverto: è lunga e sostanziosa) potete leggere la mia lettera a Primo Levi: è nella sezione "Lettere".
    Provo a linkarla: Egregio Dott. Levi

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  5. «Questo è un uomo», senza dubbio. La tua affermazione nel titolo me ne ricorda un'altra. Il piccolo Giosuè, alla fine di "La vita è bella", da grande dice: «Questa è la mia storia, questo è il sacrificio che mio padre ha fatto, questo è stato il suo regalo per me».

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  6. @Peter: "La vita è bella" è uno dei più bei film che io abbia mai visto. Grazie per avermelo richiamato alla memoria. Ciao.

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