martedì 4 gennaio 2011

Nuovi Mestieri per una decrescita felice



Sapete che sono fissata con l’ecologia e la decrescita. Perché penso che è da pazzi sostenere un sistema economico che postula la crescita infinita, in un pianeta dove le risorse sono finite. Non possiamo continuare a campare producendo oggetti, oggetti e oggetti. Troppa roba vi seppellirà, profetizzava Michele Serra.
E’ meglio cercare nuovi mestieri, creativi e immateriali.
Ad esempio:




Si facciano dei corsi per addestrare specialisti nella cura di città malate. Di periferie disastrate. Di tombini allagati di pioggia. Specialisti che capiscono a volo perché un quartiere è così triste: e ci sappiano disegnare un parco giochi, una pista da ballo, piantare degli alberi, togliere le vecchie carcasse dei divani e dei frigoriferi.
Le facoltà di Economia lavorino per fondare la banca della tenerezza. Con una riserva forzosa di dolcezza e un caveau pieno di compassione.

In ogni luogo sia istituita la Guardia terrestre dei nostri fratelli alberi: per ogni albero, un uomo/donna custode. Che li salvi da mani assassine. Specie in estate. Quando si assumeranno uomini/donne custodi anche part-time. In ogni tempo, ci sia chi consoli i salici piangenti e abbracci i platani nudi e tristi che rabbrividiscono al freddo dell’inverno.

Qualcuno ripari, con speciale perizia, gli ombrelli. Che non vengano gettati dopo il primo utilizzo. Ma che servano ancora. E ancora, e poi ancora. Anche dopo la pioggia più scrosciante e il vento più dispettoso.
Maestri speciali che insegnino a tutti come poetare. E dicano cos’è una similitudine, una metafora e persino un’anafora. E mostrino rime alternate, incrociate, baciate. E bacino, alla fine, se è il caso, persino un’alunna. Purchè maggiorenne.




Puttane che lavorino solo part-time e facciano corsi speciali alle mogli/amanti/compagne perché siano un pochino più calde e più brave. Mogli/madri/sorelle/compagne che insegnino alle puttane a fare le torte e a curare le rose; se è il caso, a fare persino le madri, le mogli, le ricamatrici e le infermiere. Perché le puttane, specie colore dell’ebano, possano scegliere domani che cosa gli piace fare di più.
Raccoglitori di bucce di pere, di scarti di cavolfiore, di scorze d’anguria: perché tutto quello che ci ha dato la terra, alla terra sia restituito e non vada in una orrenda discarica.
Ronde che aiutino i gatti e i cani di strada. Che spieghino loro, con rara pazienza, cos’è e come funziona un preservativo. Perché, se non casti, siano almeno procreatori responsabili e non si debba soffrire per l’eccesso di vita felina o canina che muore senza adozione.




E poi, qualcuno che si specializzi nel consolare. Coloro che hanno perso qualcosa. Specie se una persona. Magari la moglie, il marito, un figlio, un fratello. Li vada a trovare ogni giorno. Almeno due ore. Accarezzi le mani. Ravvivi le piante. Scaldi, d’inverno, una calda tisana e prepari un the freddo d’estate. Attacchi un bottone.
Ci siano i lavatori di vetro. Che tutte le nostre bottiglie abbiano una vita piena e infinita.
Ci siano eserciti di rifacitori di case: che vengano tutte dipinte, con i colori dell’arcobaleno. E manovali valenti che le coibentino perché consumino un terzo del gasolio che bruciano oggi.
Le autorità competenti indicano pubblici concorsi per diventare suonatori di strada. Una strada, una fisarmonica. O una chitarra o un violino.




Sia data regolare patente ai persuasori occulti, capaci di trasformare gli speculatori finanziari in appassionati di biglie di vetro. O in raccoglitori di conchiglie rosate da regalare alle amate compagne. O in valenti giocatori di scopone. O, almeno, in Banditori del Mercante in Fiera.
Si insegni agli alunni a spegnere le luci superflue. E gli alunni siano maestri, per questo, ai genitori e a tutti i negozianti.
Si facciano bandi per assumere uomini e donne infuocate che accendano belle passioni.
Ci siano dietologi specializzati che insegnino agli abitanti del Nord a saltare un pasto ogni giorno, per essere più snelli e più sani. E aiutino gli abitanti del Sud a mangiare almeno una volta, ogni giorno, per essere meno snelli e più sani.



In ogni quartiere, un Pronto soccorso per le anime in pena, pagato dall’ASP.
Un’Accademia superiore per Corpi di pace che insegnino la tolleranza e la nonviolenza. Scienziati che inventino estintori speciali per raffreddare i bollenti spiriti e spegnere l’odio.
Grafici specializzati nel tracciare linee colorate nell’anima dei loro clienti.

Chissà, se qualcuno di questi mestieri, non esista, di già….

6 commenti:

  1. E fu così che la blogger ribelle fu tacciata di eresia con l'aggravante del buonsenso e costretta ai lavori forzati in una fabbrica di bottiglie di plastica contenenti una bibita carica di anidride carbonica: la famosa "Foul-Up". Ma lei, senza farsi scoprire, riempiva le bottiglie di "Fantapolitica", una bevanda naturale che "metteva le ali" e che le consentì anche di evadere. Quando uscì dall'angusto capannone si ritrovò in un mondo diverso, proprio come lo aveva immaginato. La sua tenacia, grazie all'intelligente sabotaggio, era stata finalmente ripagata.

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  2. Io questo post lo voglio incorniciare con polvere di stelle.

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  3. sognavo mentre leggevo... grazie Mari:)

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  4. Ciao Mari.Grazie perchè continui a farci sognare in un mondo migliore,dove l'ultimo ha sempre qualcosa d'importante da insegnare al primo.E ciascuno sta accanto all'altro con un sorriso e i fiori non appassiscono per mancanza d'acqua e le parole non sono legate da pesanti sassi ma dai tuoi sottili'fili di seta'....Buon anno ancora

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  5. ma è bellissimo...ora me lo rileggo e lo faccio leggere alla mie figlie...grazie.

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  6. @Peter, Calzino, Paciuffo,Mdfex, Mgg64: grazie per aver condiviso e apprezzato le mie proposte di "Fantapolitica". Che dite, le mando a Bersani, Berlusconi (temo proprio che non gli interessino...), a Di Pietro, a Vendola?!!
    Un abbraccio a tutte/i.

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