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| Maurilio Catalano: La balena |
Comincia a cadere una pioggia incessante.
Nell’arca, e dove mai potreste andare:
voi, poesie per una sola voce,
slanci privati,
talenti non indispensabili,
curiosità superflua,
afflizioni e paure di modesta portata,
e tu, voglia di guardare le cose da sei lati.
I fiumi s’ingrossano e straripano.
Nell’arca: voi, chiaroscuri e semitoni,
voi, capricci, ornamenti e dettagli,
stupide eccezioni,
segni dimenticati,
innumerevoli varianti del grigio,
il gioco per il gioco,
e tu, lacrima del riso.
A perdita d’occhio, acqua e l’orizzonte nella nebbia.
Nell’arca: piani per il lontano futuro,
gioia per le differenze,
ammirazione per i migliori,
scelta non limitata a uno dei due,
scrupoli antiquati,
tempo per riflettere,
e tu, fede che tutto ciò
un giorno potrà ancora servire.
Per riguardo ai bambini
che continuiamo ad essere,
le favole sono a lieto fine.
Anche qui non c’è altro finale che si addica.
Smetterà di piovere,
caleranno le onde,
nel cielo rischiarato
si apriranno le nuvole
e saranno di nuovo
come si addiceva alle nuvole sugli uomini:
elevate e leggere
nel loro somigliare
a isole felici,
pecorelle,
cavolfiori
e pannolini
– che si asciugano al sole.
Wislawa Szymborska La gioia di scrivere, tutte le poesie, traduz. di Pietro Marchesani, Adelphi
(Nostra signora era angosciata da come i potenti governano il mondo, con guerre assurde e terribili che uccidono le persone, la natura, l’innocenza, la felicità e la speranza. E allora cercava rifugio nella voce della poesia: l’altro ieri Franco Arminio, oggi Wislawa… questa poesia è così pregnante da essere già stata postata qui, il 2.1.21)

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