martedì 3 gennaio 2017

A che gioco giochiamo

Buon 2017 a tutte/i.  Il primo post dell'anno è   dedicato ai cosiddetti  giochi da tavola.   Di cui non sono affatto appassionata: invano i miei figli hanno tentato di coinvolgermi in partite a Monopoli, Risiko e, in seguito, a Terra  Mystica,  Puerto Rico ed Agricola: comincio a sbadigliare dopo i primi cinque minuti di spiegazioni …  

              
        In compenso i miei ragazzi sono davvero campioni in questo ambito: a loro è dedicata questa breve rassegna ludica.

    
      Un gioco da tavolo è un gioco che richiede una ben definita superficie di gioco, che viene detta di solito tabellone o plancia (…); sulla superficie vengono solitamente piazzati e/o spostati i pezzi che, sempre in assenza di termini più specifici, si diranno segnalini. (…) In sostanza, si potrebbe includere in questa categoria qualunque gioco richieda un tavolo o superficie analoga, ma escludendo i giochi di carte tradizionali, che sono un mondo a sé; oppure ci si può rifare all'espressione (tutto sommato non meno vaga) "giochi in scatola".
     I giochi da tavolo rappresentano un fenomeno piuttosto diffuso nei paesi occidentali come momento di aggregazione, sebbene la loro importanza nella vita sociale dipenda anche dalle tradizioni nazionali. In Germania e nei paesi di lingua tedesca, per esempio, la cultura del gioco da tavolo è molto più diffusa che in Italia. Non a caso proprio la Germania ospita il premio Spiel des Jahres (gioco dell'anno), che è il più importante del mondo.
     Questo genere di giochi ha una notevole importanza come intrattenimento per la famiglia, specialmente per quelli che si prestano a essere giocati a tutte le età; ma non mancano giochi da tavolo le cui regole possono risultare troppo complicate persino per molti adulti (come alcuni wargame), o che richiedono un ragionamento attento e approfondito (come molti classici giochi astratti quali gli scacchi e la dama).

        Alcuni giochi possono essere considerati come simulazioni, più o meno semplificate, di aspetti della vita e del mondo reale, favorendo la finzione e il gioco di ruolo. Esempi celebri di giochi di simulazione includono Monopoli (che è una simulazione del mondo del mercato immobiliare), Cluedo (in cui i giocatori impersonano investigatori sulla scena di un delitto), o RisiKo!, il più celebre e diffuso fra le molte migliaia di giochi che simulano la guerra e la geopolitica. (…).
         
   D'altro canto, alcuni giochi non rappresentano alcuna situazione reale, o alludono alla realtà solo molto vagamente; vengono solitamente detti giochi astratti. Esempi classici includono gli scacchi, la dama, la dama cinese, il go e il reversi, il domino, il mahjong, il mancala, il backgammon. Molti di questi giochi hanno forti connotazioni geometriche o matematiche. In questa categoria si possono anche classificare i giochi di parole come Scarabeo, Verba Game oppure Scrabble e i giochi di indovinelli e domande come Trivial Pursuit.
Giampaolo Dossena, uno tra i massimi esperti di giochi in Italia, ha proposto la suddivisione dei giochi in giochi di ambientazione e di simulazione. I primi sono i giochi il cui regolamento non ha nessun legame specifico con il contesto rappresentato (per es. Monopoli), i secondi, viceversa, rappresentano ricostruzione in meccanismi e procedure di gioco dell'ambito reale di ispirazione (per es. i wargame).

         Un'altra suddivisione dei giochi può essere fatta in ragione della rilevanza dell'elemento casuale, e quindi della fortuna, nelle dinamiche del gioco. Nei giochi a informazione completa la fortuna è in genere completamente assente; una buona parte dei giochi astratti (scacchi, dama, e così via) ha questa caratteristica. Questi giochi hanno una meccanica completamente deterministica: in ogni momento, la situazione di gioco dipende esclusivamente dalle scelte via via operate dai giocatori, e i giocatori hanno tutte le informazioni necessarie per prevedere le conseguenze di tali scelte.
L'estremo opposto è costituito dai giochi di pura fortuna, dove il giocatore in effetti non ha la possibilità di eseguire alcuna scelta strategica; si tratta normalmente di giochi per bambini, come il gioco dell'oca. La maggior parte dei giochi per adulti con componente casuale, invece, si possono classificare come giochi statistici. In questo caso l'elemento casuale è presente ma la sua rilevanza viene ridimensionata dalla legge dei grandi numeri ed è possibile agire strategicamente sulla base di considerazioni statistiche.
I Coloni di Catan
Un altro gioco tipicamente statistico è I coloni di Catan, in cui la probabilità di ottenere un certo risultato casuale è addirittura indicata esplicitamente sul tabellone di gioco. (...)
Sebbene alcuni puristi considerino l'elemento casuale nei giochi poco desiderabile, altri sostengono che il caso, per lo meno nei giochi di tipo statistico, possa condurre a problemi strategici più interessanti e ricchi di sfaccettature attraverso concetti come il valore atteso e la gestione del rischio.
(fonte:Wikipedia, da qui )


Un’altra “storica” distinzione tra i giochi da tavola è quella tra American Games e German Games: nei primi la sorte (lancio dei dadi, ad esempio) ha un ruolo molto forte, l’ambientazione è determinante, i giocatori sono molto coinvolti emotivamente: le persone con cui si gioca sono “nemici da battere”. Nei giochi americani la logica è: “annienta l’avversario prima che l’avversario annienti te”. Esempio tipico di gioco americano è RisiKo. 
American game: RisiKo

German Game: Agricola 
Da qualche decennio, i tedeschi hanno esportato una nuova filosofia ludica: dopo che hanno perso due guerre mondiali, hanno lanciato sul mercato giochi con un nuovo assetto ludico/strategico: l’avversario non è più un nemico da annientare, ma un rivale con cui confrontarsi nell’ambito di “risorse” e strategie di gioco da saper gestire. Scompaiono i dadi (l’elemento casuale), compaiono appunto le risorse, da aumentare e/o governare con intelligente attenzione. Ogni giocatore è impegnato a costruire, pianificare e portare avanti la sua strategia che lo porterà alla vittoria se risulterà migliore di quella degli altri. Esempi tipici di giochi “tedeschi” sono Puerto Rico e Agricola. (fonte: mio figlio Riccardo)
  
Ecco poi due siti che si occupano di giochi da tavola (ringrazio Luciano e Riccardo per le segnalazioni):

La tana dei Goblin

Gioconauta

Mio figlio Riccardo con  Agzaroth ...

























Se siete curiosi di conoscere quando e dove è nato RisiKo, cliccate qui

Se avete tempo e voglia di ascoltare il grandissimo John Nash, qui: (grazie Slec)



8 commenti:

  1. Grazie, non conoscevo questa distinzione fra giochi americani e giochi tedeschi!
    Ancora tanti auguri di buon anno!

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    1. Silvia: io l'ho imparata da mio figlio Riccardo! Buon tutto. A presto.

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  2. Sono un'appassionata di giochi in scatola, ne colleziono molti e non perdo mai occasione per riproporli in compagnia ma ammetto di non essermi mai posta troppi quesiti quanto a origini e classificazioni. Grazie mille!

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    1. V.M.: grazie per la visita e l'apprezzamento. Buon 2017!

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    1. @Tra cenere e terra: ciao! Grazie per la visita. Buon 2017.

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  4. Profondamente ignorante... Quante cose m'insegni.
    Io, ovviamente senza scatola, ricambio con un puzzle di abbracci per un felice anno nuovo :**

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    1. Santa S: questa "sapienza" la devo alle dritte dei miei ragazzi ... Che caro il tuo puzzle di abbracci! Ricambiato con una scatola di baci!

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