martedì 12 maggio 2026

Comunità energetiche per bollette più leggere

       Palermo – CER, CER… ma di cosa si tratta? Pare che solo un italiano su due abbia sentito nominare quest’acronimo, e che soltanto circa il 15% della popolazione sa di cosa si tratti veramente. Una CER è una Comunità Energetica Rinnovabile: cioè un’associazione giuridica autonoma in cui, su base volontaria, si associano privati cittadini, condomini, piccole e medie imprese, cooperative, enti del terzo settore, enti locali per dotarsi di uno o più impianti comuni per produrre, condividere e gestire energia da fonti rinnovabili. La base giuridica delle Comunità Energetiche Rinnovabili si deve alla direttiva dell’Unione Europea 2001/2018 (RED II), recepita nel nostro paese attraverso l’art.42 bis del D.L. 162/2019 e poi con il D. L. 199/2021.
          Lo scopo di una CER, dal punto di vista energetico, è quello di favorire l’auto-bilanciamento locale tra produzione e consumo di energia elettrica, incentivando i consumatori a usufruire dell’energia elettrica nelle ore di produzione da fonti energetiche rinnovabili. Tutto ciò consente di pagare meno in bolletta e ridurre le emissioni di gas climalteranti. Chi aderisce a una CER, infatti, investe nella realizzazione di impianti energetici rinnovabili come il solare e, quando possibile, in una certa misura anche l'eolico (mini-eolico).  Così i membri di una CER riducono i costi energetici e possono accedere a opportunità di finanziamento per ridurre il costo iniziale di costruzione dell’impianto; inoltre l’energia rinnovabile prodotta delle CER riduce la dipendenza dai fornitori esterni di energia. Questa indipendenza migliora la sicurezza energetica, stabilizza l'approvvigionamento e favorisce uno ‘scudo di protezione’ rispetto alle fluttuazioni dei prezzi dell'energia. 

    Per ottenere gli incentivi, produttori e consumatori devono trovarsi all'interno della stessa area servita da una singola cabina primaria, punto di snodo della rete nazionale, che trasforma l'alta tensione in media per la distribuzione locale. 
      In Italia, al 30 settembre scorso, sono state censite circa 600 tra CER e altre iniziative di autoconsumo collettivo. Però, in termini energetici, la capacità installata dei nuovi impianti a fonti rinnovabili associati alle CER è ancora modesta.
In Sicilia le CER sono circa 70. La CER Etna è una delle più attive nella Sicilia orientale, nella valle del fiume Simeto. La cabina energetica primaria della CER Etna copre i comuni di Ragalna, Santa Maria di Licodia, Paternò, Belpasso, Biancavilla. I soci della CER Etna sono centosessanta e comprendono singoli cittadini, associazioni, piccole aziende e anche un santuario. Ecco cosa ha detto il 29 aprile scorso don Achille Morabito, dell’Opera don Orione di Paternò, al giornalista Maurizio Di Lucchio, del TG3 della regione siciliana: “La nostra congregazione ha preso a cuore quanto papa Francesco ha scritto nell’enciclica Laudato sii: ne abbiamo colto il messaggio centrale che è quello di riscoprire un’ecologia integrale, che è profondamente legata anche alla giustizia sociale”.
     Ha aderito alla Comunità energetica anche un Istituto di formazione professionale: la direttrice didattica, professoressa Maria Gabriella Cirino, ha sottolineato che si programmeranno percorsi disciplinari di sensibilizzazione alla transizione ecologica e alla sostenibilità energetica.
Carmelo Caruso, che fa parte del Presidio partecipativo Simeto, ha sottolineato che le CER solidali (laddove il contributo iniziale per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico è finanziato da fornitori terzi ‘pro bono’) possono essere di aiuto alle famiglie più povere che hanno difficoltà a pagare le bollette. 
     La CER Etna ha in programma la realizzazione di un impianto fotovoltaico collettivo. Il suo presidente, l’ingegnere Francesco Muzzicato, ha già ripartito ai soci i primi introiti riconosciuti dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici, Spa controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, che promuove lo sviluppo sostenibile, l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili in Italia): “La particolarità della CER Etna è quella di avere un modello di ripartizione che privilegia le persone fragili” – ha dichiarato al TG3 siciliano.
    Prendersi cura dell’ambiente, favorire partecipazione sociale e sostenere i più deboli: serve altro per convincere cittadini ed enti locali a implementare tale modello energetico?

Maria D'Asaro, 10 maggio 2026, il Punto Quotidiano

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