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| Marc Chagall: Il gallo rosso |
“Solitamente si dice che l’amore rende ciechi: l’innamorato vede qualcosa che non c’è… Ci si innamora di una persona per quello che non è e la si lascia per quello che è davvero.
Io vi propongo una lettura alternativa: l’innamoramento non è una forma di accecamento, ma un’esperienza di luce, di illuminazione. Ubi amor, ibi oculus: dove c’è l’amore, c’è l’apertura degli occhi e quindi la visione di ciò che realmente abbiamo di fronte. L’innamorato/a è concentrato/a sull’amato, sull’amata, ma al tempo stesso si apre al mondo: vede un mondo che diversamente gli sarebbe rimasto nascosto.
Lo dicono Goethe e Dante in queste due citazioni, secondo me bellissime. Goethe dice: “«Un cuore che ama qualcuno non può odiare nessuno. Non può odiare nessuno perché ha sperimentato la gentilezza dell’amore e della passione». Ha sperimentato che cosa significa guardare qualcuno con compassione, con devozione.
E allora si accorge che è possibile farlo, in linea di principio, anche con tutti gli altri… benché di fatto non avvenga perché l’attenzione è riservata esclusivamente all’amato/a. Però chi ama capisce qualcosa che chi non ama non può capire: cioè che, a modo suo, ogni essere umano è amabile.
Lo stesso dice Dante quando riferendosi a Beatrice, nella Vita nova, scrive: «Quando ella apparia, nullo nemico mi rimanea…».
Perché quando io sono innamorato, sono troppo felice per odiare qualcuno. Chi odia, alla fine odia perché è infelice, perché gli manca qualcosa… Ma se c’è lui, lei con me, che mi importa se magari mio fratello invade gli spazi della mia stanza… Persino le persone più antipatiche risultano leggere…
Il mondo diventa più luminoso, si alleggerisce, le pressioni si allentano perché io sono innamorato… tutto scivola via con leggerezza…
Sentite cosa dice Flaubert ne L’educazione sentimentale riferendosi all’amata: «Era il punto luminoso verso cui tutte le cose convergevano. Parigi era ai suoi piedi e la grande città con tutte le sue voci risuonava intorno a lei come una grande orchestra».
Guarda come l’amato, mentre quasi ti costringe a concentrare il suo sguardo tutto su di lui, ti apre anche al mondo e te lo restituisce trasfigurato. L’innamorato non è un egoista chiuso autisticamente nel proprio sentimento, ma è quasi un veggente… È uno a cui il mondo circostante viene restituito nella sua luce e nella sua veste.
Solo chi è innamorato vede davvero come stanno le cose, perché se l’innamorato, essendo innamorato, non se la prende più quando subisce un torto, è perché ha capito tutto…”
(Trascrizione di un video postato su FB il 30 aprile 2026 dal professore Luciano Sesta,
professore associato di Filosofia morale all'Università di Palermo.
La scrivente si assume la responsabilità di eventuali errori o trascrizioni non corrette)

Ciao Maria! Bellissimo leggere queste cose, ti chiariscono un po' della vita vissuta e da vivere..
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