giovedì 11 agosto 2022

11 agosto 1982/2022: caro dottore Giaccone, non ti dimentichiamo...

Milly con il padre, professore Paolo Giaccone,
foto del 5.8.82
      “Dovevo esserci anch'io quel mattino. Ogni giorno insieme da casa all'Ospedale, verso il nostro lavoro così diverso eppure uguale negli intenti: tu Professore con i tuoi studi, il tuo laboratorio, con le tue analisi, ed io studentessa in Medicina. Io non c'ero. Meno male? Per quello che ho passato in questi anni direi che sarebbe stato meglio finirla quel caldo giorno accanto a te, insieme come eravamo vissuti. Ma se guardo gli occhi profondi dei miei figli dico che, forse, è giusto che abbia passato la soglia del dolore, che l'ansia e l'angoscia mi abbiano rapita la vita per lungo tempo. Non esiste controprova, comunque. Ho sempre cercato di immaginare quello che era accaduto nel vialetto alberato, tra le auto posteggiate e sull'asfalto caldo che accolse il tuo corpo. Quei due che attendevano il tuo arrivo ... il "palo" fuori dall'Ospedale dentro una 126. Le otto e un quarto. Posteggi l'auto, ti avvii al tuo giorno ... ti avvicinano, forse ti chiamano, e sparano con due pistole ... due proiettili alla tua sinistra ... cadi su quel lato e ... dopo ... un altro colpo alla tua destra. Crolli sull'asfalto e con te cade il tuo mondo, il nostro mondo. E' tutto finito. Gli assassini fuggono, scavalcano il muro di cinta dell'Ospedale ... vengono visti su una potente moto, uno di loro ha una smorfia di riso sulle labbra. Al primo uomo che ti soccorre, qualcuno con un camice bianco dice: "E' il Professore Giaccone". Poi gli assassini vanno ancora ad ammazzare. E' tutto qui il tuo giorno di morte. Essere stata assente in quel momento... è stato il mio incubo. Quando ti hanno ricomposto nella bara, dicendomi (per pietà) che non avevi subito autopsia, ti ho guardato, gridando col pensiero: "Basta! Non scherzare più!" E il freddo mi avvolge...Mi chino per baciarti la fronte, ed il freddo mi avvolge le membra, il cuore, il cervello e la vita... La sensazione del dolore la provai in quel momento: è freddo, il dolore, avvolgente... Come un ragno che trattiene l'insetto nella ragnatela, così il dolore ha avvolto il mio animo. Da quel momento ho capito che non eri più accanto a me...”  (da qui)  

11 agosto 1982.  Al Policlinico di Palermo viene ucciso il docente universitario e medico legale Paolo Giaccone. Non aveva accolto la richiesta di modificare una perizia che incolpava Giuseppe Marchese, nipote del capomafia Filippo, degli omicidi avvenuti a Bagheria, nei pressi di Palermo, il 25 dicembre del 1981. Vittima innocente della strage, voluta dai corleonesi per affermare il loro dominio, Onofrio Valvola. Grazie alla perizia di Giaccone Marchese fu condannato all'ergastolo.
Per l'assassino di Giaccone sono stati condannati Filippo Marchese come mandante e Salvatore Rotolo come esecutore. Successivamente sono stati condannati i componenti della cupola di Cosa nostra.
Nel libro di Anna Puglisi, "Storie di donne", la figlia Camilla ha ricostruito la vita del padre, la sua serietà professionale, il netto rifiuto di ogni forma di compromesso. Il Policlinico di Palermo porta il suo nome.    #nomafia #nomafiamemorial

(Ho ricordato il professore Giaccone qui e qui).

2 commenti:

  1. Mi dispiace per questa vita innocente, per n uomo che faceva correttamente il suo lavoro e onestamente. per una famiglia distrutta che ha assistito a una morte senza senso, meno male che stavolta la legge a punito i mandanti, ma questo non serve a ridare la vita a questo uomo, Grazie di averlo ricordato. Valeria

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    1. @Valeria: grazie a te per il tuo accorato commento. Buon Ferragosto e buon tutto.

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