domenica 16 novembre 2025

Fuso orario, in Spagna c'è l'ora di Franco

      Palermo – Il sistema orario mondiale è regolato dai fusi orari: strisce longitudinali della superficie terrestre all’interno delle quali, per comodità legale, economica e sociale, si adotta la stessa ora, generalmente l’ora centrale media del meridiano al centro della striscia. 
     Già teorizzata dall’italiano Quirico Filopanti nel 1858, l'introduzione dei fusi orari fu varata dall’ingegnere capo delle ferrovie canadesi Sandford Fleming che, nel 1879, utilizzò tale sistema per rispondere alle necessità delle compagnie ferroviarie di avere un orario locale coerente tra le varie stazioni. 
Ing. Sandford Fleming
     Il sistema dei fusi orari fu poi discusso durante la Conferenza internazionale dei meridiani convocata a  Washington nel 1884, a cui parteciparono 25 paesi, tra cui l'Italia. La Conferenza stabilì le regole generali del sistema, che fu ufficialmente adottato come standard internazionale a partire dal 1º novembre di quell’anno.
     Inizialmente la terra era suddivisa in 24 ‘spicchi’ di 15° di longitudine ciascuno: ogni spicchio differiva di un’ora da quello adiacente. Successivamente, soprattutto per ragioni politiche e di confini nazionali, si crearono 39 fusi orari, tuttora vigenti.
     Tutti i fusi orari sono definiti in relazione al ‘Tempo Coordinato Universale’ (UTC) riferito al primo meridiano (con longitudine 0) che attraversa l'Osservatorio reale di Greenwich, a Londra. Per questo motivo l'espressione ‘Tempo medio di Greenwich’ (GMT) viene ancora frequentemente utilizzata per indicare l'orario base rispetto al quale sono definiti gli altri fusi orari.
     Osservando una carta geografica, si vede a occhio che la Spagna si trova in allineamento con il meridiano di Greenwich e dovrebbe quindi adottarne il fuso orario. Era così, infatti, sino al 1940. Ma oggi nel paese iberico vige lo stesso orario italiano, con un evidente disallineamento tra l’ora segnata dagli orologi e quella solare, difformità che chi è stato in Spagna, come la scrivente, ha verificato di persona. 
      Perché? La causa di questa ‘stranezza’ è stata di natura politica: risale al 1941 quando, durante la seconda guerra mondiale, il dittatore spagnolo Francisco Franco, per marcare in modo plateale la sua alleanza ideale con la Germania nazista e l’Italia fascista (sebbene non sia intervenuto in guerra accanto a questi paesi), decise di allineare l’ora di Madrid con quella di Roma e di Berlino, adottando quindi il Central Europe Time (CET), l’orario dell’Europa centrale. Impose quindi di mettere gli orologi un’ora avanti rispetto all’UTC.
Francisco Franco
   Quella che fu denominata ‘l’ora di Franco’ non venne abolita neppure dopo la sconfitta del nazismo e del fascismo ed è ancora in vigore in Spagna, sebbene il suo propugnatore, il generalissimo Francisco Franco, sia morto proprio 50 anni fa, il 20 novembre 1975.
     Pare che gli spagnoli si siano ormai abituati ai ritmi dettati dall’alba ritardata e dalla luce del sole che si protrae sino a tardi la sera, tardissimo in estate quando, all’ora avanti perenne rispetto a quella solare, si aggiungono gli ulteriori 60 minuti in avanti dell’ora legale. L’ora di Franco ritarda gli orari del pranzo e della cena e fa durare sino alle 20 la giornata lavorativa, con un orario spezzato che prevede pause sia nella mattinata che nel pomeriggio.
   Di tanto in tanto, esponenti del governo spagnolo riprendono la proposta di tornare all'orario di Greenwich, più in linea con i ritmi della luce solare: nell'aprile 2016 l’allora premier Mariano Rajoy ha proposto di regolare nuovamente gli orologi appunto sul fuso orario del GMT, conforme alla posizione geografica della Spagna, per anticipare la fine della giornata lavorativa alle 18. 
    Dalla sua proposta è scaturito un vivace dibattito nazionale che si è concluso con un nulla di fatto. Alcuni temono gli effetti dell’abbandono dell’ora di Franco sull'economia, in particolare sul turismo, che mostra di gradire negozi, ristoranti e bar aperti fino a tardi. 
    Al contrario, diversi studi evidenziano che vivere "fuori orario" ha un impatto negativo sulla salute. In Galizia ci si alza per andare a lavorare in piena notte, molto prima che sorga il sole. In Andalusia è tarda sera quando cala il sole all'orizzonte. In tutta la Spagna si pranza oltre le 14 e non si cena prima delle 21… e la lunga giornata favorisce il pisolino pomeridiano, anche se oggi i tempi sociali e l'organizzazione del lavoro in azienda non lo consentono più. Il ritorno all’ora di Greenwich farebbe riallineare i ritmi vitali e lavorativi della Spagna, in sintonia con quelli degli altri stati europei… Ma al momento pare che gli spagnoli non vogliano abbandonare il loro stile di vita.
    C’è però un territorio spagnolo che utilizza l’ora di Greenwich: le isole Canarie, arcipelago composto da sette isole maggiori e altre minori, situato nell’oceano Atlantico, al largo dell’Africa nord-occidentale. In queste isole, assai belle e suggestive, la coerenza tra luce solare e lancette orarie è rispettata… 

Maria D'Asaro, 16.11.25, il Punto Quotidiano



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