Forse non è un caso che sia nato a novembre, uno dei suoi mesi preferiti: 30 novembre 2008, sembra ieri. E invece sono passati 17 anni…
Allora, nella casa di mattoni di nostra signora, c’erano ancora tutti e tre gli splendidi figli di carne e facevano un’allegra baldoria… Ora abitano il vasto mondo e lei va a trovarli. E poi partorisce parole...
E' contenta:
- delle 101 (e più) recensioni;
- degli articoli pubblicati nel giornale con qui collabora (oggi il pezzo n.400!);
- della divulgazione di tematiche ambientaliste e nonviolente, per offrire stimoli culturali, sociali e politici costruttivi;
- di avere scritto due libri: Una sedia nell’aldilà e Lettere a un bambino poi nato, che si presenterà giovedì 11 dicembre alle 18 a Palermo, alla Casa dell’Equità e della Bellezza, in via Garzilli, 43/a. Levatrici speciali saranno Adriana Saieva e Alessandra Colonna Romano, con la speciale regia di Augusto Cavadi.
Il blog ha aiutato nostra signora a trovare la sua ‘vocazione’: scrivere per lei è come andare all’incontro con l’innamorato’ (per dirla con le parole di Dacia Maraini).
Nostra signora capisce bene il senso di quanto dice l'amata Natalia Ginzburg: “Chi scrive, corre due pericoli: il pericolo di essere troppo buono e tollerante con sé stesso, e il pericolo di disprezzarsi. Quando vuole troppo bene a sé stesso, quando si sente per tutto ciò che pensa e scrive traboccante di simpatia, scrive allora con una facilità e fluidità che dovrebbe metterlo in sospetto. (…). Quando invece prende a disprezzarsi, abbatte prontamente i propri pensieri, li atterra a fucilate non appena si alzano e respirano, e si trova ad ammucchiare intorno a sé convulsamente cadaveri di pensieri, ingombranti e pesanti come uccelli morti. (…). Perciò chi scrive, sente con forza la necessità di avere degli interlocutori. Di avere cioè al mondo tre o quattro persone, a cui sottoporre ciò che scrive… (…) Il pubblico è, per chi scrive, una proliferazione e una proiezione di queste tre o quattro persone nell’ignoto e nell’infinito. Queste persone aiutano chi scrive sia a non provare per sé stesso una simpatia cieca e indiscriminata, sia a non provare per sé stesso un disprezzo mortale. Lo aiutano a difendersi dalla sensazione di farneticare e delirare in solitudine”.
Allora, profonda gratitudine a chi, con generoso interesse, naviga in questi mari da solcare e, magari, lascia ogni tanto una traccia.
Un pensiero particolare e commosso a Gus, Daniele il Rockpoeta, Michela… che dai mari del web sono trapassati all’immensità del mistero… Proprio la notte scorsa nostra signora ha sognato che le restava pochissimo da vivere e, tra gli altri pensieri, in sogno c'era anche questo: chi scriverà nel blog la parola ‘fine’?
Nostra signora ci penserà… intanto l’auspicio è che, l’anno prossimo, il blog diventi maggiorenne!

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