Palermo – “Se le vedessimo, come vediamo le cimici e altri insetti che ci disturbano, probabilmente ci indigneremmo di più e ci sapremmo difendere meglio…” – ha esordito così il professore Roberto Boffi, responsabile della Pneumologia all’Istituto Nazionale Italiano dei Tumori, nel corso di un’intervista concessa al Telegiornale della Scienza Leonardo all’inizio di novembre, mentre a Genova era in corso il Festival della Scienza.
“Paragono sempre infatti il particolato, le famigerate particelle fini e ultrafini, alle cimici perché possiamo visualizzarne la pericolosità… Penso infatti che il primo scudo antismog sia proprio la conoscenza del fenomeno, l’esserne consapevoli”.
Quelli che presenta l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono numeri drammatici: l’inquinamento atmosferico provoca circa otto milioni di morti nel mondo. E l’Italia in Europa è maglia nera: con 630.000 morti per smog, il nostro paese detiene il più alto tasso di mortalità del continente.
“E purtroppo, se si nasce in pianura padana, si ha un’aspettativa di vita, è brutto dirlo, ma è giusto saperlo, di circa due anni inferiore rispetto alla media nazionale – ha continuato il professore – Però la prevenzione, se si interviene sia sull’ambiente esterno che sugli stili di vita, potrebbe essere molto migliorata”.
Roberto Boffi è infatti autore di un testo I tuoi scudi antismog che, come esplicita il sottotitolo, indica come proteggersi dall’inquinamento: dalle piante che purificano la casa ai consigli per la vita all’aperto. Infatti, casa e ufficio, luoghi in cui trascorriamo sino al 90% del tempo, sono spesso pieni di tossicità, subdola e poco nota: dalle esalazioni dei detersivi, ai rischi per le cucine a gas, al fumo delle sigarette elettroniche a quello cosiddetto di ‘terza mano’, quello che rimane nei tessuti anche a distanza di mesi.
“Siamo purtroppo il paese che ha più morti premature per le cucine a gas e siamo agli ultimi posti invece nella diffusione delle cucine a induzione… Le stampanti poi emettono molte sostanze tossiche, anche cancerogene. La buona notizia è che esistono però piante ‘mangia smog’, che proteggono dall’inquinamento da stampante: i ficus, i bonsai… Così come ci sono delle piante di origine tropicale utilissime in un altro luogo della casa, la camera da letto; l’aloe vera, ad esempio, che rilasciano ossigeno anziché anidride carbonica anche al buio”.
Il professore Boffi, che è anche Presidente della Società Italiana di Tabaccologia, invita poi a non sottovalutare il fumo come componente significativo dello smog.
Nel corso del servizio andato in onda al Tg della Scienza Leonardo, è stato poi sottolineato che studi svolti dall’Istituto Nazionale Tumori certificano che una sola sigaretta inquinerebbe più di un motore diesel euro tre e che il fumo all’aperto contribuisce per il 7% alla formazione dello smog cittadino. Ne consegue che le strade pedonali della movida, frequentate da fumatori, risultano addirittura più inquinate di quelle aperte al traffico.
“L’inquinamento non deve essere visto come un alibi per i fumatori – ha concluso Boffi – perché i due potenti fattori di rischio, non solo respiratorio, ma anche cardiovascolare e oncologico, si potenziano… Per cui se, in ambienti già inquinati, fumiamo o siamo esposti al fumo passivo o anche a quello delle sigarette elettroniche, il rischio di ammalarsi aumenta notevolmente”.
Una scelta saggia e salutare, un buon proposito per il 2026, allora sarebbe quello di smettere di fumare. Congedarsi dal fumo prima che sia lui invece a farci prendere congedo dall’unica vita che abbiamo…
Maria D'Asaro, 30 novembre 2025, il Punto Quotidiano
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| Prof. Roberto Boffi |




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