giovedì 22 gennaio 2026

Grazie, Isabel...

Isabel Allende
        “Che cosa fai qui Emilia, santo cielo!” esclamai spaventata.
“Scrivo. Non preoccuparti non sono impazzita,” disse leggendomi nel pensiero.
     Mi spiegò che, una volta arrivata alla terra di suo padre, si era resa conto di avere un altro compito davanti a sé: terminare la storia che aveva iniziato. Nel suo ritiro era stata al sicuro e in pace. Covadonga era stata una compagna fedele e i mapuche la proteggevano e le portavano provviste… Nessuno l’aveva infastidita. Aveva trascorso i mesi estivi a scrivere, ma il tempo stava cambiando e avrebbe dovuto lasciare il rifugio prima delle gelate invernali.
     Mi mostrò i quaderni che aveva riempito fino ai margini con una calligrafia minuscola e mi disse che si trattava di un diario delle sue esperienze, ma anche del romanzo che aveva sempre voluto scrivere. Capii che sarebbe stato il primo di molti, lei era destinata a quello.
    Emilia è uno spirito selvaggio e brillante. Non potrò mai trattenerla, ma spero di poterle stare vicino e che l’amore ci tenga uniti.
“Ho finito la mia storia. Sono pronta per tornare a casa,” mi disse.

Isabel Allende, Il mio nome è Emilia del Valle

(E grazie alla mia amica Luciana, che mi ha prestato il libro: ciao capitana!)

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