Palermo – Che soggiornare in aree verdi o blu migliori sensibilmente la salute e riduca l’uso di farmaci per patologie quali la depressione, l’ansia, l’insonnia, l’asma e l’ipertensione lo si sapeva già: ne avevamo scritto già qui circa tre anni fa, riportando studi del Finnish Institute for Health and Welfare e del Max Planck Institute for Human Development di Berlino.
I giapponesi lo chiamano Shinrin yoku (che in italiano si traduce in ‘Bagno nella foresta’ e in inglese Forest Bathing) e lo conoscono e lo praticano già dagli anni ’80.
Nel paese del sol levante infatti la valenza terapeutica del ‘bagno nella foresta’ (ma vanno bene anche i parchi cittadini e comunque i luoghi con una grande concentrazione di alberi) è nota già da decenni: miglioramento del funzionamento del sistema immunitario e dell’umore, diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, diminuzione dello stress e dell’infiammazione sono benefici accertati del camminare in parchi e boschi.
Un’ulteriore conferma della valenza terapeutica del camminare in aree verdi arriva ora da uno studio del NICO, l’Istituto di Neuroscienze ‘Cavalieri Ottolenghi’ dell’Università di Torino, realizzato con la Clinica Psichiatrica dell’Ospedale Molinette.
Quando una persona respira in un’area verde, (continua su il Punto Quotidiano)
Maria D'Asaro, 10.1.26, il Punto Quotidiano

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