Noi,
che proteggiamo dall’impetuoso e impietoso ventaccio di gennaio
le gemme fragili delle nostre piantine…
noi,
che ci inebriamo del profumo degli asciugamani puliti…
noi,
che rammendiamo con pazienza il calzino bucato
e accoppiamo con pazienza decine e decine di calzini spaiati…
noi,
che ci sentiamo liete, leggere e così fortunate
quando varchiamo la soglia della Casa equa e bella:
per educarci alla nonviolenza, per ricordare Giuliana,
per ascoltare Maurizio che ci fa vibrare evocando i versi di Dante…
noi,
che ci sentiamo privilegiate perché camminiamo senza velo e contempliamo il cielo azzurro…
noi,
che mangiamo tre volte al giorno e abbiamo l’acqua per lavarci…
noi,
che siamo disposte a diventare più povere perché altri diventino più ricchi…
noi,
che non utilizziamo quasi più l’automobile anche se non ce lo vieta nessuno…
noi,
davvero non lo capiamo perché ci sia tanto male e tanta brutale violenza, nel nostro piccolo mondo…





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