Di seguito, due generose recensioni:
"La maternità per Maria D’Asaro si rivela come una scoperta continua. Essa è lo sperimentare di persona – perché non basta sentirlo raccontare – il quotidiano che è in realtà straordinario ogni volta che nasce un bambino. Basta saperlo guardare tra le righe questo fatto, annotarlo e riviverlo mentre diventa narrazione attraverso la scrittura.
Non tutti sanno farlo ma l’autrice sì. Il bambino – nel titolo una citazione del capolavoro di Oriana Fallaci – “poi è nato” ed è il protagonista di questo romanzo.
Con Maria D’Asaro diventa la guida attraverso un viaggio di formazione. In questo percorso a crescere sono entrambi: la mamma e il figlio. Il secondo chiede e la prima risponde in un dialogo continuo in cui ad imparare sono tutti e due mentre la lezione cui assistono insieme è quella della vita stessa. Il piccolo, delizioso racconto, inizia con l’attesa tra le paure e le premonizioni, poi continua con le gioie della nascita.
La penna leggera della D’Asaro si snoda attraverso 114 pagine fluide a tratti non scevre dalle preoccupazioni per il futuro. Ne emerge, oltre al filo rosso che lega una madre al figlio, anche una nuova visione della donna nella società moderna dominata dall’intelligenza artificiale con cui la protagonista si trova a misurarsi nel suo lavoro – oltretutto precario – di traduttrice...
Gloria Zarletti, continua su il Punto Quotidiano, 1 febbraio 2026
"Esiste sentimento più forte di quello che lega la madre al proprio figlio, sin da quando è ancora nel ventre della donna? Ma anche quando, a poche settimane dal concepimento, quell’esserino lungo 5-6 centimetri e dal battito cardiaco acceleratissimo (160 pulsazioni al minuto) nasce, cresce, diventa bimbo, poi ragazzino, quindi adolescente e infine adulto. E’ un legame potente che niente e nessuno possono sciogliere e che ha sì motivazioni dettate dallo stesso sangue, ma ha pure ragioni ancestrali che razionalmente si fa fatica a spiegare.
Il tema di Lettere a un bambino poi nato (edizioni Diogene Multimedia), la seconda fatica letteraria di Maria D’Asaro, è proprio questo: il rapporto tra madre e figlio. Le angosce e le gioie, le ansie e le delusioni, i timori e le speranze, le inquietudini e le preoccupazioni e i problemi: che grande responsabilità portano con sé le mamme… “Forse, l’amore è ciò che si prova quando si ha tra le braccia il proprio bambino e lo si sente così piccolo, inerme, indifeso. E messo al mondo senza la sua autorizzazione”, racconta in un’intervista Oriana Fallaci a Marina Buttafava in appendice al suo Lettera a un bambino mai nato...
Nicola Savino, continua su il Punto Quotidiano, 1 febbraio 2026

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