martedì 19 febbraio 2019

Nati per condividere

         Care sorelle e fratelli, non sono pagine facili quelle del Vangelo di oggi. (…)
La buona notizia è che per Dio,  agli occhi del Signore, non ci dovrebbe essere spazio per ricchi e poveri. Questi termini, con i quali noi designiamo categorie sociali, non sono condivise dal Signore. Qual è la storia che c’è dietro e anche le diverse modalità in cui storicamente si è determinato tutto questo … lo rinviamo ad altri momenti di analisi. 
      Ma qui Gesù sta parlando con i suoi discepoli, che hanno cominciato a seguirlo, hanno lasciato le loro barche, ciò che avevano e lo stanno seguendo … vogliono entrare nel Regno di Dio. Per entrare nel regno di Dio dobbiamo renderci disponibili e orientare i beni a beneficio di tutta l’umanità.
        Il gesto che i primi discepoli hanno compiuto vuole esprimere questa capacità che viene dall’appello, che viene dal Signore di lasciare per dedicarsi alla realizzazione di questo Regno di Dio: che è regno di verità, di pace, di giustizia … di eguaglianza fraterna, tra fratelli e sorelle, di superamento di ogni forma divisoria o di contrasto.
        E se qualcuno invece vuole trattenere per sé tutto quello che ha, allora Gesù lo mette in guardia: Stai attento, guarda che questo non ti porta da nessuna parte … Quel guai non è una minaccia, è un appello: guarda che questo è quasi un lamento funebre, questo ti porta alla morte … Se tu non riesci a dare, ma trattieni solo per te, guarda che questo equivale a morire, non fruttificare.
Dietro questi due appelli – Beati i poveri, guai a voi ricchi – c’è l’appello di fondo che è l’appello a sapere donare per condividere. E in questo modo mettere in crisi un sistema che si trascina da millenni: questa separazione, in mille forme diverse, tra gli uomini. E che Gesù vuole smantellare, facendo appello al fatto che ciò che ci può riempire il cuore è l’esperienza dell’amore, è l’esperienza del dono. 
(…) E’ davvero insopportabile che ci siano ricchi e ci siano poveri: è insopportabile agli occhi del Signore.
            Come passare da quest’annunzio all’organizzazione di un nuovo mondo che anche avvenimenti politici importanti hanno intravisto – penso alle rivoluzioni che hanno teorizzato il principio dell’eguaglianza tra le persone – come passare a questo regno di Dio (…) questo è affidato alla maturazione della politica, dell’intelligenza, della creatività umana … Ed è un compito aperto. Non so quando riusciremo a portarlo a compimento, questo compito.
          Ma oggi accogliamo questa notizia bella che il Signore ci dà. Egli è dalla parte di coloro che sono capaci di privarsi di qualcosa per arricchire un altro, per favorire la vita di un’altra persona. E i discepoli avevano compiuto questi primi gesti entusiastici. Po gli Atti degli apostoli ci ricorderanno che nella comunità dei cristiani “nessuno era nel bisogno” perché tutti si prendevano cura di tutti. E’ stato forse idealizzato questo primo momento della comunità cristiana primitiva … Ma era il motivo per cui Cristo è risorto: la resurrezione di Gesù è il capovolgimento della situazione di morte che noi continuiamo ad alimentare anche attraverso strutture politiche ed economiche che uccidono la nostra umanità. Se Gesù è risorto è appunto per capovolgere, per mettere in crisi questi sistemi che, in un modo o nell’altro, provocano vittime, strada facendo, nel corso della storia.
          Ed è anche un allarme che ci viene lanciato: Stai attento che dove c’è ricchezza, quasi certamente è stata provocata povertà. La ricchezza non è innocente: storicamente sappiamo che popoli interi sono stati deprivati. E queste deprivazioni hanno creato strutture di dipendenza, di sfruttamento, che poi prendono forme nuove, forse più raffinate, anche finanziarie e di altro ancora.         Ci viene lanciato un allarme: ricordati che dove c’è ricchezza, quasi certamente è stata provocata povertà e miseria, nei popoli. E (…) credo che sia l’appello più bello che il Signore ci voglia offrire perché noi possiamo pensare a un mondo che sia ispirato al regno di Dio, alla regalità del Signore che è fatta di amore e di auto donazione: è Dio per primo che si auto-dona a noi.

(il testo, pronunciato domenica 17 febbraio 2019 da don Cosimo Scordato nella chiesa di san Francesco Saverio a Palermo, non è stato rivisto dall’autore: eventuali errori o omissioni sono della scrivente, Maria D’Asaro, che si assume pertanto la responsabilità delle imprecisioni e manchevolezze della trascrizione)


2 commenti:

  1. Cara Maria, il tuo articolo contiene tante verità.
    Condividere dovrebbe essere la prima regola, il primo pensiero di noi esseri umani. Condividere permette di vivere una vera vita e non solo un'esistenza priva di significato.
    Grazie per la condivisione, un abbraccio.

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  2. @Diana: grazie a te per la visita e l'apprezzamento. Buon fine settimana.

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