L'autrice di questo blog, Maria D'Asaro, vive in un'isola ed è affascinata dal mare: mari da sognare, mari da scoprire, mari da solcare...
giovedì 19 dicembre 2019
mercoledì 18 dicembre 2019
Amore e misericordia, vie di salvezza
![]() |
| Leonardo da Vinci: Cartone di Burlington House, 1501 |
Care sorelle e fratelli, è emozionante quest’incontro tra Gesù e Giovanni Battista, anche se è riferito perché Giovanni è in carcere. Ed è emozionante perché si incontrano due impostazioni di vita degne di grande rispetto.
Da un lato, Giovanni Battista, uno che ha fatto scelte radicali: la privazione, il deserto, l’alzare la voce, la critica verso il potere, la denunzia, il coraggio, sino al martirio. Dall’altro lato - che non è un lato opposto, ma diverso - Gesù che non vuole spegnere il lucignolo fumigante, che si muove risanando le persone, offrendo a tutti la possibilità di un futuro diverso dal loro passato o da presunte condanne (di Dio, della società, del tempio), offrendo il volto della misericordia, del perdono, della prossimità, della vicinanza.
E Gesù non vuole fare concorrenza a Giovanni: lo apprezza tantissimo e, in fondo, nel mondo ci vogliono tutti e due, Giovanni Battista e Gesù. Ma l’affermazione conclusiva di Giovanni Battista è che il Regno di Dio ha un’altra misura, ha un altro passo, rispetto a quello frontale, di battaglia, di voce alzata, di martirio dello stesso Giovanni.
Gesù ci dice che la misericordia è più grande di tutto questo. La denuncia, la lotta sono necessarie, ci scappelliamo quando ci sono, con ammirazione, con rispetto. La misericordia è la rivelazione più piena della vicinanza di Dio all’uomo: il volto di Gesù cerca di incarnare tutto questo: le sue parole, i suoi gesti, il suo desiderio di far tornare il sorriso nelle persone, di risollevarle dalle loro angosce, dalle loro miserie, dai loro errori … perché nessuno si senta sconfitto o perduto.
E bisogna tenere lontano ogni atteggiamento di giudizio, di sovrapposizione verso gli altri.
Una certa religiosità, una certa idea di purezza, di una sorta di legalità rituale non bastano: c’è dell’altro ancora, di più importante, di più bello: “Ditelo a Giovanni, portategli belle notizie a Giovanni … quel cieco ci vede, quello zoppo cammina, quel sordo sente … “ E’ contento di sentire … pensavano di non farcela, di essere risucchiati in una condizione irrimediabile, insanabile.
E invece non è più così: un amore di Dio più grande delle nostre miserie, delle nostre difficoltà, che Giovanni sa cogliere e sulle quali punta il dito. Ma questo non è l’atto ultimo. Questo è il penultimo. L’atto ultimo è quello che sa includere anche le miserie più terribili e più devastanti per offrire la possibilità di superarle. E affermare che l’amore e la misericordia possano sopportare, supportare e superare anche le situazioni più disperate.
E invece non è più così: un amore di Dio più grande delle nostre miserie, delle nostre difficoltà, che Giovanni sa cogliere e sulle quali punta il dito. Ma questo non è l’atto ultimo. Questo è il penultimo. L’atto ultimo è quello che sa includere anche le miserie più terribili e più devastanti per offrire la possibilità di superarle. E affermare che l’amore e la misericordia possano sopportare, supportare e superare anche le situazioni più disperate.
Ma noi non ci riusciamo, lo sappiamo. Ne prendiamo atto. Ma questo è quello che vogliamo credere come donato da Dio, come orizzonte nel quale tutto può essere compreso, nonostante tutto. E Dio è incommensurabile. La misura dell’amore di Dio è amarci senza misura, in nessuna proporzione con quello che noi facciamo, ma sproporzionatamente rispetto a quello che siamo e a quello che facciamo.
Ma è bello pensare che Dio sia allora la sorpresa su di noi, la diversità rispetto ai nostri perimetri entro cui spesso rischiamo di chiudere le nostre storie personali e quelle degli altri e dell’umanità. Dio è l’altro ancora, è l’oltre ancora le nostre miserie … Il suo sguardo, il suo sorriso ci viene incontro attraverso Gesù Cristo. Che è l’alterità, la differenza di Dio che sa includere tutte le nostre situazioni. La differenza che sa farsi in tutto simile a noi, ma la sua differenza non è lontana da noi stessi, ma ci aiuta ad accorciare la distanza tra le nostre pochezze e l’immensità del suo amore e della sua misericordia.
(omelia di don Cosimo Scordato, chiesa san Francesco Saverio, Palermo, domenica 15.12.19, III Avvento: eventuali errori o omissioni sono della scrivente, Maria D’Asaro, che si assume pertanto la responsabilità delle imprecisioni e manchevolezze della trascrizione)
domenica 15 dicembre 2019
“Cuoche combattenti” contro la violenza
Palermo – Metti insieme un gruppo di donne con un vissuto familiare difficile, segnato da violenze fisiche o psicologiche, falle reagire con un accogliente centro anti-violenza, che esalta il loro ‘sapore’ combattivo, aggiungi un tocco di sapiente lavoro di rete, una spruzzata di micro-credito e condisci il tutto con abbondanti manciate di creatività e resilienza.
A Palermo le “Cuoche combattenti” sono nate pressappoco così: l’idea si deve a ... (continua su il Punto Quotidiano)
Maria D'Asaro, 15.12.2019, il Punto Quotidiano
venerdì 13 dicembre 2019
A Palermo santa Lucia offre arancine e cuccia
Palermo – Se siete un turista di passaggio a Palermo il tredici dicembre, giorno della festa di santa Lucia, ed entrate in un panificio chiedendo uno sfilatino di pane, potreste rischiare di essere guardato come un alieno. Perché? Perché a Palermo – come anche in altre zone della Sicilia, soprattutto Siracusa e dintorni – il tredici dicembre la tradizione impone di non consumare cibi a base di farina, ma arancine di riso (declinate al femminile, diversamente che a Catania!) di riso preparate in mille modi (al ragù, al pistacchio, al burro, con spinaci, con melanzane, ma anche con cioccolato …), panelle, cioè gustose frittelle a base di farina di ceci, e infine un dolce davvero prelibato, la cuccia.
La tradizione di astenersi da pane e pasta nel giorno dedicato a santa Lucia risale addirittura al lontano 1646, quando nel porto di Palermo approdò una nave carica di grano, che permise ai palermitani di sfamarsi dopo una lunga carestia. A causa della fame prolungata, il grano non venne macinato, ma solo bollito e quindi mangiato. Per ricordare l’arrivo del bastimento, per il quale i cittadini di Palermo resero grazie a santa Lucia, si diffuse l’usanza di mangiare cibi privi di farina, quali riso, patate, farina di ceci oppure grano bollito.
Proprio il grano bollito è l’ingrediente di base della cuccìa, mescolata poi a ricotta di pecora o crema di latte bianca o al cioccolato. L’ottimo dolce viene infine guarnito con zuccata, cannella, pezzetti di cioccolato e scorza di arancia grattugiata. Nel nisseno e nel trapanese la cuccia viene preparata in modo diverso: a Trapani al grano bollito si aggiungono fave e ceci, cucinati nel mosto cotto ad oltre 100 gradi, quando il mosto si riduce di volume ed assume una consistenza di caramello. A Caltanissetta invece la cuccía viene consumata come pietanza salata, preparata come minestra di grano cotto con ceci lessati e condita con sale, pepe e olio extravergine d'oliva. A differenza della cuccìa dolce, viene servita calda.
Secondo alcuni studiosi, la tradizione di preparare dolci di grano cotto arricchiti con vari ingredienti è probabilmente un residuo dell’antica tradizione cristiana di rito greco di commemorare le festività maggiori con una pietanza bene augurale che rappresenta l'abbondanza. Ancora oggi troviamo usanze gastronomiche simili in Paesi ortodossi come la Romania (in cui il dolce viene servito per onorare i defunti e il santo patrono) e in Russia, che ha nella Kut'ja uno dei dolci tipici del Natale ortodosso.
Maria D’Asaro. 8.12.2019, il Punto Quotidiano
Labels:
Ritagli di giornali
martedì 10 dicembre 2019
Resta viva ... testa alta, cuore in mano
"Resta viva.
Non accontentarti.
Porta i tuoi occhi a fare una passeggiata, appena puoi.
Non rinunciare ai tramonti, alla speranza.
Accetta la sofferenza. Accetta la felicità. Accetta la forza che a volte ti pervade.
Non lasciarti schiacciare da quello che è stato, da quello che non hai. Non farti portar via la gentilezza, la curiosità, la fantasia.
Continua a saltare nelle pozzanghere, se ti va.
Cambia pettinatura, cambia pelle. Cambia modo di vestirti e di truccarti, cambia abitudini, amicizie, luoghi e sogni.
Cambia spesso, ma lotta fino alla fine per non perderti.
Abbi cura di te,soprattutto quando tornerai ad amare. Abbi cura del modo in cui guardi gli altri.
Abbi cura del tuo amore, soprattutto adesso. Soprattutto quando non saprai a chi donarlo. Non gettarlo. Non sprecarlo. Tienilo da parte, ti servirà.
Piangi pure; piangi quando vuoi. Ricordati di farlo ogni tanto.
Ricorda che la cura, se davvero ne esiste una, sono le persone.
Non dimenticarti di loro. Delle loro mani. Dei loro guai. Delle loro storie piccole ma grandiose.
Non precluderti niente solo perché potrebbe distruggerti.
Non sparire.
Susanna Casciani - Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore.
Non accontentarti.
Porta i tuoi occhi a fare una passeggiata, appena puoi.
Non rinunciare ai tramonti, alla speranza.
Accetta la sofferenza. Accetta la felicità. Accetta la forza che a volte ti pervade.
Non lasciarti schiacciare da quello che è stato, da quello che non hai. Non farti portar via la gentilezza, la curiosità, la fantasia.
Continua a saltare nelle pozzanghere, se ti va.
Cambia pettinatura, cambia pelle. Cambia modo di vestirti e di truccarti, cambia abitudini, amicizie, luoghi e sogni.
Cambia spesso, ma lotta fino alla fine per non perderti.
Abbi cura di te,soprattutto quando tornerai ad amare. Abbi cura del modo in cui guardi gli altri.
Abbi cura del tuo amore, soprattutto adesso. Soprattutto quando non saprai a chi donarlo. Non gettarlo. Non sprecarlo. Tienilo da parte, ti servirà.
Piangi pure; piangi quando vuoi. Ricordati di farlo ogni tanto.
Ricorda che la cura, se davvero ne esiste una, sono le persone.
Non dimenticarti di loro. Delle loro mani. Dei loro guai. Delle loro storie piccole ma grandiose.
Non precluderti niente solo perché potrebbe distruggerti.
Non sparire.
Resta, goditi lo spettacolo.
Resta coraggiosa.
Resta dolce.
Testa alta,
cuore in mano."
Labels:
Quaderno blu
domenica 8 dicembre 2019
giovedì 5 dicembre 2019
Che fatica essere donne ...
Nel pullman Palermo-Catania, la donna che sale all’ultima fermata cittadina riesce a sedersi solo grazie alla disponibilità di una signora che sposta il suo bagaglio. Tra le due donne, si stabilisce una corrente di simpatia: le signore si scoprono entrambe docenti e chiacchierano della Germania, dove l’una risiede e dove l’altra si è recata in vacanza. Davanti a loro siedono due uomini che tengono reclinati gli schienali dei sedili sino a farli quasi arrivare alle gambe delle signore.
Alla garbata richiesta di una delle donne di raddrizzarli un po’, uno farfuglia qualcosa, e rimane immobile, l’altro raddrizza di qualche millimetro lo schienale. Ma, mentre compie l’inutile operazione, lancia in diagonale a una delle signore una rapida occhiata che è un misto di stizza, odio e disprezzo. Alla fine del viaggio, nelle due donne il peso di una stanchezza doppia: quella delle ginocchia e quella interiore, frutto dell’ennesimo gratuito sopruso maschile.
Alla garbata richiesta di una delle donne di raddrizzarli un po’, uno farfuglia qualcosa, e rimane immobile, l’altro raddrizza di qualche millimetro lo schienale. Ma, mentre compie l’inutile operazione, lancia in diagonale a una delle signore una rapida occhiata che è un misto di stizza, odio e disprezzo. Alla fine del viaggio, nelle due donne il peso di una stanchezza doppia: quella delle ginocchia e quella interiore, frutto dell’ennesimo gratuito sopruso maschile.
Maria D'Asaro
Labels:
Palermo in 150 parole,
Quaderno blu
domenica 1 dicembre 2019
A Troina, anche gli asini contro la mafia
Palermo – A Troina, comune montano nella zona nord-orientale della Sicilia, quattromila ettari di boschi di proprietà comunale, per decenni in mano alla mafia dei Nebrodi - che prendeva in affitto un ettaro di terreno a pochi euro ricavandone sino a oltre trecento euro di finanziamenti europei - (continua a leggere su il Punto Quotidiano)
Maria D'Asaro
Labels:
Ritagli di giornali
Iscriviti a:
Post (Atom)

















































