lunedì 7 novembre 2011

Il Piccolo Principe e la sua rosa


Ancora qualche passo de “Il Piccolo Principe”. Sono pezzi arcinoti, lo so. Ma hanno una sapienza segreta.

“Disse il piccolo principe: - Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare? – E’ una cosa molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami. – Creare dei legami? – Certo – disse la volpe. – Tu, fino ad ora, per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. ““Comincio a capire,” disse il piccolo principe. “C’è un fiore … credo che mi abbia addomesticato” (…)
 “Se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.  E poi guarda!Vedi, laggiù, in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticata. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano.” (…)
Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità”. (…)
 “Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.  - Voi non siete per niente simili alla mia rosa … Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.  Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo. “-
E le rose erano a disagio. - Voi siete belle, ma siete vuote” disse ancora.  - Non si può morire per voi. Un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro. … Perché su di lei ho ucciso i bruchi …
- Addio – disse la volpe. – Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi… - E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante … - Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”

“Io sono responsabile della mia rosa” … ripetè il piccolo principe per ricordarselo.[1]

 E’ difficilissimo, lo so. Specie se in classi ne abbiamo ventisei. Di cui quindici “difficili”. Ma ogni insegnante dovrebbe ricordarselo: siamo responsabili dei nostri alunni/rose.
Siamo responsabili di chi abbiamo "addomesticato". 






[1] [1] Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, ed. Bompiani per la scuola, Bergamo, 2007: pagg.110-116

7 commenti:

  1. Ed ecco il solito commento inopportuno, inappropriato, impertinente, imprudente (mi toglierai il saluto?) scroccone (tutto questo spazio?), indelicato (eh sì, sono sensibile alle pubblicità), sempre fuori tema rispetto al senso del post e alla sua grazia
    Nel mazzo, insieme alla rosa del piccolo principe
    stereotipato:
    Non c'è rosa senza spine
    studentesco:
    Rosa - rosae - ropsae - rosam ...
    erudito:
    Rosa fresca aulentissima/ che appari in ver la sera
    musicale:
    Ben venga maggio, ben venga la rosa che dei poeti è il fiore
    (sai bene di chi è)
    gastronomico:
    pasta o riso ai petali di rosa
    classico:
    Orazio citato ne "L'attimo fuggente"
    O vergine cogli l’attimo che fugge.
    Cogli la rosa quando è il momento,
    che il tempo, lo sai, vola,
    e lo stesso fiore che sboccia oggi,
    domani appassirà.

    ecc.

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  2. A me hanno fatto leggere il Piccolo Principe da piccola... e non mi è piaciuto per niente :-(
    Anzi, mi sono anche molto arrabbiata quando il protagonista è morto alla fine (almeno, io l'avevo interpretata così), ce l'avevo a morte con l'autore perché era stato cattivo a farlo morire, ahahah.
    Secondo me non è un libro per bambini, bisognerebbe leggerlo da adulti, perché ha dei significati profondi che si comprendono solo da grandi. Io purtroppo non riesco ancora a distogliermi dal senso di delusione che ho provato da piccola, leggendo il finale!

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    1. Da adulti? manco gli adulti non capiranno.

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  3. Sono daccordo con Vele il Piccolo Principe è un libro per adulti. A mio parere bisognerebbe leggerlo più volte per avere la propria chiave di lettura...

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  4. @ctldzffr: a una inadeguata cinquina di "i" rispondo con una cinquina di "e". Sei stato esauriente, eclettico, equilibrato, esatto, elegante!
    Grazie sempre della tua attenzione. Ci si vede a scuola!
    @Vele e Pippi: sono d'accordissimo con voi: il "Piccolo Principe" è un libro per adulti. Farlo leggere per intero ai ragazzini ha poco senso. O delude o non viene capito per intero.
    Grazie di esserci, ragazze! Buona giornata.

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  5. cazzate, il piccolo principe manda un messaggio chiaro e diretto all'inconscio di chi legge, sia esso bambino o adulto, anzi credo che la comprensione che ne facciamo noi a livello conscio sia inutile, è proprio per questo che i bambini sono 1000 volte MIGLIORI DI NOI

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  6. @Anonimo: sono d'accordo col fatto che i bambini siano mille volte migliori degli adulti. Non sono del tutto d'accordo invece con la prima affermazione: non è certo che la comprensione di un testo letterario raffinato come "Il piccolo principe" immediata, per i più piccoli. Grazie per la visita e buona giornata.

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