C’è chi conta le pecore, c’è chi vede Netflix, c’è chi si dispera, c’è chi è impegnato in amorosi amplessi, c’è chi è stremato e si addormenta di botto…
Nostra signora, sul guanciale, da un po’ di mesi rievoca rime alternate, incatenate, libere e baciate, provando a rimembrare quelle che le solleticano il cuore e i sensi poetici.
Per tutto l’inverno si è fatta cullare da una sorta di poesia/filastrocca del grande Giovanni, che ha recuperato rima per rima alla memoria:
Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca.
Senti: una zana dondola pian piano,
un bimbo piange, il piccol dito in bocca;
canta una vecchia, il mento sulla mano.
La vecchia canta: intorno al tuo lettino
c’è rose e gigli, tutto un bel giardino.
Nel bel giardino il bimbo s’addormenta.
La neve fiocca lenta, lenta, lenta.
Poi c’è stata la parentesi con l’amato Giuseppe:
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
È il mio cuore
il paese più straziato
Ora è la volta della corrispondenza di amorosi sensi con il magnifico Giacomo:
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Già: E poi come continuare? Provo un po' a parafrasare:
Ma provando e ricordando, interminati
Versi di là da quelli, nei miei umani
Silenzi, in profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo…
Dei versi esatti adesso ho sete: vado allor a trovarli in rete:
...ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei.
Giacomino eri un genio.
Lirica modernissima la tua, con un ritmo potente dettato dagli enjambement...
Così tra questa Immensità s'acquieta il pensier mio:
E il dormir m'è dolce in questo mare.
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