Palermo – "Siamo quelli che avvisano i pompieri che la casa brucia, ma i pompieri non arrivano mai”. Questi i sentimenti di scienziati e ricercatori, che oscillano tra frustrazione, depressione e desiderio comunque di fare qualcosa di utile per il pianeta e la comunità umana… Sentimenti raccontati nel giugno scorso a Torino da film e documentari durante la 29° edizione del Festival Cinemambiente, rassegna che in questi tre decenni si è occupata della situazione critica del nostro pianeta, sempre più grave per la sopravvivenza.
La giornalista Alessia Mari, al telegiornale scientifico Leonardo del cinque giugno, ha sottolineato che tanti scienziati “da tutta la vita raccolgono dati sul clima in crisi: però non riescono a smuovere le coscienze, né la politica, che guida il mondo nella direzione opposta. Così i ricercatori per la prima volta vacillano, tra frustrazione e scoramento, e reagiscono all'indifferenza diventando ribelli. Allora abbandonano laboratori e numeri per caricarsi sulle spalle il peso del mondo.”
A Cinemambiente la sezione ‘Scienza e (in)coscienza’ ha permesso di conoscere l’esistenza e le storie di tanti scienziati frustrati e disillusi, ma comunque combattivi. Lo ha fatto con The Weight of the World, Il peso del mondo (titolo in lingua originale Das gewicht der welt) del regista tedesco Florian Heinzen-Ziob, film che racconta la resistenza civile del movimento Scientist Rebellion. I protagonisti della pellicola sono tre scienziati affermati - Maria, Sebastian e Nana – sempre più scoraggiati e frustrati perché vedono ignorati i dati e l’allarme sul cambiamento climatico.
Di fronte all’indifferenza generale e al silenzio inerte della politica, malgrado i risultati delle loro ricerche circa le responsabilità umane sul cambiamento climatico siano inconfutabili, Mara, Sebastian e Nana lasciano i loro studi e laboratori e aderiscono alla resistenza civile e alle azioni nonviolente del movimento Scientist Rebellion.
A Torino è stato poi proiettato il documentario del regista tedesco Michael Strassburger, autore di (continua su il Punto Quotidiano)
Maria D'Asaro, 20 settembre 2026, il Punto Quotidiano


Bel post.Buona giornata da OLga.
RispondiElimina@Olga: ben ritrovata Olga! Grazie dell'apprezzamento. Buona settimana.
EliminaIl mondo si avvia verso un punto di non ritorno.
RispondiElimina@Cavaliere: purtroppo è così...
EliminaC’è un diffuso negazionismo climatico che è una fuga dalla complessità della situazione e dalle responsabilità che governati e governanti abbiamo.
RispondiElimina@Pietro: sottoscrivo in pieno il tuo commento. Un abbraccio.
RispondiEliminaGrazie Maria. Il silenzio su questi scienziati -che hanno voce grazie a un documentario e a chi, come te, rilancia la loro lotta- è già di per sé un segno inequivocabile dell'ottusità e della malafede di chi detiene il potere
RispondiEliminaAdriana
@Adriana: che bello trovare questo tuo commento!
EliminaSecondo me, la lotta per la preservazione della nostra madre Terra è inseparabile dalla nonviolenza... un abbraccio.