venerdì 29 novembre 2013

Libertà di Parola



Ebbene, grazie alla preziosa collaborazione di Ornella Giambalvo, il libro c'è: la raccolta delle splendide omelie di Cosimo Scordato. 
Domani, sabato 30 novembre, la presentazione: ore 18, chiesa di San Francesco Saverio (sita nella piazzetta omonima) Palermo.

mercoledì 27 novembre 2013

Sconto o Scontrino?


Per favore, mi dà lo scontrino? – Dimentica lo scontrino.  - Lo scontrino, per piacere. – E’ una battaglia infinita, a Palermo, quella per ottenere dal negoziante lo scontrino fiscale. Una lotta dura. Magari lo scontrino lo ottieni, ma a prezzo dello sguardo stranito e glaciale della commessa  che non capisce perché ti ostini a richiederlo, per tre panini. Così, qualche volta, sei talmente sfinita che neppure lo chiedi più. Alla fine, borbotti dentro di te, non salvo mica l’Italia chiedendo lo scontrino per 90 centesimi … Ma poi c’è la faccenda del dentista o della ginecologa: - Devitalizzazione e incapsulamento 650 euro; senza fattura 560. – Visita ed ecografia con ricevuta fiscale 150 euro, senza 120. - In un paese civile, l’opzione tre le due cifre non dovrebbe esistere proprio. Ma tu vivi a Palermo, in Italia. E ti chiedi perché siano davvero in pochi a pagare le tasse, in questo Paese.

                                                           Maria D’Asaro (“Centonove”, n.44 del 22.11.2013)

lunedì 25 novembre 2013

Donna non è bello se ...

     
 (I dati sono stati acquisiti dalle seguenti fonti: TG 3 RAI - Leonardo, TG Scienza, andati in onda oggi 25.11.2013)


    Dall'inizio del 2013 a oggi, in Italia 128 donne sono state uccise da mariti, conviventi, amanti, ex compagni. In Gran Bretagna, due donne a settimana. In media 100 donne all’anno, in Pakistan, hanno il volto devastato dall’acido versato da un parente maschio. Si calcola che, nel mondo, il 70% delle donne subisce una qualche forma di violenza nel corso della vita. Il 25% di loro vive in Europa
    L’Associazione degli Psichiatri italiani sottolinea che, su 400 casi di femminicidio, solo poco più del 3% degli aggressori è risultato affetto da patologia psichiatrica. 

sabato 23 novembre 2013

Shall we dance?!

Buon fine settimana.
Ringrazio Luciano che mi ha proposto musica e video:
Capital cities: Safe and sound






giovedì 21 novembre 2013

La vita, secondo Wislava

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.

                                                                         Wislawa Szymborska 

martedì 19 novembre 2013

Filosofia callejera


Da tempo, il tarlo delle grandi domande - quelle che ci facciamo tutti, prima o poi – ha ripreso a farmi compagnia.  Così, due martedì al mese, mi incontro con altri umani affamati di senso e di pizza (chi vuole, prima della chiacchierata, mangia qualcosa insieme) per una cenetta filosofica. Il pretesto per un’ora e mezza di confronto, è dato dalla lettura condivisa di un libro: abbiamo commentato Candido di Voltaire e Terapia del desiderio di Martha Nussbaum; ci siamo chiesti con Vito Mancuso quale sia La vita autentica e con Nulla da cercare di Thich Nhat Hanh abbiamo approfondito alcuni temi cari al buddismo. Non ci siamo fatti mancare neppure la buona letteratura: Dostoevskij con Memorie dal sottosuolo  e  Marguerite Yourcenar con le imperdibili Memorie di Adriano.  Con Fritjof Capra e Il Tao della fisica abbiamo riflettuto sui nessi tra meccaniche celesti e pensieri terrestri.
Ora stiamo leggendo Introduzione alla verità di Franca D’Agostini. Che ho trovato davvero intrigante. Magari vi proporrò qualcosa di questo testo. Riflessioni filosofiche per nulla scolastiche o accademiche. Sarà una filosofia per tutti, una filosofia di strada. Una filosofia callejera,appunto.[1]



[1] Così l’ha chiamata in un bel libro il mio amico Augusto Cavadi: Filosofia di strada, Ed. Di Girolamo, Trapani, 2010, € 28.

domenica 17 novembre 2013

I cavalli e la città

     Se sei uno di quei palermitani mattinieri che è solito fare di buon’ora due passi in città, noterai che la domenica mattina, tra le sei e le otto, le strade cittadine sono percorse da cavalli bianchi o neri che vanno al passo, al trotto e persino al galoppo. Si tratta talvolta di esemplari equini utilizzati per il traino di carrozze che ospitano turisti desiderosi di visitare Palermo con questo mezzo desueto o che trasportano coppie di novelli sposi  ai quali piace suggellare l’inizio della vita insieme andando in carrozza, mezzo di trasporto ormai fiabesco e suggestivo. Ma, ahimè, più spesso si tratta di puledri sfruttati per oscure corse clandestine. 
    Allora ti pare che, forse meglio dell’aquila dorata sullo scudo rosso che è l’emblema ufficiale della città, siano questi destrieri a rappresentare una certa anima di Palermo: un’anima ferina, indomita, ruggente, ma sottomessa a forza al morso di padroni senza scrupoli. 
                                                                        Maria D’Asaro  (“Centonove”, n.43 del 15.11.2013)                                                      
                                                             

venerdì 15 novembre 2013

In nome della madre

Oggi la psico-psico ha accolto tante madri.
Stiamo così bene in due in un corpo solo
La prima è stata la più impegnativa: - Dottoressa, i valori renali di mio figlio sono alterati. Saranno necessari esami ulteriori e forse un ricovero … 
Che vuoto mi hai lasciato, che spazio inutile dentro di me deve imparare a chiudersi. Il mio corpo ha perso il centro, da adesso in poi noi siamo due staccati, che possono abbracciarsi e mai tornare una persona sola 
La psico-psico offre alla signora dei fazzolettini: - Grazie: in questo periodo ne uso tanti davvero 
Gli uomini sono buoni a fare qualche mestiere e a chiacchierare, ma sono persi davanti alla nascita e alla morte (…) Ci vogliono le donne al momento della schiusa e all’ora di chiusura 

Parlerò io con i docenti. Ci vediamo al ricevimento, a inizio Dicembre. - Sa dottoressa: mio figlio è così chiuso. Non parla della sua malattia. Mi dice soltanto: - Mamma, mi dispiace darti pensieri, mi dispiace farti soffrire …  - Mi fa paura che non parla, mio figlio.
Mi fa paura che non piangi,  figlio (…) Dormi, respira sazio, cresci (…), vivi ...

In ebraico esistono due emme, una normale che va in qualunque punto della parola      מe una che va solo in ultima casa  ם
Miriam ha due emme, una d’esordio e una terminale. Hanno due forme opposte. La emme finale è chiusa in ogni lato. Quella iniziale è gonfia e ha un’apertura verso il basso. E’ un’emme incinta.
(le frasi in corsivo sono tratte da: In nome della madre di Erri De Luca – Feltrinelli, Milano, 2006, € 7,50)

martedì 12 novembre 2013

Nostra Signora dai super poteri

          Nostra Signora non si era mai sentita del tutto normale: ieri stava in classe da sola perché era molto secchiona e le barzellette non le capiva; oggi non si integrava con le signore che parlavano di ricette e vestiti.
Inoltre, ogni tanto le succedevano cose inspiegabili: quando Sally in Israele rischiava di precipitare dalle alture del Golan, in quel preciso momento lei, da Palermo, l’aveva vista, con tutta la sua nera paura. Prima che morissero i nonni e la mamma, aveva fatto dei sogni strani e premonitori. A volte la morte riusciva persino a sentirla: ne percepiva la presenza e l’odore, persino nei volti di chi non conosceva. 
    Ma avvertiva anche forte la vita: aveva indovinato che sarebbe nato un bambino, in un giorno preciso. E poi, non sapeva spiegarlo, ma a lei bastava guardare negli occhi un uomo o una donna per capire se aveva mai fatto l’amore. E se era disperato o felice. C’era ancora un’altra sua fissazione. Da ragazzina ne aveva fatto un punto d’onore: osservava per qualche tempo il fruttivendolo, il salumiere, la vicina di casa. E poi ne indovinava il segno zodiacale. Percentuale di esattezza: 80% sui numeri in suo possesso.
    Per il resto Nostra Signora era quasi una frana: aveva preso più di una cantonata pazzesca nella sua vita. La sfera di cristallo, bisognava che la lucidasse un pò meglio …

domenica 10 novembre 2013

Religione e fede secondo don Maggi

    Per religione (...) si intende tutto quell’insieme di atteggiamenti che l’uomo deve compiere verso Dio per ottenerne la benevolenza, il perdono e l’assistenza. Con Gesù questa è finita: è finita la religione perché Lui presenta un Dio completamente diverso da quello conosciuto. 
Il Dio della religione era una proiezione degli uomini: delle loro paure, delle loro ambizioni, delle loro frustrazioni …  in un Dio ricalcato. Propria una fotocopia. Di chi? Del più potente che c’era sulla terra. Chi era il più potente sulla terra? Era il re. Allora Dio è il re. Cosa fanno gli uomini nei confronti del re? Gli obbediscono e lo servono. Quindi nei confronti di Dio c’è obbedienza e c’è servizio. Cosa si fa se si contravviene alla legge del re? C’è la punizione. Ecco Dio che punisce e castiga. Quindi il rapporto degli uomini nei confronti di Dio era una proiezione dei rapporti degli uomini nei confronti del sovrano. (...)
p.Alberto Maggi, insigne biblista
    Gesù dice - Questo Dio è falso. Non è vero. Siete stati ingannati. Questo non è Dio. Dio è completamente diverso. Non è un Dio che chiede, ma un Dio che dà. Non un Dio che vuole offerte, ma un Dio che si offre. Non chiede obbedienza, ma chiede somiglianza; non chiede di essere servito, ma è Lui che serve. Un Dio completamente nuovo.
    Allora per indicare questa nuova relazione tra gli uomini e Dio, non si poteva più usare il termine “religione”, ma si usa il termine “fede”. Fede è la risposta degli uomini all’amore di Dio che Dio ha per tutta l’umanità. Quindi con Gesù possiamo dire che muore la religione e inizia la fede. Ma la tentazione della religione è sempre presente e sempre può affiorare.
    Perché? Perché della religione la categoria portante è quella del merito: l’amore di Dio lo devi meritare. Gesù non è d’accordo: l’amore di Dio non lo devi meritare, perché forse per la situazione, per la tua condizione, non vuoi o non puoi mettere in pratica certe regole per meritare l’amore di Dio … E allora? Accoglilo! L’amore di Dio non va meritato, ma va accolto. L’amore di Dio non è per i tuoi meriti, ma per i tuoi bisogni. Il Dio di Gesù è questo. E’ questo il Dio vero: non guarda i meriti delle persone, perché non tutti li hanno. Il Dio di Gesù è quello che guarda i bisogni delle persone. E tutti hanno dei bisogni.
    E soprattutto vorrei dare quest’esemplificazione: Dio, nella religione si offre come un premio; Dio, nella fede, si offre come un regalo. E’ tutto qui. Un premio dipende dal fatto che colui che lo riceve ha compiuto certe azioni, per meritarlo;il regalo non dipende da chi lo riceve, ma dalla generosità del donatore. Allora Dio non si offre come un premio, per come ti sei comportato; ma si offre come un dono. Qualcuno potrebbe dire: - Ma io non lo merito … - Ma ricevere un dono non dipende dai tuoi meriti, dipende dalla sua generosità. Questa è la differenza tra religione e fede.
       padre Alberto Maggi (trascrizione di un'intervista di cui non trovo dati temporali precisi)