venerdì 11 agosto 2017

11.8.1982: quando la mafia uccideva soprattutto d'estate ...

Dott. Paolo Giaccone
      Annus horribilis, per noi palermitani il 1982: il 3 settembre 1982 venivano brutalmente assassinati il prefetto di Palermo, già generale dei Carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo. “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”, fu scritto mestamente in un cartello vicino al luogo dell’assassinio.
    Ma meno di un mese prima, l’11 agosto 1982, Palermo era stata già funestata da un efferato assassinio: il dott. Paolo Giaccone veniva ucciso da due killer mentre si recava all'istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo.
Il dott. Giaccone  - Docente universitario, insegnante di antropologia criminale alla facoltà di giurisprudenza,  ordinario di Medicina legale alla facoltà di medicina dell'università di Palermo - divideva il suo impegno tra l'istituto di medicina legale del Policlinico, che dirigeva, e le consulenze per il palazzo di giustizia. (...)
Aveva ricevuto l'incarico di esaminare un'impronta digitale lasciata dai killer che, nel dicembre 1981, avevano scatenato una sparatoria tra le vie di Bagheria con quattro morti come risultato. L'impronta era di un killer della cosca di Corso dei Mille ed era l'unica prova che poteva incastrare gli assassini. Il medico ricevette delle pressioni perché aggiustasse le conclusioni della perizia dattiloscopica. Giaccone rifiutò ad ogni invito e ogni minaccia e il killer fu condannato all'ergastolo (da wikipedia).

Mensis horribilis per noi palermitani quello di Agosto, negli anni '80/90. E non tanto per il caldo:

5 agosto 1989: a Villagrazia di Carini (Palermo) uccisi l’agente Antonino Agostino e la moglie Ida Castellucci. Agostino faceva parte di un gruppo speciale per la ricerca dei latitanti (…). Il delitto è ancora impunito.
                                                    Ida Castellucci e Antonino Agostino

6 agosto 1980: ucciso a Palermo il procuratore capo Gaetano Costa. Aveva firmato da solo, perché i sostituti procuratori si erano rifiutati di farlo, mandati di cattura contro vari mafiosi. Il delitto è rimasto impunito.

                                                      Il procuratore capo Gaetano Costa

6 agosto 1985: a Palermo vengono assassinati il capo della Squadra mobile Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia. Cassarà era in prima linea nella lotta alla mafia e Roberto Antiochia, pur essendo in ferie, aveva chiesto di stare al suo fianco.

                                                     Ninni Cassarà e Roberto Antiochia

29 agosto 1991: ucciso l’imprenditore Libero Grassi, titolare dell’azienda tessile Sigma. Si era rifiutato di pagare il pizzo e aveva denunciato pubblicamente gli estorsori.

                                                                    Libero Grassi


(fonte delle notizie biografiche: Agenda antimafia ed.2011, edita dal Centro siciliano di documentazione “Peppino Impastato” di Palermo,  grazie all'opera meritoria di Umberto Santino e di Anna Puglisi)


Se a Palermo la speranza degli onesti non è morta del tutto, lo dobbiamo al sangue di questi martiri.


2 commenti:

  1. Rossana Rolando12 agosto 2017 13:44

    Ancora una volta l’impegno civile di questo blog ci ricorda coraggiosamente quello che tutti noi, in quanto Italiani, e non solo Siciliani, dovremmo tenere fermo nella memoria. Sono pagine dolorose in cui si racconta la vicenda di persone che - potremmo dire - comportandosi “normalmente” (per esempio rifiutandosi di pagare il pizzo) sono divenute veri e propri eroi, perché in determinati contesti la normalità ha il prezzo altissimo della vita e quindi “per essere normali” è necessario essere degli eroi. Grazie.

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    1. Cara Rossana, speriamo che il sangue di questi eroi "normali" fecondi la nostra Italia e faccia crescere frutti di coraggio, di onestà, di cittadinanza attiva e consapevole. Buon Ferragosto. Saluti cordiali.

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