domenica 19 aprile 2026

Come sta davvero in salute l'oro blu?

          Palermo – “Noi, come esseri umani, dovremmo mettere la nostra intelligenza, il nostro operato, le nostre invenzioni, la nostra tecnologia a servizio del pianeta… per essere dei protettori, dei guardiani di questi elementi così importanti per la vita sulla terra” – queste le parole pronunciate dalla cantautrice Elisa il 21 marzo scorso a Roma,  presso la sede della FAO (Food and Agricolture Organization-Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura), in occasione della celebrazione della ‘Giornata mondiale dell’Acqua e delle Foreste’. “Tutto è connesso, in un coro di biodiversità. Tutto segue tutto. L’acqua nutre la foresta. La foresta protegge l’acqua. L’acqua dà la vita” – ha detto ancora la cantautrice, impegnata nella promozione della forestazione urbana attraverso il progetto Music for the planet.
        Sulla situazione complessiva delle risorse idriche nel mondo, questi i dati dell’Atlante dell’acqua 2026, realizzato da Legambiente in collaborazione con la fondazione Heinrich-Böll Francia & Italia. L’Atlante dell’acqua evidenzia l’interconnessione tra acqua, energia, agricoltura, industria e diritti umani e si propone di sensibilizzare i cittadini su un uso più sostenibile di questa risorsa vitale.
      Si calcola che in tutto il mondo ogni anno da falde, fiumi e laghi vengano estratti e consumati circa 4.000 chilometri cubi di acqua dolce, il 70% dei quali viene destinata all’agricoltura. 3,2 miliardi di persone vivono però in aree agricole con scarsità idrica, mentre circa 2 miliardi vivono ancora senza accesso all’acqua potabile. A soffrire della scarsità idrica sono soprattutto le donne delle zone rurali, che hanno difficoltà nell’accesso e nella gestione dell’acqua per uso domestico.  
    Le zone del mondo più colpite dalla mancanza d’acqua sono il Medio Oriente, il nord Africa, l’India, il nord della Cina e i territori a sud-ovest degli Stati Uniti. L’Atlante dell’acqua evidenzia che, sebbene nel nord Africa e in Medio Oriente sia concentrato il 5% della popolazione mondiale, in tali regioni è disponibile solo lo 0,7% delle risorse idriche. Così, l’acqua diviene spesso causa scatenante o fattore di innesco delle guerre.
    Il riscaldamento climatico peggiora la situazione idrica mondiale: l’aria più calda (continua su il Punto Quotidiano)

Maria D'Asaro, il Punto Quotidiano, 19 aprile 2026

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